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Massa Carrara - La Polizia di Stato individua gruppo familiare specializzato nella “truffa degli specchietti”: scattano cinque fogli di via obbligatori.

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Volante

Nei giorni scorsi personale della Polizia di Stato, nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio, ha sottoposto a controllo un gruppo di soggetti provenienti dalla Sicilia, che con i loro camper, si erano stanziati in un’area attrezzata lungo il litorale di Carrara.

I nomi dei soggetti identificati, da approfonditi accertamenti, sono risultati più che noti, anche alle cronache nazionali, per essere stati più volte denunciati e condannati per reati di natura patrimoniale. In particolare, la “specializzazione” del gruppo consiste nella c.d. “truffa dello specchietto” ovvero quella di simulare un “finto” sinistro stradale con rottura di uno specchietto laterale ed indurre, il più delle volte, l’ignara vittima ad elargire subito una somma di denaro a titolo di risarcimento del danno, al fine di evitare l’apertura di una pratica assicurativa e il relativo innalzamento della classe di merito. Di solito, una volta individuata la vittima la pedinano fino a che valutano di entrare in azione, magari in una zona poco trafficata, per fare poi scattare la trappola. A volta giocano anche sulla sensibilità della vittima, facendo credere che il “finto” incidente gli potrebbe causare la perdita del lavoro.

La presenza di tali soggetti in questa zona con famiglia al seguito, per dimostrare di essere in vacanza, non ha ingannato i poliziotti, che hanno riscontrato anche i numerosi fogli di via che i soggetti hanno rimediato da più Questure. Si tratta di otto persone, quattro uomini e quattro donne di età compresa tra i 23 e i 46 anni, che viaggiano a bordo di auto di media e grossa cilindrata.                

Pertanto in ragione delle numerose segnalazioni a loro carico, l’assenza di qualsiasi riferimento sociale o lavorativo con questo territorio, se non il presunto “motivo turistico”, i precedenti fogli di via obbligatori adottati nei loro confronti da altre Province, gli otto soggetti sono stati proposti per l’allontanamento anche da questa Provincia in ragione della loro documentata pericolosità sociale, che potrebbe esplicarsi anche nelle vicine e rinomate località turistiche.

In merito a questi tentativi di truffa la Polizia di Stato rinnova ancora una volta l’appello a stare in guardia perché: “Le truffe non vanno in quarantena e neanche in vacanza. I malintenzionati, infatti, non si fanno scrupoli e vanno sempre a caccia di qualcuno da raggirare, soprattutto le persone anziane. Anzi ora ladri e truffatori hanno anche una scusa in più per tentare di entrare in casa: l’emergenza dovuta al Coronavirus”.

Ci sono stati già casi in cui finti operatori della Asl hanno tentano di contattare al telefono diverse persone con la scusa di dover fare il tampone per verificare la presenza del coronavirus e finti infermieri che si sono presentati alla porta con la scusa di sanificare i soldi o per offrire farmaci o presidi medici.

Nel periodo estivo, poi, il pericolo delle truffe è maggiore a causa del parziale svuotamento delle città e le persone della terza età sono quelle che rimangono più sole. Ma dobbiamo far sapere ai nostri nonni e genitori che non sono soli. La Polizia di Stato è sempre presente e quando si hanno dubbi sulle persone che si incontrano o che vogliono entrare in casa è bene telefonare al 113 o al Numero unico di emergenza 1 1 2.

E se qualcuno resta vittima di una truffa o di un furto è importante denunciare l’accaduto perché così si dà la possibilità alle Forze dell’ordine di svolgere indagini ed evitare che altri subiscano il raggiro.

Quindi è fondamentale rivolgersi sempre con fiducia alle Forze di polizia per segnalare atteggiamenti sospetti e per denunciare situazioni di pericolo.


02/07/2020

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