Questura di Gorizia

  • Piazza Cavour n.8 - 34170 GORIZIA ( Dove siamo)
  • telefono: 0481595111
  • email: gab.quest.go@pecps.poliziadistato.it

Attenzione alla truffa del finto vaglia online

foto

Sta prendendo piede anche a Gorizia la truffa del finto vaglia online che, in pochi giorni, ha già colpito tre vittime che si sono viste sparire migliaia di euro dai propri conti correnti.

Il raggiro si concretizza nell’ambito del vastissimo mercato dell’e-commerce; ma se finora il rischio di subire una truffa era per il compratore, con questo nuovo metodo è il venditore ad essere “fregato”.

Come funziona quindi la nuova modalità di truffa?

Caio (venditore/vittima) mette in vendita su internet, ad esempio, il suo vecchio smartphone per 300€.

Viene contattato da Tizio (acquirente/truffatore) che si dice interessato all’acquisto e che propone di effettuare il pagamento mediante vaglia postale online.

Caio risponde di non avere un conto corrente postale ma Tizio lo tranquillizza dicendo che non è necessario, basta avere un bancomat o una carta di credito e recarsi presso uno sportello ATM (Postamat) di un qualsiasi ufficio postale.

Caio, perplesso, dice che non ha mai fatto un’operazione del genere ma nuovamente Tizio lo tranquillizza, assicurandolo che lo guiderà telefonicamente durante tutta la procedura.

Caio, felice dell’imminente arrivo del denaro e rincuorato dalla manifestata sicurezza di Tizio, si reca presso uno sportello Postamat per concludere la transazione.

Una volta inserito il bancomat o la carta di credito, Tizio lo guida passo passo nelle operazioni da eseguire, suggerendo perfino i pulsanti da cliccare sullo schermo, dicendo di inserire l’importo pattuito e dettandogli il codice di quello che dovrebbe essere il vaglia online che Caio sta aspettando di incassare.

Se Caio durante la procedura ha qualche minimo dubbio, Tizio è prontissimo a tranquillizzarlo con frasi del tipo “fidati, non ti preoccupare, in questo modo potrai avere immediatamente i soldi che ti sto mandando direttamente sulla tua carta”.

Caio, quindi, completa la procedura cliccando sul tasto “Esegui”, ignorando gli avvisi che compaiono sullo schermo del Postamat, fidandosi ciecamente del “simpatico e rassicurante” Tizio.

Caio si accorgerà ben presto che, invece di ricevere il denaro, l’importo dei 300€ è uscito dal suo conto corrente per andare a finire sulla carta PostePay del truffatore, carta il cui numero è proprio quello che Tizio gli ha dettato, dicendogli che era il numero del suo vaglia online.

Nella nostra provincia i casi denunciati negli ultimi giorni alla Polizia di Stato ed ai Carabinieri sono almeno tre, con importi che in un caso sono ben più alti dei 300€ portati ad esempio, anche perché si trattava di un anticipo per l’acquisto di un’autovettura.

Il contatto del finto acquirente avviene quasi sempre nel fine settimana, quanto banche ed uffici postali sono chiusi e, quindi, risulta impossibile ottenere informazioni attendibili sull’operazione che si sta per eseguire.

Poste Italiane, opportunamente interpellata dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, tiene a sottolineare che queste modalità non hanno nulla a che vedere con le reali procedure dei vaglia postali.

Inoltre, in questo tipo di compravendite, anche per oggetti di poco valore, molto spesso il finto compratore invia via e-mail o via WhatsApp copia di documenti personali, quali carta d'identità o codice fiscale, chiedendo al venditore di fare altrettanto.

Quest’ultimo, convinto della serietà del possibile acquirente, risponde positivamente alla richiesta, ignaro del fatto che la carta d’identità o il codice fiscale ricevuti non corrispondono al finto compratore, bensì ad una terza persona alla quale erano stati precedentemente carpiti con lo stesso stratagemma.

Il truffatore, così, ha appena “rubato” l’identità del malcapitato ed utilizzerà i documenti inviatigli per attivare una SIM telefonica, con la quale telefonerà e chatterà con le future vittime, nonché per aprire un conto corrente dove si farà recapitare da queste il denaro per i finti acquisti.

La Polizia di Stato ribadisce di non spedire mai copia dei propri documenti personali in nessuna trattativa di compravendita tra privati su Internet e nel caso che l'invio fosse già avvenuto consiglia di richiedere il rilascio di nuovi, in quanto quelli spediti potrebbero essere compromessi.

In Internet si fanno spesso degli ottimi affari ma l’attenzione deve essere sempre molto alta: meglio effettuare compravendite con soggetti in zona o che comunque consentano di incontrarsi di persona sia per visionare l’oggetto ed effettuare il pagamento.


13/12/2018

Categorie

Servizi

  Permesso di soggiorno

Controlla il permesso di soggiorno online.

  Bacheca Oggetti Rubati

Ricerca oggetti rubati o rinvenuti.

  Dove siamo

Gli uffici della Polizia di Stato.

  Scrivici

Risposte alle tue domande.

21/09/2019 13:41:58