Questura di Pordenone

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Pordenone: 29 settembre 2021 La Polizia di Stato celebra il suo Santo Patrono San Michele Arcangelo

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Polizia di Stato

A Pordenone le celebrazioni sono iniziate questa mattina alle 8.00 con la deposizione di un cuscino di fiori a Zoppola, località Cusano, alla “stele” in memoria degli Agenti della Polizia di Stato Edy Bertolini e Giuliano Santo, caduti in servizio il 12 dicembre 1987.

Successivamente in Questura è stata deposta del Questore della Provincia di Pordenone Marco Odorisio una Corona d’Alloro in ricordo dei Caduti della Polizia di Stato presso il “Cippo commemorativo” sito nel cortile della Questura  alla presenza del vice Prefetto Vicario Gian Paola Modolo, dei familiari degli Agenti di Polizia caduti in servizio Edy Bertolini, Giuliano Santo e Marino Terrezza e di  S.E. il Vescovo della Diocesi Concordia-Pordenone Mons. Giuseppe Pellegrini, che ha benedetto il monumento ai caduti della Polizia di Stato.

Il Vescovo in una locuzione ha ricordato l’impegno ed  sacrificio che gli uomini e le donne della Polizia di Stato assicurano quotidianamente a favore delle comunità.

Alle ore 11.00, quindi, all’interno del parco San Valentino il Vescovo ha officiato la Santa Messa, presenti anche il Sindaco del Capoluogo ed i Sindaci della Provincia, delle Autorità militari e civili e di una rappresentanza della Sezione Provinciale dell’A.N.P.S. “Associazione Nazionale della Polizia di Stato”

A margine della cerimonia il  Vice Prefetto Vicario ed i Sindaci della provincia intervenuti alla cerimonia  hanno consegnato unitamente al Questore i riconoscimenti al  personale della Polizia di Stato.

  • ENCOMIO

Assistente Capo Coordinatore CARRER Michela

  • LODE

Vice Sovrintendente BIGARAN Francesco

“per aver assicurato alla giustizia un individuo indiziato del delitto di violenza sessuale.”

Pordenone, 24 febbraio 2017

  • ENCOMIO

Assistente Capo Coordinatore CAPANNA Massimo

“Per aver assicurato alla giustizia 9 soggetti, per reati relativi alle sostanze stupefacenti e al traffico di armi.”

Pordenone, 28 aprile 2017

  • LODE

Commissario  Capo CADELLI STEFANO

Vice Ispettore BOZZO RICCARDO

Vice Ispettore MAURO STEFANO

Vice Sovrintendente SANTOIANNI Paolo

Assistente Capo in quiescenza BRESCIA Fabio.

“per aver assicurato alla giustizia tre soggetti responsabili del delitto di rapina.”

Pordenone, 6 maggio 2017

  • LODE

Vice Ispettore PIPPO Fabio

“per avere individuato il responsabile di tentato omicidio, lesioni e danneggiamento.”

 Pordenone il 10 maggio 2017”

  • LODE

Assistente Capo Coordinatore CARRER Michela

“contribuiva ad arrestare 16 individui responsabili di traffico di sostanze stupefacenti”

Pordenone il 12 giugno 2017”

  • LODE

Vice Sovrintendente in quiescenza  VILLONE Filomena

“per aver assicurato alla giustizia una persona responsabile  di omicidio.”

Pordenone, 12 giugno 2017

  • LODE

Assistente Capo Coordinatore in quiescenza DE FILIPPI Diego

“contribuiva ad assicurare alla giustizia un pericoloso gruppo criminale dedito a reati predatori con l’uso di esplosivo.”

Pordenone, 6 dicembre 2017

  • MEDAGLIA D’ORO PER MERITO DI SERVIZIO

Assistente Capo   BIONDIN Denis

Assistente Capo Coordinatore CANCIAN Sara

  • MEDAGLIA D’ARGENTO PER MERITO DI SERVIZIO

Assistente Capo Coordinatore DA RE Alessandro

  • CROCE D’ORO PER ANZIANITA’ DI SERVIZIO

Vice Ispettore FACHIN Diego

Sovrintendente FARAONI Luca

  • CROCE D’ARGENTO PER ANZIANITA’ DI SERVIZIO

Vice Sovrintendente SCIAN Daniele

Vice Sovrintendente MARCUZZO Mario

Assistente Capo Coordinatore  in quiescenza DE FILIPPI Diego

  • CROCE DI BRONZO PER ANZIANITA’ DI SERVIZIO

Assistente Capo Coordinatore CANCIAN Sara

Assistente Capo   BIONDIN Denis


Festa di San Michele Arcangelo, Patrono della Polizia di Stato. Parco San Valentino. Indirizzo di saluto  del Questore della Provincia di Pordenone Marco Odorisio.

Sua Eccellenza Vescovo della diocesi Concordia-Pordenone, Signor Prefetto Vicario, Signor Sindaco di Pordenone, Signori Sindaci, Autorità politiche, civili e militari, donne e uomini della Polizia di Stato, amici dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, grazie per essere qui in occasione della celebrazione della Festa di San Michele Arcangelo, Patrono della Polizia di Stato e grazie per averci voluto onorare in questa giornata per noi particolare.

Il nostro Patrono San Michele Arcangelo difensore del popolo di Dio e vincitore nella perenne lotta del bene contro il male, rappresenta la naturale assonanza con la missione assolta quotidianamente, con professionalità ed impegno, da ogni singolo operatore di polizia.

Il poliziotto è infatti chiamato ad assicurare il rispetto delle leggi, l’ordine e la sicurezza dei cittadini a favore dei quali orienta il suo servizio che trova espressione e sintesi nel motto “sub lege libertas”.

E a questo impegno costante la Polizia di Stato unisce altresì la straordinaria funzione di soccorso ed assistenza pubblica.

La scelta di voler celebrare tale ricorrenza al Parco San Valentino, dove oggi ci siamo ritrovati, ha un suo preciso significato: infatti se gli anni scorsi l’odierna ricorrenza era stata celebrata al Parco Querini ed al parco Galvani,  oggi siamo qui per confermare e testimoniare come  una città e la sua comunità si siano oramai definitivamente riappropriate di fette e porzioni del territorio, garantendo la possibilità di fruire  serenamente ed in sicurezza di tali aree, a favore delle famiglie, dei cittadini, della città stessa.

Ebbene, tale positivo risultato è stato raggiunto grazie alla sintesi di quel fare “sistema”, dove ognuno, nell’ambito delle proprie attribuzioni, ha reso uno specifico  contributo, e mi riferisco alle donne ed agli uomini della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Locale, o meglio delle Polizie Locali, coordinati dal Signor Prefetto, e ancora il contributo della Magistratura, e non ultimo dei cittadini e di tutte quelle categorie sociali, economiche e politiche, espressione di questo territorio.

E nulla accade per caso, perché i  positivi risultati che caratterizzano la Provincia di Pordenone, hanno come base fondante ed imprescindibile la solidità  di un tessuto sociale fortemente caratterizzato da laboriosità, serietà, dignità, legalità, tessuto sociale portatore di quegli innumerevoli valori che, fungono altresì da argine e frangiflutto proprio dinanzi al rischio di possibili e pericolose derive sempre in agguato, solidità sociale evidenziata soprattutto nel delicato e complesso periodo che stiamo attraversando, caratterizzato dalla pandemia.

Infatti, proprio nel difficile contesto odierno, è avvertita in maniera sempre più crescente l’importanza di sviluppare una capacità di rispondere in modo appropriato ai bisogni dei cittadini, i quali risultano, in generale, non solo sempre più esigenti e sempre meglio informati, ma anche portatori di interessi sempre più nuovi, multiformi e complessi.

L’esigenza non è soltanto quella di avere o rendere nella sostanza servizi di qualità, ma soprattutto in relazione a questi, di recuperare la fiducia stessa dei cittadini e di fornire così una nuova legittimazione sociale all’azione pubblica, nell’ottica di un effettivo processo di vicinanza ai reali bisogni della gente, della collettività e quindi definire  adeguate strategie di intervento, efficaci nei risultati e idonee a restituire il senso di un intervento della Polizia  non episodico ma, per l’appunto, “strutturale”.

E come difensore della collettività e del bene comune ogni operatore di polizia assolve la propria missione con generosità, altruismo e spirito di servizio, a garanzia  e  difesa di quel “ faro della legalità”, punto fermo di riferimento, come lo è il nostro San Michele Arcangelo.

Avviandomi alla conclusione, mi sta a cuore ricordare come le celebrazioni per San Michele Arcangelo siano accompagnate dal tradizionale “Family Day”, giornata in cui gli uffici di polizia si aprono ai familiari dei poliziotti, a voler testimoniare l’importanza e la forza che i nostri cari ci trasmettono, per assolvere al meglio quella missione, che spesso comporta sacrifico degli affetti, e talvolta sacrificio della propria vita, come Edy Bertolini, Giuliano Santo, Marino Terrezza e tanti altri colleghi che, con il loro sacrificio ci hanno tracciato una strada e soprattutto ci hanno indicato il modo come percorrerla.

Ed è proprio a tutti i caduti, e permettetemi, a tutte le vittime del COVID, ai medici, agli infermieri, e a quanti colleghi/amici ci hanno lasciato lungo il cammino della vita ed ai loro famigliari che rivolgo il mio commosso e deferente ricordo, così come  con altrettanta commozione ed affetto mando un forte abbraccio alle famiglie di ciascuno di noi.             


29/09/2021

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