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Due noti pregiudicati salernitani arrestati dalla Squadra Mobile

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Un sorvegliato speciale della pubblica sicurezza ed un detenuto agli arresti domiciliari sono ora ristretti presso il carcere di Salerno

Nel corso di specifici servizi investigativi ed operativi, finalizzati al controllo di persone sottoposte a misure di prevenzione e al rintraccio di persone destinatarie di provvedimenti restrittivi, personale della Squadra Mobile, diretta dal Dr. Carmine Soriente, ha arrestato due noti pregiudicati salernitani.

Si tratta di un 56enne residente nel comune di Pellezzano (SA) sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale della Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza ed un 25enne, residente in Salerno, destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Salerno che ha disposto il residuo di pena di anni 2 mesi 8 e giorni 14 di reclusione in regime di arresti domiciliari.

Il primo, gravato da gravi precedenti di polizia e ritenuto vicino al clan D'Agostino, è stato trovato, da una pattuglia dei Falchi, a Salerno in piazza Onofrio Coppola, nei pressi di un bar, in violazione delle prescrizioni impostegli ed in particolare all'obbligo di soggiorno a Pellezzano.

Attesa l'accertata violazione della misura di prevenzione, l'uomo è stato arrestato per la violazione di cui all'art. 9 della legge n. 1423/56.

L'arrestato è stato condotto presso la casa circondariale di Salerno, a disposizione della locale Procura della Repubblica, per essere giudicato nella mattinata odierna per direttissima.

Il provvedimento eseguito nei confronti dell'altro pregiudicato, il 25enne salernitano, è conseguente ad un'attività d'indagine condotta dalla Squadra Mobile di Salerno nell'anno 2009 che ha portato alla sua condanna definitiva a 4 anni e 2 mesi di reclusione per concorso in spaccio di stupefacenti, detenzione e porto di arma da sparo e ricettazione.

L'Ordine di Carcerazione per il residuo di pena è stato eseguito da personale della Sezione Antirapina, presso il suo domicilio, ove stava già scontando la pena.

In particolare, in merito all'arresto del 56enne di Pellezzano (SA), giova precisare che le proposte di Sorveglianza Speciale della P.S., predisposte dalla Sezione Misure di Prevenzione della Divisione Anticrimine, diretta dal Dr. Raffaele Battista, tendono a stigmatizzare la condotta di vita del pregiudicato che ha evidenziato la sua pericolosità sociale ed è ritenuto soggetto incline alle attività illecite.

Si evidenzia che la sorveglianza speciale è una misura di prevenzione che prescrive al destinatario di cercare un lavoro stabile, di comunicare alle competenti Autorità di P.S. i luoghi in cui fisserà la propria dimora con Obbligo di recarsi tutti i giorni, ad orari prestabiliti, presso il competente Ufficio di Polizia, di non allontanarsi senza preventivo avviso all'Autorità di P.S., di non associarsi abitualmente alle persone che hanno subito condanne e sono sottoposte a misure di prevenzione o di sicurezza.

Il sorvegliato speciale, inoltre, non può rincasare, in genere, più tardi delle ore 21.00 ed uscire la mattina prima delle ore 6.00, non può detenere o portare armi né intrattenersi abitualmente nelle osterie o partecipare a pubbliche riunioni.

La connessa misura di OBBLIGO DI SOGGIORNO NEL COMUNE DI RESIDENZA, violata nel caso in questione, tende a limitare la libertà di spostamento sul territorio, al fine di consentire una più penetrante attività di controllo dell'autorità incaricata della sorveglianza.


13/10/2010

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