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Inaugurata in Questura la "stanza d'ascolto"

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Inaugurata la saletta d'ascolto

La stanza "girasole" dedicata alle audizioni protette

Questa mattina il Questore di Savona, Giannina Roatta, e il dott. Luciano Pasquale,  Presidente della Fondazione Agostino De Mari, che ha sostenuto il progetto, nel corso di una cerimonia doverosamente sobria nel rispetto delle vigenti misure anti contagio, hanno inaugurato, alla presenza del Prefetto, del Presidente della Provincia e di un ristretto numero di autorità e rappresentanti di enti ed associazioni impegnate nella lotta alla violenza di genere, la stanza per l’ascolto protetto allestita in Questura nel rispetto delle linee guida emanate dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza per l’attivazione di più efficaci prassi operative per il contrasto dell’odioso fenomeno della violenza di genere. La stanza è stata benedetta dal Vescovo Emerito Mons. Vittorio Lupi unitamente al Cappellano della Polizia don Ivan Cattaneo.

Si tratta di una struttura consistente in un’aula di ascolto, allestita con arredamento informale e familiare, ed una diversa stanza ad essa collegata, una sorta di control room, dotata di avanzate tecnologie che permettono la registrazione video e audio del colloquio tra la vittima ed il personale operante, che consente ai minori o a vittime e spettatori di reati – per esempio, donne vittime di stalking – di poter fornire testimonianza in un ambiente protetto e confortevole in presenza di personale specializzato atto a garantire il necessario supporto, nel pieno rispetto della privacy.

Nel tempo ci si è resi conto che gli spazi in cui venivano sentite le cc.dd. fasce deboli, stanze asettiche e con un arredamento prettamente da ufficio, non erano gli ambienti più idonei a farle sentire a loro agio e rassicurate dalle Istituzioni, e neppure il luogo dove gli operatori potessero raccogliere adeguatamente le testimonianze delle vittime.

Si tratta oggi di un ulteriore tassello in un  percorso avviato dalla Questura contro uno dei fenomeni più allarmanti per la società: la violenza di genere.

Il Questore: “Il nome della stanza – Girasole -, mi fa piacere ricordarlo, è stato suggerito da una donna, che chiameremo Maria, che è stata vittima di violenza da parte del compagno; è un fiore simbolicamente importante, dal portamento regale su un fusto ben eretto che simboleggia l’esaltazione della vita, un fiore che cerca  e segue il sole, lasciandosi alle spalle l’ombra, un fiore che trova la luce ovunque essa sia. Maria è una donna forte, che ha sofferto ma che è riuscita ad uscire allo scoperto, a confidarsi con le donne e gli uomini della Polizia di Stato della Sezione della Squadra Mobile dedicata a tale tipo di reati, che l’hanno aiutata in questo percorso e che rappresentano un esempio di efficacia, di competenza, che con passione hanno lavorato e condotto l’indagine nel rispetto del dovere giuridico e con attenzione alle difficoltà della vittima. Maria ha scritto una mail in cui ricorda il suo dolore e ringrazia i poliziotti per il sostegno ed il rispetto ricevuti, ed è una lettera che dà speranza alle vittime di violenza e rappresenta un monito per le donne in difficoltà, che esitano e continuano ad accettare che la violenza sia parte della loro vita e vuole essere per loro uno stimolo a farsi forza e ad avere il coraggio di aprirsi, così come fa la corolla del girasole verso la luce”.


23/11/2021

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