La Questura di Frosinone mette a segno un altro duro colpo al terrorismo internazionale che voleva minacciare di “affogare i cristiani nella droga”
Dal mese di aprile 2008, ha avuto inizio una serrata attività investigativa ad opera della Digos di Frosinone e del R.O.S. Carabinieri di
Udine, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
Oggetto alcune cellule nell'aera metropolitana della Capitale, oltre ché nelle città di Frosinone, Milano, Napoli, Cagliari,
Macerata, Sassari, Oristano, L'Aquila.
Si tratta di un'organizzazione delinquenziale a base etnica, composta da stranieri perlopiù originari di Peshawar (Pakistan) finalizzata al
traffico internazionale di eroina dall'Afghanistan e Pakistan verso il nostro Paese.
Vi è il sospetto che l'oraganizzazione finanziasse la causa jihadista e filotalebana del movimento "Tehereek-e-nafaz-e-shariat-e-mohammadi",
con braccio armato operativo in Pakistan nella valle dello Swat, al comando del leader talebano Maulana Fazlullah.
La stessa organizzazione era stata già oggetto di investigazione da parte della Digos di Frosinone che aveva smantellato nel 2007 una
cellula radicata nella Città di Bologna.
La stessa Digos inoltre aveva catturato nel 2008 uno dei suoi capi in Pakistan, tale Shafiq Ur Rehman Syed.
Da questa indagine è emersa una potente organizzazione pakistana con articolati mandamenti nel frusinate con espansioni nella provincia di
Napoli, di Macerata e nelle città di Bologna e Roma, finalizzata all'illecito traffico di eroina
Lavorata nella provincia afgana di Nangarhar, sotto il controllo di alcuni gruppi guerriglieri talebani, i quali dal mercato della droga traggono
profitti per il finanziamento della causa.
Inoltre favoriscono l'immigrazione clandestina dal Pakistan utilizzando passaporti falsificati a nome di cittadini pakistani e documentazione
amministrativa parimenti falsificata, di per se idonea a rendere inefficaci i controlli esercitati dall' Autorità consolare in
Pakistan.
Inoltre, la stessa organizzazione è risulta essere fornitrice, attraverso canali commerciali italo-pakistani, di ingenti partite di eroina
di una struttura, radicata nel litoraneo domitiano, tra le province di Napoli e Caserta e con ramificazioni a Bologna e Varese.
Le indagini hanno smantellato entrambe, permettendo la cattura dei capi e degli affliati. L'operazione odierna ha consentito di stroncare
ulteriormente i sodali superstiti della precedente operazione.
L'operazione Scutum ha disgelato la gestione clanistica della consorteria criminale indagata, in linea con i tradizionali e rigidi schemi sociali
pashtun, facilmente rintracciabili nel tessuto dei gruppi criminali finalizzati all'illecito
traffico di sostanza stupefacente del tipo eroina di produzione afgana e/o al traffico di esseri umani, perlopiù di tipo transnazionale e
collegati se non contigui, a movimenti ed organizzazioni jihadiste e/o filotalebane, e riconducibili a quell'endogeno fenomeno delinquenziale, noto
come "mafia pakistana o mafia pashtun", fenomenologia criminale tipica in quelle aree tribali ma anche nelle più estesa fascia di confine
con l'Afghanistan che trova difatti epicentro naturale nel villaggio di Tordher, luogo di origine degli esponenti di vertice della struttura
delinquenziale smantellata, sita nell'area della North West Frontier Province.
Inoltre, la stessa investigazione ha consentito di raccogliere informazioni da parte dei dichiaranti di giustizia sul legame criminale esistente
fra il sodalizio delinquenziale qui indagato, ed in particolare dei suoi capi storici Shafiq Ur Rehman Syed ed il padre, residente in Pakistan
Zabih-Ullah Bachia, con quelle aggregazioni filotalebane riconducibili al mullah Fazullah, leader dell'ala intransigente del TSNM - Tehreek
Nifaz-e-Shariat Mohammadi, fazione filotalebana operativa nella valle di Swat in Pakistan.
Inoltre, la stessa organizzazione, e, in particolare, i suoi capi ed i certi individuati sodali hanno dimostrato nel conseguimento delle specifiche
finalità criminali oltre che un evidente radicamento nel tessuto sociale delle comunità pakistane insediate in diverse
località del centro Italia, della Spagna e della Gran Bretagna una contiguità, soprattutto per favorire l'illecito ingresso di
stranieri dal Pakistan, con connazionali di stessa origine geografica ancora residenti nel paese d'origine capaci di un notevole potere
d'influenza, in grado di esercitare un forte condizionamento intimidatorio nei confronti dei connazionali desiderosi di raggiungere il nostro paese
o, più in generale, i paesi dell'Europa Occidentale.
Nel corso della nottata e della mattinata odierna si è dato luogo all'esecuzione dei 40 decreti di perquisizione emessi dalla Procura di
Napoli - D.D.A. a carico dei promotori e dei sodali della citata organizzazione criminale, per alcuni dei quali le operazioni di polizia
giudiziaria sono ancora in corso.
In esito a tale attività condotta dalla Digos di Frosinone e dal R.O.S. di Udine, con il coordinamento del Servizio Centrale Antiterrorismo
della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, del Raggruppamento Operativo Speciale dell'Arma dei Carabinieri di Roma ed il supporto
informativo dell'Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna sono state eseguite i decreti di cui sopra di cui 5 a Frosinone, 20 a Roma, 5 a Macerata,
2 a Milano, 2 ad Oristano, 1 a Cagliari, 1 a L'Aquila, 1 a Napoli, e 3 in carcere nei confronti dei capi dell'organizzazione sopra citati e tuttora
detenuti.
Nel corso delle operazioni di p.g. sono stati sottoposti a sequestro, a disposizione dell'A.G. competente, 200 richieste di nulla osta per
regolarizzazione al lavoro subordinato di altrettanti cittadini pakistani, numerose fotocopie di passaporti pakistani, ricevute di versamenti in
denaro, effettuati anche tramite postepay, per un valore complessivo di circa 90.000 euro, documenti cartacei in lingua araba e materiale
informatico, al vaglio investigativo, rubriche telefoniche ed agende contabili.