Questura di Imperia

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Imperia. Il duplice volto dell’Ufficio Immigrazione: accoglienza e rimpatri.

Imperia. Il duplice volto dell’Ufficio Immigrazione: accoglienza e rimpatri.

Una giovane cittadina straniera si è presentata ieri in Questura. Aveva un appuntamento all’Ufficio Immigrazione per formalizzare la richiesta di protezione internazionale. Il personale della Polizia di Stato, affiancato da un interprete e da un operatore EASO (European Asylum Support Office, l’agenzia europea di sostegno per l’asilo), ha accolto la donna che ha iniziato così a raccontare la sua storia.

Nata in Tunisia 30 anni fa, veniva data in sposa ancora minorenne ad un uomo che dopo poco si rivelava violento e possessivo. Insieme avevano una figlia ma dopo anni di angherie, soprusi e maltrattamenti, la donna aveva il coraggio di lasciarlo. Tale decisione, inaccettabile nella cultura del Paese, la portava ad essere ritenuta una “impura” dalla sua stessa famiglia e per tale motivo ad essere cacciata con disonore. Costretta a lasciare la figlia, la giovane veniva imbarcata su un aereo per la Turchia, da dove, sola e senza soldi, intraprendeva un viaggio che la portava ad attraversare numerosi Paesi e a vivere alcune esperienze traumatiche. Grecia, Albania, Montenegro, Croazia, Slovenia, Italia, Svizzera, Germania, Olanda, Francia e di nuovo Italia, infine, a Ventimiglia. Uno degli episodi più traumatici si consumava in Grecia, nel 2018, all’interno del campo profughi presso il quale si trovava: due uomini, connazionali, anch’essi profughi, la aggredivano e abusavano sessualmente di lei. A seguito di tale violenta condotta, nasceva una bambina, che la donna ritiene ora la sua “unica ragione di vita”. Giunta ad Imperia, la giovane tunisina si presentava all’Ufficio Immigrazione della Questura ove veniva attivata la procedura sia per la richiesta di protezione sia per individuare con urgenza una struttura di accoglienza idonea ad ospitare lei e la sua piccola di appena 1 anno.

Questa è solo una delle tante storie drammatiche che sistematicamente vengono assunte dal personale specializzato dell’Ufficio Immigrazione che, per far fronte all’alto numero di richieste in provincia, negli ultimi anni si è dovuto rimodulare ed organizzare in maniera adeguata, considerando che la ricezione e l’intervista dei richiedenti protezione internazionale è solo una delle attività svolte.

Per la formalizzazione delle istanze l’ufficio ha programmato 2 appuntamenti fissi a settimana dedicati agli ospiti del Campo Roja, oltre a quelli quotidianamente riservati a tutti gli altri richiedenti. Preposto a ricevere tali richieste vi è sempre un poliziotto supportato da un operatore EASO, oltre a 4 mediatori culturali che intervengono per la traduzione dall’inglese, francese, spagnolo, arabo, bangladese, urdu e altre lingue.

Da gennaio ad oggi le richieste di protezione internazionale pervenute in Questura e riferite a tutta la provincia sono 320 (di cui il 50-60% provengono dal Campo Roja). Il lavoro dei poliziotti richiede da un lato una efficiente programmazione e gestione delle richieste, dall’altra un’attenzione e sensibilità particolari al momento dell’incontro con persone estremamente vulnerabili.

Il personale addetto agli sportelli si occupa, altresì, della lavorazione dei titoli di ingresso e soggiorno che legittimano sul nostro territorio gli stranieri comunitari ed extra comunitari. Anche in questo settore i numeri sono elevati, oltre 5300 permessi di soggiorno tra primo rilascio, rinnovo, aggiornamenti e duplicati.

Se da un lato vi è un’attività di supporto e/o accoglienza, dall’altro il personale è quotidianamente impegnato in quella che è una prerogativa precipua della Polizia di Stato e che si sostanzia nel controllo della regolarità degli stranieri sul territorio e, quindi, nell’individuazione e successiva verifica anagrafica e documentale dei soggetti rintracciati.

Tale attività vede la necessaria collaborazione degli Uffici Operativi della Polizia di Stato, primi tra tutti l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e il Settore di Polizia di Frontiera. L’azione di monitoraggio ha ragion d’essere ed ottiene piena efficacia nella misura in cui sia seguita da un’effettiva attività di rimpatrio di coloro che non hanno titolo all’ingresso o alla permanenza nel nostro Paese. L’espulsione non solo è rivolta agli irregolari, ma tra questi, in particolare, a chi annovera condanne o precedenti di polizia e a chi è da considerarsi soggetto “destabilizzante” per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Negli ultimi 2 anni la Questura di Imperia figura tra le prime venti in Italia, per numero di provvedimenti emessi, rimpatri e accompagnamenti nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio  (in attesa quindi di acquisire i validi documenti per l’espatrio).

Da gennaio ad oggi sono stati eseguiti 42 rimpatri con accompagnamento alla frontiera, per lo più soggetti già detenuti e/o pregiudicati, la maggioranza dei quali extra comunitari. Tra questi, vi erano 5 soggetti monitorati per rischio radicalizzazione in quanto sospettati di aderire all’ideologia dell’Islam fondamentalista.

Inoltre, sono stati effettuati 19 accompagnamenti nei CPR ed emessi 116 provvedimenti di espulsione.


20/09/2019
(modificato il 27/09/2019)

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