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Inaugurata la Sala "Dafne", ambiente dedicato all'ascolto protetto delle fasce deboli

Dafne

Lo scoprimento della targa posta all'esterno da parte della dottoressa Chergia e del Questore Petronzi

Alla presenza del Questore, Dirigente Generale della Polizia di Stato dr. Giuseppe Petronzi, è stata inaugurata questa mattina la Sala “Dafne”, un ambiente appositamente realizzato nella palazzina “Duchessa d’Aosta” presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza “Polo San Sabba”, per essere dedicato all’ascolto protetto delle fasce deboli.

Tale iniziativa si inquadra nel contesto delle linee guida che la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato ha emanato sulla materia, introducendo nuove e più efficaci prassi operative per il contrasto dell’odioso fenomeno della violenza di genere, declinate anche con la previsione di idonee modalità di accoglienza delle vittime attraverso la predisposizione di una corsia preferenziale di trattazione e la pronta attivazione della rete sul territorio.

Nel corso della presentazione che ha preceduto l’inaugurazione, svoltasi nella sala riunioni della Sezione Polizia Stradale di Trieste presso il Centro Polifunzionale “Luigi Vitulli”, il Questore ha ribadito la massima attenzione delle forze di polizia alle fasce che, in ragione di una circostanza, diventano deboli e la necessità di un intervento tempestivo  in eventi del genere ai quali occorre rispondere con una pronta azione sinergica, in stretto raccordo con l’Autorità Giudiziaria. Il setting realizzato col finanziamento del Dipartimento della Pubblica Sicurezza garantisce accoglienza, attenzione, privacy, silenzio, comfort, prerogative indispensabili per chi deve poter essere adeguatamente ascoltato e protetto.

All’evento erano anche presenti la dr.ssa Maddalena Chergia, Sostituto Procuratore presso il Tribunale, la dr.ssa Francesca Portesan, Sostituto Procuratore presso il Tribunale dei Minori, l’Assessore Fabio Scoccimarro della Regione e l’Assessore Carlo Grilli del Comune.

L’inaugurazione è stata effettuata in vista dell’approssimarsi della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si celebrerà lunedì 25 novembre p.v., e che vedrà la Questura mettere in campo la campagna di prevenzione nazionale “…questo non è amore”, diventata progettualità permanente della Polizia di Stato dal 2017.

Sarà allestito un punto di ascolto e informativo mobile dedicato alla cittadinanza in generale, in particolare alle donne, volto a raggiungere i luoghi di aggregazione della città per avvicinare le donne e sensibilizzarle a riconoscere le forme della violenza (non solo fisica, ma anche psicologica ed economica) e a denunciarle.

Il camper di “…questo non è amore”, con a bordo un’équipe multidisciplinare, sarà presente lunedì mattina in piazza Unità e in piazza della Borsa, mentre nel pomeriggio si sposterà nei rioni di Roiano e San Giacomo sostando in piazza Tra i Rivi e in campo San Giacomo.

Al di fuori verranno distribuiti i volantini della campagna, realizzati col contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e  tradotti  in altre 6 lingue (sloveno, serbo, croato, rumeno, portoghese, inglese) diffuse tra le etnie più presenti sul territorio, per poter raggiungere in modo efficace il maggior numero di donne. Accanto ad essi stati realizzati dei segnalibri, in italiano e in inglese, recanti nel retro i recapiti della “rete” da attivare: oltre alla Questura, i servizi sociali del Comune, il GOAP (Centro antiviolenza) e l’Associazione Interpares (per gli uomini maltrattanti), oltre al numero verde nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri 1522.

Perché Sala “DAFNE”?

In mitologia Dafne è una giovane ninfa che, a causa della sua bellezza, aveva attirato le attenzioni di Apollo.

Secondo Ovidio, il Dio dell’Amore per vendetta aveva fatto innamorare Apollo, colpendolo con una freccia d’oro e, allo stesso tempo, con una freccia di piombo aveva colpito Dafne rendendola indifferente alle richieste e alle attenzioni del suo pretendente. 

Dafne chiese aiuto alla Madre Terra per evitare ciò che sentiva un pericolo, trasformandosi così in alloro, rendendo vane le pretese di Apollo.

Da allora, le foglie di alloro cingono il capo dei poeti, dei sapienti e degli eroi.

L’incontro tra i due rappresenta per l’appunto l’incontro tra due voleri contrastanti, chi vuole abusare della sua forza e del suo potere e chi non intende subire un amore non richiesto, non desiderato.

Il mito dunque mette in evidenza la possibilità di sottrarsi alla violenza e di trasformarsi, mantenendo intatta, come capita a Dafne, la propria integrità e bellezza.


22/11/2019

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