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Condannati ed espulsi dall’Italia con provvedimento giudiziale, rientrano in Italia sotto altro altro nome

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Arrestati dalla Polizia di stato due cittadini albanesi con precedenti per furto in abitazione

Parma – Nella mattina di martedì 12.01.2021 gli Agenti della Polizia di Stato della Questura di Parma di servizio per la vigilanza sul rispetto della normativa di cui al vigente DPCM notavano nei pressi della stazione ferroviaria lungo viali Falcone e Borsellino, tre soggetti di nazionalità straniera aggirarsi in loco con fare sospetto e decidevano pertanto di fermarli per sottoporli ad un controllo documentale.

I tre, dichiaratamente cittadini albanesi, mostravano i relativi passaporti dai quali si evinceva il loro regolare ingresso in area Schengen. I sospetti degli Agenti nascevano tuttavia dal fatto che i tre risultavano completamente sconosciuti nella consultazione delle banche dati in uso alle Forze di Polizia. Gli operatori decidevano quindi di accompagnarli in questura per sottoporli a più approfonditi controlli a mezzo di rilievi dattiloscopici.

Nei locali di Borgo della Posta il sistema di rilevazione automatica delle impronte digitali evidenziava che due dei tre soggetti erano già noti alle forze di polizia, ma sotto altro nome. Emergeva infatti che i due, già resisi responsabili nel 2018 di reati contro il patrimonio, e nello specifico di furto in abitazione in concorso tra loro, erano stati arrestati, tratti a giudizio dinanzi al Tribunale di Parma ed espulsi dal territorio nazionale come misura sostitutiva alla detenzione, con esplicito divieto di ritorno in Italia per un periodo di cinque anni.

Da consultazione degli atti interni al locale Ufficio immigrazione si appurava altresì che l’espulsione era stata eseguita per entrambi con accompagnamento coattivo alla frontiera aerea di Verona, dove erano stati imbarcati su un volo diretto al loro paese d’origine.

Ciò constato e verificato il loro reingresso illecito sul territorio, gli Agenti, dandone immediata notizia al sostituito procuratore della Repubblica di turno e al difensore, traevano immediatamente in arresto i due soggetti, sequestrando i passaporti degli stessi poiché utilizzati o comunque pertinenti al reato. Si procedeva su disposizione del PM di trattenere i due soggetti presso le camere di sicurezza della Questura in attesa del procedimento per direttissima del giorno seguente.

Anche il terzo soggetto fermato dagli operatori veniva collocato presso le medesime camere di sicurezza a disposizione dell’Ufficio immigrazione, poiché irregolare sul territorio ed in attesa degli adempimenti amministrativi inerenti all’espulsione

I cittadini stranieri venivano tradotti a processo per direttissima nella giornata di mercoledì 13.01.2020 dove il Giudice convalidava l’arresto operato nei confronti dei due.

Questi patteggiavano una condanna ad un anno di reclusione e, dopo la lettura della sentenza, venivano immediatamente tradotti in carcere in stato di custodia cautelare sussistendo pressanti esigenze cautelari quali il pericolo di reiterazione del reato ed il pericolo di fuga.

Il terzo soggetto con cui si accompagnavano, invece, poiché irregolare sul territorio nazionale, verrà espulso nella giornata odierna dalla Polizia di Stato con accompagnamento coatto in frontiera.


14/01/2021

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