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INSIEME CONTRO LO STALKING

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Servizi sociali del Comune e Centri Antiviolenza collaborano con la Questura per venire in aiuto delle vittime di stalking

Il 13 maggio si è tenuto in Questura un incontro con gli organi di stampa per far conoscere gli strumenti introdotti di recente dal legislatore nell'ordinamento giuridico - Legge 23 aprile 2009, n. 38 - per tutelare chi è vittima di atti persecutori, ovvero lo stalking.
Lo stalking è un comportamento continuato di tipo persecutorio messo in atto da una persona nei confronti di un'altra tale da ingenerarle stati di ansia e paura fino a comprometterne il normale svolgimento della vita quotidiana.
Insieme al Questore Carmelo Gugliotta ed ai funzionari della Questura Primo Dirigente Domenico Calia e Vice Questore Aggiunto Osvaldo Miccolis, sono stati presenti all'incontro: Caterina Rotondaro, psicologa del Servizio Sociale del Comune di Matera, Cinzia Marroccoli e Cristiana Coviello, rispettivamente presidente e avvocato dell'Associazione Telefono Donna - Casa delle Donne "Ester Scardaccione" di Potenza.
Prima ancora che un atto di rilievo criminale, gli atti persecutori sono un fenomeno sociale che esiste da sempre e che deve essere affrontato con il contributo di quei servizi ed organismi che hanno l'esperienza e le competenze professionali per sostenere le vittime di violenza.
Nella maggior parte dei casi le vittime sono donne che subiscono vessazioni ed intimidazioni da parte di ex fidanzati o ex mariti ed è importante intervenire per far cessare lo stalking prima che possa degenerare in veri e propri gesti di violenza fisica e nei casi estremi fino all'omicidio.
Quando l'uomo non accetta di essere lasciato dalla sua donna può mettere in atto comportamenti eccessivi per riconquistarla: appostamenti, continue telefonate ed sms, ma anche fiori e regali. "La differenza con il corteggiamento - ha precisato la presidente dell'Associazione Telefono Donna Cinzia Marroccoli - è che si tratta di attenzioni che la donna non gradisce."
La vittima di stalking può sporgere querela oppure rivolgersi alla polizia o ai carabinieri che, dopo aver verificato la fondatezza del caso, propongono al Questore il provvedimento di ammonimento nei confronti dello stalker.
"Fino ad ora l'ammonimento si è rivelato un efficace deterrente per i persecutori onde evitare di incorrere nelle conseguenze giuridiche che adesso sono previste per lo stalking", ha affermato il Vice Questore Aggiunto Osvaldo Miccolis.
Se il comportamento vessatorio prosegue automaticamente scatta, infatti, la denuncia d'ufficio ed il reato è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. La pena è aumentata se a commetterlo è l'ex coniuge o se gli atti persecutori sono compiuti nei confronti di un minore o un disabile.
A conclusione dell'incontro, si è favorevolmente accennato ad un progetto di prossima realizzazione del Ministro delle Pari Opportunità, a cui sono stati chiamati a partecipare tutti gli enti e le istituzioni del territorio per l'attuazione di misure per la prevenzione e il contrasto della violenza alle donne.


15/05/2009

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