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A pochi giorni dall’omicidio Grieco la Polizia arresta 56enne pregiudicato montese

Conferenza stampa di Potenza

La conferenza stampa svoltasi a Potenza, sede della Direzione Distrettuale Antimafia che ha condotto le indagini

A pochi giorni dall’omicidio di Grieco Antonio, commesso in Montescaglioso (MT) con modalità mafiose lo scorso 27 maggio, le indagini condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza e svolte senza sosta sin dal momento della commissione del delitto dalle Squadre Mobili di Matera e Potenza hanno portato al fermo di  Giuseppe D’Elia (classe 1963) di Montescaglioso, per i gravi indizi di colpevolezza raccolti a suo carico.

Questa mattina si è tenuta al riguardo una conferenza stampa presso la Procura della Repubblica di Potenza, a cui hanno partecipato il Questore di Matera Luigi Liguori, il Procuratore Distrettuale della Repubblica Francesco Curcio, il Sostituto Procuratore della Repubblica Anna Piccininni, il Capo della Squadra Mobile di Matera Fulvio Manco, il Capo della Squadra Mobile di Potenza Donato Marano e il suo vice Antonio Mennuti.

Sulla base degli accertamenti eseguiti, è risultato che la vittima, attirata all’interno di un bosco nei pressi di Montescaglioso, veniva attinta da colpi d’arma da fuoco esplosi a distanza ravvicinata e finito con un colpo di grazia alla nuca. Veniva poi trascinata e fatta rotolare per oltre 40 metri in un dirupo situato nei pressi.

Le investigazioni hanno consentito agli Agenti della Squadra Mobile materana, assistiti dal personale della Polizia Scientifica, di intervenire immediatamente e di rinvenire – in difficilissime condizioni di tempo e luogo – il cadavere di Antonio Grieco, poi recuperato dai Vigili del Fuoco.

Sono stati quindi acquisiti concreti elementi che hanno permesso di individuare l’autore del delitto in Giuseppe D’Elia, che dopo l’omicidio si era dileguato con l’autovettura della vittima, ritrovata in seguito in agro di Ferrandina.

Il responsabile del delitto, che si era reso irreperibile, è stato localizzato nel volgere di poche ore lontano dalla sua abitazione, in provincia di Potenza. È stato così raggiunto e arrestato in agro di Rionero in Vulture, dove insieme alla moglie aveva trovato rifugio nell’abitazione di una donna, anch’essa arrestata, in flagranza di reato, per favoreggiamento personale. La donna è la moglie di un soggetto, attualmente detenuto, affiliato al clan “Delli Gatti – Di Duro” di Melfi.

Il provvedimento restrittivo nei confronti di D’Elia, oltre che per il delitto di omicidio aggravato dal metodo mafioso, è stato eseguito anche per il delitto di porto illegale d’arma da fuoco.

Il delitto, eseguito con modalità tipicamente mafiose, sulla base degli elementi raccolti, deve inquadrarsi in un ampio e articolato contesto di criminalità organizzata e di contrasto fra gruppi contrapposti impegnati nel traffico di armi e droga.

Giuseppe D’Elia, già esponente dello storico clan “Zito-D’Elia” di Montescaglioso, aderiva sul finire degli anni ’90 al nascente progetto criminale dei cc.dd. “basilischi”, diventando riferimento territoriale della cellula autoctona operante nella zona di Bernalda/Montescaglioso.

In tale contesto temporale entrava in contatto con gli esponenti potentini della criminalità organizzata, ivi compresi quelli operanti nella zona del Vulture-Melfese, verosimilmente anche grazie alla detenzione sofferta nel carcere di Melfi.

Dopo un lungo periodo di detenzione, nel giugno 2018 veniva affidato ai servizi sociali, ma dalle indagini svolte è emerso che, piuttosto che reinserirsi socialmente, si era invece reinserito nel mercato della droga e del traffico delle armi, imponendosi sul territorio di Montescaglioso e comuni viciniori come punto di riferimento e raccordo con altre realtà criminali.

In alto a destra, nella sezione documenti alcune foto dei luoghi del delitto.


31/05/2019
(modificato il 03/06/2019)

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