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Scappa da casa con il figlio di 15 giorni e minaccia di annegarlo

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La Polizia li ritrova vicino al Tevere

Alle ore 20.00 di Domenica 24 u.s. si presentava negli Uffici della Questura di Grosseto un rumeno 35enne, residente in una frazione limitrofa, per denunciare l'allontanamento da casa della propria moglie del 1991 e del loro figlio di 15 giorni. Poiché il denunciante non parlava né comprendeva correttamente la lingua italiana, presenziava alla stesura della denuncia in qualità di interprete la cognata.

L'uomo riferiva di essere stato tutto il giorno fuori per lavoro; al rientro verso le ore 18,00 non aveva più trovato la moglie ed il figlio in casa. Poco dopo aveva ricevuto una telefonata dalla moglie che gli diceva di trovarsi a Roma con il figlio; poi lo aveva chiamato anche un'amica della moglie, la quale gli aveva riferito che quest'ultima non voleva stare più insieme a lui. Infine, verso le ore 19.30, era arrivata un'altra telefonata da parte della moglie con la quale lo avvisava che se avesse chiamato la Polizia avrebbe buttato il loro figlio nel fiume.

Il denunciante dichiarava di essere molto preoccupato, perché la moglie, già quando era in gravidanza, una volta aveva minacciato di tagliarsi il ventre per uccidere il feto.

Interpellato in merito a dove potesse trovarsi la donna, il 35enne ipotizzava che moglie e figlio fossero al momento insieme all'amica che aveva poc'anzi telefonato: a Roma, nella zona di Porta Portese, vicino alle baracche lungo alla pista ciclabile, dove la donna abita.

Considerando che tale luogo si trova vicino al fiume, non era da escludere che la moglie potesse davvero compiere l'insano gesto minacciato.

Quindi il sottufficiale Capo-Turno contattava immediatamente la Sala Operativa della Questura di Roma riferendo quanto appreso dal denunciante per diramare le ricerche.

Nel frattempo, consigliava all'uomo di tenere acceso il cellulare e lo istruiva su cosa dire in caso di nuova telefonata da parte della moglie.

Alle successive ore 20.55 circa personale del Commissariato di P.S. San Paolo della Questura di Roma riferiva di aver trovato, nella zona segnalata, la donna ed il bambino, che venivano accompagnati in Ufficio per gli accertamenti del caso.

Successivamente, si apprendeva che, su disposizione del Magistrato del Tribunale per i Minorenni di Roma, madre e figlio erano stati affidati ad una struttura protetta.


29/05/2015

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