Questura di Reggio Calabria

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Latitante arrestato dalla Squadra Mobile

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Responsabile di associazione per delinquere di stampo mafioso

Nel primo pomeriggio di ieri, gli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Commissariato di PS di Gioia Tauro, nel corso di mirata attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, localizzava e catturava in una campagna di Candidoni, prossima all'abitato di Rosarno, all'interno di un casolare dove stava pranzando con alcuni familiari e altri favoreggiatori, il latitante Gallo Rocco Gaetano classe 1953, appartenente alla potente cosca di 'ndrangheta denominata Bellocco, operante in Rosarno (RC). All'atto dell'irruzione nel casolare, il Gallo ha tentato di darsi alla fuga per sfuggire alla cattura ma il dispositivo di vigilanza dell'area interessata alle operazioni, posto in essere dagli investigatori non gli ha lasciato alcuna via di scampo. Nel corso dell'operazione che ha portato alla cattura del latitante sono stati tratti in arresto anche Morabito Vincenzo classe 1968, commerciante, Virgilio Rocco classe 1951 commerciante e il cittadino marocchino Mahjoubi Abdellah classe 1977, con l'accusa di favoreggiamento aggravato. Le attività di indagine finalizzate al rintraccio di Gallo Rocco Gaetano avevano avuto inizio il 6 marzo u.s. allorquando egli si era sottratto all'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere 4259/09 RGNR DDA n. 3817/09 RGGIP DDA e n. 501-P (già 601-P/09) R.T.L. emessa nei suoi confronti per il delitto di associazione per delinquere di stampo mafioso (operazione Rosarno è Nostra). Il nome di Gallo Rocco Gaetano è legato alla nota operazione antimafia denominata "Rosarno è Nostra", che all'esito di un'articolata e complessa attività d'indagine svolta dalle Squadra Mobili di Reggio Calabria e Bologna, in data 22.07.2009 aveva consentito alla Polizia di Stato di eseguire 6 decreti di fermo di indiziato di delitto, emessi dalle Direzioni Distrettuali Antimafia delle città sopra menzionate, nei confronti di altrettanti elementi di spicco della consorteria mafiosa facente capo alla famiglia Bellocco, ritenuti responsabili di aver fatto parte di un'associazione per delinquere di stampo mafioso operante in Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro e nel capoluogo emiliano. Gallo Rocco Gaetano è legato da rapporti di affinità con Bellocco Francesco classe 1989, esponente di rilievo dell'omonimo casato di 'ndrangheta, latitante dal gennaio 2010 in quanto sottrattosi all'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa per associazione mafiosa nell'ambito della citata operazione di polizia "Rosarno è nostra", dal momento che costui è fidanzato con la figlia del Gallo, di nome Sabrina (classe 1990), con la quale ha generato una figlia nell'agosto 2011. L'odierno arrestato è ritenuto il referente in Emilia Romagna di Bellocco Carmelo (padre del latitante Francesco), nei confronti del quale, secondo quanto emerge dalle indagini relative all'operazione Rosarno è nostra, si era adoperato per fargli ottenere l'affidamento in prova ai servizi sociali, assumendolo presso la "Veneta Frutta" srl di cui era amministratore, mettendo a disposizione la propria abitazione anche per occultare armi e recandosi in Calabria per portare messaggi ai sodali della cosca.
L'ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere a carico di Gallo Rocco Gaetano è divenuta definitiva ed esecutiva il 5 marzo 2012 ad esito della pronuncia della Suprema Corte di Cassazione che aveva accolto il ricorso presentato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria avverso il provvedimento con il quale il Tribunale del riesame in data 27.08.2009 aveva annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa in data 10.8.2009 dal GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria. Dall'inchiesta 'Rosarno è Nostra' era emerso uno scontro tra la cosca dei Bellocco e quella degli Amato, entrambe originarie di Rosarno ma trasferitesi in Emilia Romagna. All'origine dello scontro c'era l'omicidio di Cosimo Amato, classe 1959, avvenuto a Rosarno l'11 settembre del 1989 e la scomparsa di Mario Amaro classe 1961, vittima della lupara bianca. Dopo le formalità di rito, Gallo Rocco Gaetano ed i suoi favoreggiatori sono stati associati presso la casa Circondariale di Palmi a disposizione della competente Autorità Giudiziaria. Nel primo pomeriggio di ieri, gli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Commissariato di PS di Gioia Tauro, nel corso di mirata attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, localizzava e catturava in una campagna di Candidoni, prossima all'abitato di Rosarno, all'interno di un casolare dove stava pranzando con alcuni familiari e altri favoreggiatori, il latitante Gallo Rocco Gaetano classe 1953, appartenente alla potente cosca di 'ndrangheta denominata Bellocco, operante in Rosarno (RC). All'atto dell'irruzione nel casolare, il Gallo ha tentato di darsi alla fuga per sfuggire alla cattura ma il dispositivo di vigilanza dell'area interessata alle operazioni, posto in essere dagli investigatori non gli ha lasciato alcuna via di scampo. Nel corso dell'operazione che ha portato alla cattura del latitante sono stati tratti in arresto anche Morabito Vincenzo classe 1968, commerciante, Virgilio Rocco classe 1951 commerciante e il cittadino marocchino Mahjoubi Abdellah classe 1977, con l'accusa di favoreggiamento aggravato. Le attività di indagine finalizzate al rintraccio di Gallo Rocco Gaetano avevano avuto inizio il 6 marzo u.s. allorquando egli si era sottratto all'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere 4259/09 RGNR DDA n. 3817/09 RGGIP DDA e n. 501-P (già 601-P/09) R.T.L. emessa nei suoi confronti per il delitto di associazione per delinquere di stampo mafioso (operazione Rosarno è Nostra). Il nome di Gallo Rocco Gaetano è legato alla nota operazione antimafia denominata "Rosarno è Nostra", che all'esito di un'articolata e complessa attività d'indagine svolta dalle Squadra Mobili di Reggio Calabria e Bologna, in data 22.07.2009 aveva consentito alla Polizia di Stato di eseguire 6 decreti di fermo di indiziato di delitto, emessi dalle Direzioni Distrettuali Antimafia delle città sopra menzionate, nei confronti di altrettanti elementi di spicco della consorteria mafiosa facente capo alla famiglia Bellocco, ritenuti responsabili di aver fatto parte di un'associazione per delinquere di stampo mafioso operante in Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro e nel capoluogo emiliano. Gallo Rocco Gaetano è legato da rapporti di affinità con Bellocco Francesco classe 1989, esponente di rilievo dell'omonimo casato di 'ndrangheta, latitante dal gennaio 2010 in quanto sottrattosi all'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa per associazione mafiosa nell'ambito della citata operazione di polizia "Rosarno è nostra", dal momento che costui è fidanzato con la figlia del Gallo, di nome Sabrina (classe 1990), con la quale ha generato una figlia nell'agosto 2011. L'odierno arrestato è ritenuto il referente in Emilia Romagna di Bellocco Carmelo (padre del latitante Francesco), nei confronti del quale, secondo quanto emerge dalle indagini relative all'operazione Rosarno è nostra, si era adoperato per fargli ottenere l'affidamento in prova ai servizi sociali, assumendolo presso la "Veneta Frutta" srl di cui era amministratore, mettendo a disposizione la propria abitazione anche per occultare armi e recandosi in Calabria per portare messaggi ai sodali della cosca.
L'ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere a carico di Gallo Rocco Gaetano è divenuta definitiva ed esecutiva il 5 marzo 2012 ad esito della pronuncia della Suprema Corte di Cassazione che aveva accolto il ricorso presentato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria avverso il provvedimento con il quale il Tribunale del riesame in data 27.08.2009 aveva annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa in data 10.8.2009 dal GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria. Dall'inchiesta 'Rosarno è Nostra' era emerso uno scontro tra la cosca dei Bellocco e quella degli Amato, entrambe originarie di Rosarno ma trasferitesi in Emilia Romagna. All'origine dello scontro c'era l'omicidio di Cosimo Amato, classe 1959, avvenuto a Rosarno l'11 settembre del 1989 e la scomparsa di Mario Amaro classe 1961, vittima della lupara bianca. Dopo le formalità di rito, Gallo Rocco Gaetano ed i suoi favoreggiatori sono stati associati presso la casa Circondariale di Palmi a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.
29/04/2012

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