Questura di Siracusa

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LA POLIZIA DI STATO ARRESTA DUE UOMINI

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ARRESTATI DUE UOMINI

Siracusa. Polizia di Stato. Nelle prime ore della mattinata odierna, personale della Prima Sezione - Criminalità Organizzata di questa Squadra Mobile ha dato esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catania su richiesta della D.D.A. presso quella Procura della Repubblica a carico di: · BARRESI Salvatore, nato a Siracusa il 6/02/1977, ivi residente; · CAPODIECI Giuseppe, nato a Siracusa il 29/5/1970, ivi residente. indagati del delitto di tentata estorsione di cui agli artt. 56, 629 co. 1 e co.2 (in relazione all'art. 628 co. 3 n. 1 e n. 3) c.p. e 7 L. 203/1991, perché in concorso e riunione fra loro, con minaccia derivante dalla loro appartenenza o contiguità al sodalizio mafioso denominato "S. Panagia" e consistita specificatamente nelle seguenti condotte: - il 10/2/2012, il CAPODIECI riferiva alla vittima che vi erano persone che "volevano fargli danno" e che gli volevano parlare; - l'11/2/2012, il BARRESI, alla presenza del CAPODIECI (il quale aveva organizzato l'incontro), chiedeva alla vittima di pagargli la somma di 1.000 euro subito e, successivamente, quella di 300-400 euro al mese, spiegando che attualmente era lui a "comandare" a Santa Panagia e che il denaro richiesto serviva per aiutare alcuni affiliati detenuti; compivano atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere il malcapitato, titolare di una officina meccanica, a versare loro somme di denaro, così da procurarsi un ingiusto profitto in suo danno. Con l'aggravante di avere agito con metodo mafioso ad al fine di agevolare l'attività del clan denominato "S. Panagia". In Siracusa, fino all'11/2/2012 L'indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catania, veniva avviata nell'immediato a seguito della denuncia sporta dalla vittima. In poco tempo gli investigatori individuavano gli autori della richiesta vessatoria per i sopra menzionati BARRESI e CAPODIECI, i quali venivano deferiti alla Procura Distrettuale catanese, trattandosi di reato commesso con modalità mafiose. Per quanto precede, gli indagati, rintracciati dagli Agenti nella mattinata presso le loro abitazioni, venivano tratti in arresto e, dopo gli adempimenti di rito, trasferiti presso la locale Casa Circondariale di Cavadonna.
15/06/2012

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