Questura di Reggio Emilia

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Una targa in memoria ed un albero di Liquidambar Styraciflua per ricordare Giovanni Palatucci

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Reggio Emilia Celebrazione Palatucci

All'interno del parco Santa maria di Reggio Emilia si è celebrata la cerimonia di Scoprimentodella targa commemorativa in memoria del Questore Reggente Di Fiume Giovanni PALATUCCI

Nella settimana in corso ricorre  l’anniversario della morte di Giovanni Palatucci, ex Questore di Fiume, deceduto nel 1944 nel campo di concentramento nazista di Dachau, Medaglia d’Oro al Merito Civile e riconosciuto “Giusto tra le Nazioni”.

La Questura di Reggio Emilia con il sostegno del Comune di Reggio Emilia  tributa gli onori alla memoria del Questore Palatucci  con la piantumazione di un albero di  “Liquidambar Styraciflua” e lo scoprimento di una targa  che ha avuto luogo oggi 11 febbraio alle ore 11:30.

All’evento che è stato pianificato in relazione allo scenario di diffusione epidemiologica DA Covid 19, nel rigoroso rispetto delle normative a livello nazionale, regionale e comunale e dei criteri di tutela dei cittadini e del  personale impiegato hanno partecipato  il Prefetto, il Sindaco, Il Rabbino della Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia ed i rappresentanti della Associazione Nazionale ANPS. 

  “ Giovanni Palatucci nacque a Montella, in provincia di Avellino nel 1909. Dopo il servizio militare ed aver conseguito la laurea in Giurisprudenza, entrò a far parte dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza e nel 1937 fu assegnato alla Questura di Fiume, quale responsabile dell’Ufficio Stranieri. Di quella Questura, dopo i tragici eventi successivi all’8 settembre del ’43, divenne reggente, malgrado rivestisse solo la qualifica di Commissario.

Il Funzionario ebbe così modo di conoscere il tragico impatto che le leggi razziali ebbero sulla comunità ebraica e creò quindi una “rete” di supporto, grazie alla quale riuscì a salvare molti appartenenti a quella confessione religiosa.

Da quanto è stato ricostruito dagli storici, il sostegno di Palatucci per la salvezza degli ebrei, si concretizzò nell’alterazione di registri, nel fornire loro informazioni utili per sottrarsi agli arresti, nella consegna di documenti falsi, ovvero indirizzandoli presso amici e conoscenti, allo scopo di metterli in salvo

Il Dirigente di Polizia, dopo che la sua attività fu scoperta, fu arrestato il 13/09/1944 da militari tedeschi e tradotto nel carcere di Trieste. Lì rimase per circa un mese, prima di essere deportato, il 22/10/1944, a Dachau, come internato politico di nazionalità italiana.

Morì probabilmente per tifo e gettato nella fossa comune del campo.