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Non chiamatelo solo soccorso

Pampeago

Piste da sci e sicurezza

A prima vista dovrebbe essere solo un luogo dove godersi sole, il relax dei rifugi e "il brivido" di scivolare sul bianco della neve. E, invece, sempre più frequentemente la bellezza della montagna, con i suoi angoli nascosti e le cime che puntano al cielo, diventano una tentazione che può portare a pericoli e incidenti. Come nel caso delle piste da sci. I dati degli ultimi anni ci hanno ricordato che la prudenza non è mai abbastanza e che "il rispetto" per la natura e i suoi tempi può far trascorrere una giornata senza riportare a casa problemi.
Come in un copione che va in scena da anni, si "sprecano" gli inviti alla prudenza e alla saggezza. Con oltre 77 milioni di passaggi sulle piste (un dato in costante aumento) nell'attuale stagione sciistica, la provincia di Trento detiene quasi un primato di attrazione per la neve. Qui, grazie anche all'impegno della Polizia di Stato con il "Servizio di soccorso e sicurezza in montagna", le piste da sci cercano di essere sempre e solo un momento di svago e divertimento. "Abbiamo aumentato la nostra presenza sulle piste da sci con un'attività di prevenzione senza precedenti. Un'attività importante, una sorta di deterrente, che alla fine ci ha dato ragione. I dati parlano da soli e per noi questo è un successo che vale bene l'impegno e lo sforzo di tutto il personale". Il questore di Trento, Giorgio Iacobone, è orgoglioso del lavoro del "Soccorso e sicurezza in montagna" coordinato dal vice questore aggiunto Salvatore Ascione. Un'attività che nella stagione sciistica in corso ha visto, come era successo per i 3 anni precedenti, una costante diminuzione degli incidenti e dei reati. Il servizio della Polizia vede impegnati 72 agenti dislocati a Alba di Canazei, Andalo, Campitello di Fassa, Canazei, Cavalese, Cermis , Folgaria, Lavarone, Madonna di Campiglio, Moena, Pampeago, Pinzolo, Pozza di Fassa, Predazzo, Latemar, San Martino di Castrozza, Vigo di Fassa, Fedai Marmolada e Folgarida-Marileva. Squadre di soccorso, pronte ad ogni chiamata dei cittadini, ma soprattutto agenti che fanno prevenzione. "I nostri poliziotti addetti al servizio di soccorso in montagna sono tutti specializzati alla Scuola alpina di Moena, dove si formano anche i rocciatori. Esperienza, allenamento, capacità atletiche e di pronto intervento". Il vice questore aggiunto, Salvatore Ascione, guida questa sorta di "task force" per rendere più facile la vita sulle piste da sci. "In questa stagione sciistica abbiamo identificato quasi 7.500 persone, delle quali 2.623 stranieri. I soccorsi effettuati sono stati 3.824, quasi tutti per incidenti con gli sci (2.932); gli incidenti con snowboard sono stati 780. La maggior parte degli incidenti avviene in maniera accidentale: collisioni tra sciatori, scontri con ostacoli, infortuni negli impianti di risalita. Tra gli incidenti, purtroppo anche quelli dovuti a malori di varia natura, tra i quali anche quelli legati all'ubriachezza". Anche l'andamento dei reati sulle piste da sci negli ultimi 3 anni ha registrato una costante flessione. A prima vista può sembrare strano, ma anche sulla neve il comportamento di "apparenti e innocui sciatori" non è diverso da quelli di città e metropoli. Lesioni personali colpose, omissioni di soccorso, furti, danneggiamenti, esercizio abusivo della professione, sono solo alcuni dei reati compiuti sulle piste da sci. A questi si aggiungono ubriachezza, attraversamento delle piste con mezzi diversi da sci e snowboard, mancanza del casco per i minori di 14 anni.
"Anche in questi casi, e i dati lo dimostrano ampiamente, la nostra attività di prevenzione ha dato ottimi risultati. Grazie alla nostra costante presenza sulle piste, alla sensibilizzazione degli sciatori (in collaborazione con i gestori degli impianti e i consorzi turistici) abbiamo ridotto quasi del 50% i reati. Un risultato che vogliamo continuare a perseguire e per il quale ci adoperiamo con ogni sforzo durante tutto l'anno e non solo nella stagione sciistica". Il vice questore aggiunto Ascione, sulle piste di Pampeago, in Val di Fiemme, non nasconde la soddisfazione per il lavoro dei suoi uomini, aiutati in Trentino anche da una normativa più dettagliata rispetto a quella nazionale. Come nel caso dell'obbligo dell'uso del casco. Sciatori più tranquilli, meno incidenti, presenze in costante aumento e attività turistica in crescente salita. Il tutto, in queste zone, favorito dall'attività di soccorso e sicurezza della Questura di Trento. E la montagna ringrazia.
31/03/2011
(modificato il 23/06/2011)

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