Questura di Forlì Cesena

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Maltrattavava, per gelosia, la convivente

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Donna allontanata dal Giudice dalla casa familiare

Gli investigatori della Questura di Forlì-Cesena hanno eseguito un'ordinanza cautelare corcitiva dell'allontanamento dalla casa familiare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Forlì, nei confronti di una ventisettenne rumena, residente nel capoluogo, gravemente indiziata del reato di maltrattamenti in famiglia, commessi nei confronti della convivente, una giovane forlivese di 28 anni, con la quale intratteneva una relazione sentimentale dall'ottobre 2008. Le indagini, svolte della Squadra Mobile a seguito di denuncia della parte offesa, avevano consentito di acclarare che la vittima, sin dall'inizio della relazione con l'altra donna, aveva subito percosse, lesioni, minacce ed ingiurie ad opera di quest'ultima, episodi aggravatisi negli ultimi mesi con continue e quasi quotidiane lesioni dell'integrità fisica e psichica, causati per lo più da motivi di gelosia. Le due ragazze si erano conosciute in un bar della città e, da subito, avevano stretto amicizia. La donna rumena, successivamente, aveva deciso di aiutare l'amica, quando questa le aveva confidato i gravi maltrattamenti che subiva dal coniuge, così offrendole ospitalità presso la sua abitazione, che condivideva con il proprio ragazzo. Dall'amicizia alla relazione sentimentale, il passo era quindi stato breve, tanto che le due giovani avevano deciso di trasferirsi in un'altra casa. Ben presto, però, la donna rumena aveva preso a maltrattare la compagna: la sua gelosia la spingeva a dubitare continuamente dei sentimenti dell'altra e, spesso, la percuoteva bloccandole i polsi, forte di conoscere tali tecniche apprese, a suo dire, in un corso paramilitare, frequentato in una base militare in Romania. La vittima non poteva uscire da sola, non poteva frequentare da sola l'università, poteva sostenere gli esami solo se accompagnata dall'amica la quale, da ultimo, non le permetteva neanche di lavorare, pretendendo che trovasse un lavoro per entrambe nello stesso posto. Esasperata da una morbosa relazione divenuta ormai insostenibile, dopo l'ennesimo episodio in cui era stata, ancora una volta, aggredita con pugni e graffi, la vittima, con la scusa di doversi recare dal medico, si è invece recata in Questura ove, in lacrime, ha chiesto disperatamente aiuto. Gli investigatori, dopo averla rassicurata e accompagnata al Pronto Soccorso, l'hanno quindi affidata ai suoi familiari, presso la casa dei quali la donna è andata ad abitare. Dopo qualche giorno però, la compagna, non rassegnandosi all'abbandono da parte dell'amica, è riuscita a scoprire il suo nuovo domicilio e così ha iniziato nuovamente a molestarla in vari modi (con lettere d'amore, lancio di sassi alla finestra…) per cercare di farsi perdonare, riallacciare il rapporto e convincerla a tornare da lei. Sono state anche tali ultimi atteggiamenti decisivi per indurre il Giudice ad emettere nei confronti della donna la misura cautelare, la quale adesso non può più avvicinarsi alla casa dell'ex convivente né ai luoghi da ella frequentati.
20/05/2010

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