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POLIZIA DI STATO: DIVIETO DI AVVICINAMENTO PER UN FERRARESE

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POLIZIA DI STATO: DIVIETO DI AVVICINAMENTO PER UN FERRARESE

Nella giornata di mercoledì gli uomini di Squadra Mobile, Digos e Polizia Postale  hanno applicato ad un 34enne ferrarese la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati da una ragazza con cui pretendeva di avere una relazione, intimandogli di mantenere una distanza di almeno 200 metri.

Il provvedimento cautelare del giudice, eseguito dalla polizia, arriva a conclusione di un attività investigativa coordinata dal PM Andrea Maggioni, partita nel mese di agosto, con una denuncia querela presentata dalla vittima presso la Procura. Le successive testimonianze e l’analisi del corposo compendio documentale prodotto dalla parte offesa, relativo a conversazioni su canali social ha permesso di ricostruire la storia di una relazione amicale iniziata nel 2013 che dall’anno successivo si trasformava nella ricerca ossessiva di una storia d’amore da parte dell’indagato.

Alla ferma decisione della ragazza di voler continuare ad essere solo amica, l’uomo reagiva male e da quel momento iniziava un lungo calvario di aggressioni sia verbali che fisiche con forti pressioni psicologiche finalizzate ad intraprendere una relazione sentimentale. L’uomo manifestava anche idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale accusando la donna di essere diventata a causa delle frequentazioni dei suoi amici una “zecca da centro sociale”, ostentando invece le sue partecipazioni a concerti di gruppi neonazisti e a chat dal contenuto espressamente razzista.

Le pressioni si spingevano fino a cercare con la forza  baci o atti sessuali non  voluti, e poi schiaffi, insulti e vessazioni.

Nel 2016 la ragazza interrompeva i contatti anche se le offese continuavano sui social.

Nel luglio di quest’anno i due si incontravano ad una festa di laurea a cui erano stati entrambi invitati e lo stalker  iniziava subito con offese pesanti, cercando un approccio aggressivo. La donna tentava di allontanarlo e a seguito di questo ennesimo rifiuto, ricominciava ad essere vessata da messaggi whatsapp.

Esasperata, angosciata e intimorita decideva di denunciare.

Le immediate indagini hanno consentito di riscontrare una serie rilevante di atteggiamenti molesti, minacciosi e violenti, volti ad esercitare un controllo serrato sulla vita della vittima e altresì ad esprimere propositi vendicativi, non avendo accettato di intessere una relazione. Il GIP ha accolto la richiesta del PM di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento che è stata eseguita con la contestuale perquisizione volta a reperire elementi riguardo al reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. In relazione alla contestazione di questa fattispecie sono stati sequestrati diversi supporti informatici ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria.

 

 

 

Il Questore CapocasaNon si arresta  la strage delle donne violentate, maltrattate, uccise da chi  diceva di amarle, per un “ NO “, per un rifiuto, perché non si accetta la fine di una relazione. In questo contesto così preoccupante l’operato dei Centri Antiviolenza è fondamentale per offrire alle vittime con assoluta professionalità il supporto emotivo e psicologico indispensabile a trovare la forza di denunciare. Ma questo non basta, è giunto il momento di cambiare passo e tracciare una road map concreta e impegnativa per la parità di genere. Innanzitutto l’occupazione per le donne è un pre-requisito, un volano di libertà, a cui devono seguire  veri gesti di antiviolenza. Poi gli uomini devono assumere la responsabilità collettiva di contrastare la violenza compiuta da alcuni di loro. Quindi occorre rafforzare le misure di prevenzione delle vittime e dei figli, finanziare la rete dei centri antiviolenza e delle case rifugio. Le molestie sessuali devono diventare reato, con un’aggravante per i luoghi di lavoro e di studio. I reati contro le donne  devono diventare eurocrimini, come il terrorismo.  Queste possono essere le armi per richiedere un vero cambiamento culturale capace di restituire a ciascuna donna il diritto a essere pienamente libera, pienamente se  stessa.

Invito che ripeto sempre, come un mantra:  “ vinci le tue paure, i tuoi dolori, la tua vergogna, non sei sola, denuncia !!    Aiutaci ad aiutarti – Noi ci siamo sempre . “


23/09/2021

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