Questura di Messina

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Il Signor Capo della Polizia riceve a Patti la cittadinanza onoraria e presenzia all’intitolazione di una scalinata alla memoria del Sovrintendente D’Angelo a Messina

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Presenti le Autorità Civili Religiose e Militari

Stamani, 25 febbraio 2011, alle ore 10.30, presso il Palazzo Comunale della Città di Patti, il Signor Capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica Sicurezza - Prefetto Antonio Manganelli, ha ricevuto dal Sindaco dott. Giuseppe Venuto, alla presenza di Autorità Civili, Religiose e Militari, la pergamena del conferimento della Cittadinanza Onoraria con la seguente motivazione: "…poiché con il proprio generoso impegno ha mirato a rafforzare lo Stato nella salvaguardia dell'ordine e della sicurezza pubblica operando con coraggio ed efficacia su tutti quei fronti che hanno visto la legalità democratica e la civile convivenza minacciate; …poiché per il lavoro svolto dal Prefetto Manganelli al fianco dei più valorosi Magistrati ed Organi Giudiziari investigativi europee, risalta la Sua figura professionale integerrima ed onesta e rappresenta un punto di riferimento di indubbio valore per la nostra collettività; …poiché unitamente agli encomiabili meriti professionali ed umani che lo rendono figura autorevole e prestigiosa, degna di indiscussa stima, vi è da parte del Prefetto Manganelli un'affezione familiare verso la città di Patti."Il Signor Capo della Polizia, nel ringraziare il Sindaco e tutti i cittadini di Patti, ha evidenziato che la cittadinanza onoraria conferitagli "ha il significato di sintetizzare nella sua persona la gratitudine che una comunità del nostro Paese esprime per le forze di polizia; per il lavoro che loro fanno, per la capacità di rassicurare queste comunità, per la capacità di migliorare le condizioni di sicurezza del nostro Paese".Nella stessa giornata, alle 12.30 circa, in Messina, ha avuto luogo, in presenza del Capo della Polizia, di Autorità Civili, Militari e Religiose, la cerimonia d'intitolazione della scalinata di Largo Avignone alla memoria del Sovrintendente della Polizia di Stato Antonino D'Angelo, vittima del dovere e medaglia di bronzo al valore civile, ucciso in un conflitto a fuoco nel corso di una rapina in banca.Nella mattina del 21 novembre 1980, nel quartiere Provinciale di questo Centro, ebbe luogo una rapina in danno di un istituto di credito. Nel tentativo di allontanare i rapinatori la guardia giurata, in servizio di vigilanza all'ingresso della banca, esplose alcuni colpi d'arma dai quali scaturì un conflitto a fuoco con il rapinatore, nel corso del quale il vigilante venne colpito.Il Sovrintendente D'angelo Antonino, in forza presso l'Ufficio Volanti della Questura di Messina, che in quel momento libero dal servizio si trovava nei pressi dell'istituto di credito, decise di intervenire per evitare ed impedire ulteriori gravi conseguenze. Nella circostanza il poliziotto rimase tragicamente coinvolto nel conflitto a fuoco, perdendo la vita.Il Sovrintendente D'Angelo lasciò la moglie e due bimbi, uno dei quali ancora in fasce, che oggi indossano la divisa della Polizia di Stato e che prestano servizio presso l'U.P.G.S.P. della Questura di Messina.La moglie ed i figli dello scomparso hanno partecipato alla cerimonia nel corso della quale uno di loro, Gaetano, oggi Agente scelto della Polizia di Stato, ha preso la parola. Il figlio, commosso, ha espresso sentimenti di orgoglio per l'avvenuta intitolazione della scalinata alla memoria del padre alla presenza del Capo della Polizia.In data 20.11.2007, il Sig. Capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica Sicurezza - ha concesso la promozione per merito straordinario al figlio maggiore, Gaetano, il quale interveniva, libero dal servizio, durante una rapina ad un Istituto Bancario di Messina. Lo stesso, nella circostanza, riusciva, dopo una violenta colluttazione con un malvivente durante la quale veniva ferito al volto, a mettere in fuga il rapinatore che veniva di lì a poco tratto in arresto.Il Capo della Polizia, nel prendere la parola, ha ringraziato il Sindaco di Messina per la sensibilità dimostrata nell'intitolare un sito della città al poliziotto D'Angelo evidenziando che tale gesto testimonia che Messina non dimentica i suoi figli migliori.Il Prefetto Manganelli ha sottolineato "che l'esempio del Sovrintendente D'Angelo è importante così come quello del figlio che ha sventato una rapina rimanendo ferito". Ha poi continuato affermando che "in questo ricambio generazionale c'è un unico filo che lega il passato al presente e che l'intitolazione della scalinata a D'Angelo è un momento importante in quanto rappresenta la memoria ed il ricordo attraverso i quali si trova la forza per continuare a fare meglio". Il Capo della Polizia ha concluso la visita nella Caserma Nicola Calipari dove, dopo aver deposto una corona d'alloro per ricordare i caduti della Polizia, si è intrattenuto per un saluto con il Questore Carmelo Gugliotta, i Funzionari e tutto il personale della Questura di Messina.
26/02/2011

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