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MALTRATTA LA MADRE CONVIVENTE AMMONIMENTO DEL QUESTORE

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MALTRATTA LA MADRE CONVIVENTE AMMONIMENTO DEL QUESTORE

Intervento per una lite all’interno di un appartamento di questo centro cittadino, da dove provenivano urla e richieste di aiuto. Sul posto ad attendere le Forze dell’Ordine un’anziana signora 80enne con il viso  segnato da atti di violenza ed in evidente stato di agitazione, la quale riferiva di essere stata malmenata, con schiaffi al volto e al capo, dal figlio che al momento si era rinchiuso all’interno di una stanza.

La vittima raccontava che il figlio, costantemente ubriaco, l’aveva sottoposta a un regime di vita vessatorio e umiliante, con un atteggiamento finalizzato ad avvilirla e sopraffarla, trasformando la loro convivenza in un incubo: maltrattamenti di natura fisica e psicologica, tali da cagionarle  penose condizioni di vita  e un perdurante stato di ansia  e di timore  per la propria incolumità.

Immediatamente, stante la gravità della vicenda, si è avviata un’indagine attraverso la procedura del “codice rosso”, conclusasi con l’emissione da parte del GIP della  misura cautelare personale              “ dell’allontanamento dalla casa familiare” del maltrattante, con prescrizione di non avvicinarsi ai luoghi di abituale abitazione privata, al domicilio della famiglia d’origine e a tutti i luoghi in cui si svolgono le ordinarie attività di vita  della vittima. 

 

Il Questore di Ferrara, Cesare Capocasa, dopo l’ultimo evento lesivo, previa verifica dei fatti indicati, attraverso l’acquisizione dei necessari elementi informativi e delle dichiarazioni rese dalle persone informate sui fatti,  ha  disposto e notificato la misura  dell’Ammonimento.

 

Con la misura dell’AMMONIMENTO, viene intimato  all’uomo di desistere da comportamenti e atti che possano mettere in pericolo l’incolumità o la sicurezza fisica o psicologica dei familiari, informandolo sulla fondamentale importanza del protocollo ZEUS (realizzato a Ferrara nel dicembre  2020 e adottato da altre 10 Questure), che prevede un percorso trattamentale di  recupero volontario degli uomini autori di maltrattamenti e che può rivelarsi particolarmente prezioso per tutelare meglio le donne ed interrompere una rischiosa escalation nonché prevenire tante possibili forme di violenza di genere.  Intervenire in tempo vuol dire  arrestare quel circuito e spesso scongiurare conseguenze molto gravi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si rammenta l’utilizzo dell’applicazione “ YOUPOL” facilmente scaricabile da internet sul proprio smartphone che,  realizzata dalla Polizia di Stato per segnalare episodi di spaccio e bullismo, viene estesa anche ai reati di violenza che si consumano tra le mura domestiche

L’App Youpol  è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia di Stato; le segnalazioni sono automaticamente georeferenziate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti. 

È inoltre possibile dall'app chiamare direttamente la sala operativa 113 della Questura.

Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di fare segnalazioni in forma anonima.     Anche chi è stato testimone diretto o indiretto - per esempio i vicini di casa - può denunciare il fatto all’autorità di polizia, inviando un messaggio anche con foto e video.

 

L’essenza del servizio che ogni giorno migliaia di operatrici e operatori della Polizia di Stato rendono alle donne, attraverso una incessante opera di accoglienza e ascolto dei bisogni e delle esigenze delle vittime di violenza di genere, è rappresentata dalla testimonianza di una vittima di violenza domestica: “un pianto liberatorio, un abbraccio sincero, da parte di chi, al di là di una divisa, sa infonderti coraggio…la mia vita riparte da una Questura”.

 


31/08/2021

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