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Furti in abitazione. Arrestati dalla Polizia di Stato i componenti di una banda di rom dedita a furti in abitazione nelle province di Padova, Venezia, Ferrara e Pordenone.

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Furti in abitazione. Arrestati dalla Squadra Mobile banda di rom

Personale della Polizia di Stato della Questura di Padova (Squadra Mobile - Sezione “Reati contro il Patrimonio”) ha tratto in arresto tre soggetti, un 24enne, una 21enne e una 18enne, tuti con cittadinanza croata, già gravemente indiziati in relazione a precedenti analoghi episodi ed in ultimo sorpresi a commettere un furto presso una villetta sita in via Monte Pasubio, ai danni di una 69enne pensionata.

I predetti erano già interessati da diverse settimane da indagini condotte dalla stessa Squadra Mobile e  dirette dalla Procura della Repubblica di Padova su alcuni episodi di furti in abitazione e più in generale di reati predatori verosimilmente della cui commissione era sospettati proprio alcuni soggetti Rom.

Il 27 gennaio u.s., in località San Stino di Livenza (VE) i poliziotti della Squadra Mobile avevano identificato un gruppo di soggetti di etnia Rom – tra i quali gli odierni arrestati – utilizzatori di due autovetture che risultavano segnalate da diversi Uffici di polizia veneti come in uso a soggetti dediti a furti in abitazione.

Anche sulla base dei precedenti di Polizia delle due donne, ancora di recente sorprese in possesso di alcuni monili in oro provento di furti in abitazione commessi nei centri di Pordenone, Oderzo (TV), Silea (TV)  e Mogliano Veneto (TV), nonché sospettate di furto con destrezza ai danni di un anziano (mediante c.d. tecnica dell’abbraccio), è stata avviata una mirata attività di indagine consistita soprattutto in ripetuti servizi di pedinamento, che ha sin da subito fatto emergere il coinvolgimento del gruppo composto dai tre nella commissione di reati predatori. La 21enne era stata fermata anche in compagnia di altre giovani Rom, sempre a piedi e prive di cellulare. Sulla base dell’esperienza investigativa, ciò faceva ulteriormente sospettare del suo coinvolgimento in reati contro il patrimonio, spesso commessi da giovani ragazze Rom, anche minorenni, condotte da un adulto e poi lasciate nei quartieri residenziali allo scopo di individuare le abitazioni da depredare.

Nel corso delle loro indagini i poliziotti della Squadra Mobile hanno potuto individuare il 24enne quale complice delle due donne, sempre presente nelle medesime zone o comunque in zone immediatamente adiacenti a quelle ove venivano notate le predette, e che di fatto alla guida della sua autovettura Mercedes, accompagnava le stesse in diverse località della provincia Padova, Treviso, Venezia, Pordenone e Ferrara.  

I tre alloggiavano per lo più in diverse strutture ricettive (B&B o Hotel) della province interessate dai furti o, più spesso, in diversi parcheggi delle province di Padova e Venezia, rimanendo a dormire sul loro mezzo. Comunque non rimanevano mai nello stesso posto per più di qualche giorno. Piuttosto si spostavano nei vari centri (Treviso, Pordenone, Padova, Oderzo, San Donà di Piave, Silea ecc.) ove, una volta giunti, percorrevano a bassa velocità le vie dei quartieri residenziali, apparentemente senza meta; poi effettuavano delle soste più o meno lunghe, il più delle volte in parcheggi affollati di centri commerciali o supermercati, per poi ripercorrere le medesime vie e allontanarsi velocemente verso il centro successivo.

In sostanza i tre effettuavano dei veri e propri “pattugliamenti” dei quartieri residenziali al fine di individuare abitazioni da depredare. Individuata la zona, il giovane lasciava le due ragazze, mentre lui provvedeva a parcheggiare l’auto in luoghi poco distanti e tali da non destare sospetti (parcheggi affollati), per poi tornare a riprendere le complici una volta che queste avevano commesso i furti.

In una occasione il 24enne è stato osservato “spingere” le due donne fuori dall’autovettura con violenza, mentre le stesse sono state pedinate e notate aggirarsi tra le abitazioni (in zona Arcella a Padova), mettendo in atto azioni propedeutiche al compimento di furti.

Il modus operandi era più o meno sempre lo stesso: effrazione degli infissi al piano terra delle abitazioni con un cacciavite e asportazione principalmente di monili in oro.

Sono diversi i furti attribuibili ai tre arrestati. Nell’ambito dell’attività d’indagine diretta dal Sostituto Procuratore della Procura di Padova sono stati anche sequestrati diversi monili in oro che i tre indagati avevano nel frattempo provveduto a  vendere presso alcuni “compro oro” di Padova; alcuni di essi sono risultati infatti compendio di furti in abitazione commessi il 14.02.2021 a Ferrara, il 3.03.2021 a Mestrino (PD), e l’ 8.03.2021 a San Stino di Livenza (VE). Ad essere stato sequestrato anche un bracciale in oro bianco marca Cartier, del valore di diverse migliaia di euro, ceduto dagli indagati in “pagamento” delle spese di alloggio presso un Hotel di Padova – il bracciale è stato successivamente sequestrato all’ignaro titolare della struttura.  

Avvertita l’esigenza di intervenire ed interrompere l’attività predatoria messa in atto dagli indagati, i poliziotti della Squadra Mobile hanno condotto ieri alcuni servizi di osservazione e pedinamento che hanno consentito di “agganciare” fin dalle prime ore del mattino il gruppo composto dai tre in questa via Fraccalanza (ove è presumibile che avessero trascorso la notte). Venivano quindi pedinati fino a giungere nel territorio comunale di Mestrino (PD), da dove però, dopo qualche ora, ed effettuati alcuni giri di perlustrazione, decidevano di far rientro a Padova.

Nel primo pomeriggio, intorno alle 15:00, dopo avere percorso via Chiesanuova diverse volte, l’autovettura occupata dai tre soggetti, faceva ingresso in via Monte Cengio (quartiere residenziale), ove si notavano scendere dallo stesso mezzo le due donne; mentre l’uomo, come al solito, si fermava, attendendo nel parcheggio interno del supermarket Interspar.

Le due ragazze venivano successivamente individuate dai poliziotti mentre percorrevano la via Monte Pasubio a piedi, guardando dentro le abitazioni e suonando il campanello di almeno due abitazioni, fino a giungere di fronte ad una villa con giardino, ove suonavano anche lì più volte il campanello, continuando a guardarsi nervosamente attorno. Dopo alcuni minuti di attesa, ritenuto il momento propizio, le due donne, si arrampicavano sulla cancellata saltando nel giardino dell’abitazione.

Mentre gli operanti attendevano i rinforzi, così da bloccare tutti i soggetti contestualmente, si accorgevano che all’interno del giardino della villa vi era una signora anziana, verosimilmente la padrona di casa, la quale si dirigeva verso il retro dell’abitazione. Temendo per l’incolumità della signora, i poliziotti decidevano a quel punto di intervenire scavalcando la recinzione; nel frangente si sentivano le urla della stessa, accortasi in quel momento della presenza di estranei all’interno della sua abitazione che le impedivano di entrare. Gli agenti della Mobile si avvedevano dell’apertura di una delle finestre poste al piano terra, scorgendo le due ladre mentre si sporgevano nel tentativo di darsi alla fuga. Ma trovandosi davanti i poliziotti, le due rientravano velocemente in casa. Una volta entrati anch’essi all’interno dell’abitazione, avvantaggiandosi della finestra lasciata aperta dalle due donne, i poliziotti riuscivano a bloccare subito una di loro, mentre l’altra (la 21enne) tentava di guadagnarsi la fuga passando attraverso la finestra di un’altra stanza e poi scavalcando la recinzione (in quel frangente perdendo la sciarpa che aveva al collo, rimasta appesa al cancello, ed un grosso cacciavite). Veniva però raggiunta e bloccata alla fine della via Pasubio, all’angolo con la via Lepanto. Addosso teneva ancora con sé un portafoglio in pelle nera e la somma di 60 euro poco prima trafugato dall’abitazione. Venivano subito recuperati e restituiti alla proprietaria oltre al suddetto portafogli e la somma di denaro in esso contenuta, anche diverse collane, pendenti, bracciali ed orecchini.

Nel frattempo i poliziotti identificavano e bloccavano anche il complice 24enne all’interno dell’autovettura Mercedes mentre era ancora in attesa delle sue complici. A sorprendere i poliziotti al circostanza che costui aveva con sé all’interno dell’auto anche il figlio di neppure un anno.

All’interno del mezzo sono stati rinvenuti e sequestrati una borsa in pelle di colore verde (marca Ralph Lauren), un bracciale in metallo di colore oro, due parti di orecchini, un paio di occhiali da sole marca MAX MARA di colore nero completi di custodia di colore beige, un coltello in acciaio, un kit di chiavi esagonali di varie misure ed un bilancino elettronico digitale (verosimilmente utilizzato per pesare i preziosi prima di alienarli presso i compro-oro).

I tre arrestati, costantemente monitorati nelle ultime settimane, oltre che spostarsi  di frequente nelle diverse province limitrofe (mostrando di non avere alcun radicamento o legame stabile sul territorio), si sono in un’occasione recati  anche all’estero (in Slovenia) rientrando in Italia nel giro di poche ore.

Alla luce dell’episodio su riportato, e ricostruitane la personalità pericolosa sulla base anche dei precedenti episodi ugualmente loro attribuibili (dimostrando così come gli stessi siano di fatto stabilmente dediti alla commissione di reati predatori), i tre sono stati tratti in arresto e messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che valuterà adesso la ricorrenza dei presupposti per l’eventuale applicazione nei loro confronti di misure cautelari personali.


12/03/2021

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