Questura di Ferrara

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UN ANNO DI “CODICE ROSSO” E I NUOVI REATI

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UN ANNO DI “CODICE ROSSO” E I NUOVI REATI

A poco più di un anno dall’approvazione della legge cosiddetta “Codice Rosso”, che ha introdotto nuovi reati e ha perfezionato i meccanismi di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, il Servizio Analisi Criminale, incardinato all'interno della Direzione Centrale della Polizia Criminale, fa il punto analizzando l’andamento di alcuni reati introdotti dalla Legge n. 69 del 9 agosto 2019 “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere" C.d. "Codice Rosso" che prevede una serie di interventi finalizzati al perfezionamento dei meccanismi di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere tramite il potenziamento di strumenti propri delle indagini e dell'azione giudiziaria, favorendo l'immediata instaurazione e progressione del procedimento penale e prevedendo, ove necessario, l'adozione, senza ritardi, di eventuali provvedimenti cautelari e preventivi, attraverso un deciso intervento sulle tempistiche e sulle modalità di svolgimento delle diverse fasi del procedimento penale.

La legge ha inciso, in primo luogo in ambito procedurale, in particolare con l’adozione di eventuali provvedimenti di protezione delle vittime, oltre ad una forte accelerazione, entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, dell’attività info-investigativa della parte offesa o di chi ha denunciato i fatti di reato e in secondo luogo, sul codice penale per inasprirne alcuni delitti, rimodulare aggravanti e introdurre nuove fattispecie di reato.

 

Ai fini della predetta analisi sono stati presi in considerazione i nuovi reati di:

  • costrizione o induzione al matrimonio (art. 558 bis c.p.), volto a contrastare il fenomeno dei cd. matrimoni forzati e delle spose bambine.
  • diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (art. 612 ter c.p.), il così detto revenge porn, che punisce chi pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate.
  • deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, (art. 583 quinquies c.p.), che punisce chiunque cagiona ad alcuno lesione personale dalla quale derivano la deformazione o lo sfregio permanente del viso. Va evidenziato che è previsto l'ergastolo nel caso in cui al reato in questione segua l'omicidio (art. 576 comma 2 c.p.).
  • violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, (art. 387 bis c.p.).

Nel periodo di tempo preso in considerazione, si è proceduto al conteggio di quanti reati siano stati commessi a livello nazionale e quale sia stata l’incidenza delle vittime di sesso femminile.

Numero dei delitti commessi in Italia:

Reato

Periodo

1 agosto 2019

1 agosto 2020

%

Sesso femminile

Art. 558 bis C.P. - Costrizione o induzione al matrimonio

11

63,64

Art. 583 quinquies C.P. - Deformazione  dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso

56

24,07

Art. 612 ter C.P. - Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti

718

81,62

Art. 387 bis C.P. - Violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati  dalla persona offesa

1741

79,07

 

 

 

COSTRIZIONE O INDUZIONE AL MATRIMONIO

La nuova fattispecie prevista all'art. 558 bis del codice penale, punisce da uno a cinque anni chiunque, con violenza o minaccia, costringe una persona a contrarre matrimonio o unione civile, e, approfittando delle condizioni di vulnerabilità o di inferiorità psichica o di necessità di una persona, con abuso delle relazioni familiari, domestiche, lavorative o dell'autorità derivante dall'affidamento della persona per ragioni di cura, istruzione o educazione, vigilanza o custodia, la induce a contrarre matrimonio o unione civile.

Data la possibile dimensione ultra nazionale del fenomeno, il reato è punito anche quando è commesso all'estero da cittadino italiano o da straniero residente in Italia ovvero in danno di cittadino italiano o di straniero residente in Italia e la pena è aumentata se i fatti sono commessi in danno di un minore di anni diciotto, con un ulteriore inasprimento se i fatti sono commessi in danno di un minore di anni quattordici.

La condotta incriminata consiste nel costringere altra persona, a sposarsi o a contrarre un'unione civile. La ratio della norma è quella di tutelare il libero consenso delle parti all'unione, evitando pressioni fisiche e/o psicologiche.

Per tale fattispecie delittuosa si sono registrati, nel periodo di riferimento:

  • N. 11 episodi a livello nazionale;
  • N. 2 episodi nella Provincia di Ferrara.

 

 

DEFORMAZIONE DELL 'ASPETTO DELLA PERSONA

MEDIANTE LESIONI PERMANENTI AL VISO

All'art. 12, comma 1, la Legge 69/19 ha introdotto il delitto di "Deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso", abrogando l'art. 583 comma 2 n. 4 del codice penale, che puniva con la reclusione da 6 a 12 anni le lesioni personali gravissime con deformazione o sfregio permanente del viso.

Attraverso l'introduzione di questa nuova fattispecie criminosa, è stata prevista una pena più grave, la reclusione da otto a quattordici anni, per "chiunque cagioni ad alcuno lesione personale dalla quale derivino la deformazione o lo sfregio permanente al viso".

La norma, sopprimendo l'aggravante precedentemente inserita nell'art. 583, ha riconosciuto alla deformazione dell'aspetto attraverso lesioni permanenti al viso, un più grave disvalore rispetto alle altre lesioni gravissime e vi ha ricondotto anche tutte le violazioni precedentemente annoverate nella diversa fattispecie di lesioni personali gravissime con deformazione o sfregio permanente del viso.

Per questa tipologia di reato, sorprende il dato secondo il quale le vittime di genere maschile (76%) risultino più numerose rispetto a quelle di genere femminile (24%).

 

DIFFUSIONE ILLECITA Dl IMMAGINI O VIDEO SESSUALMENTE ESPLICITI

Sempre per il periodo di riferimento, il delitto di cui all'art. 612 ter, codice penale, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, ha coinvolto vittime di sesso femminile evidenziando in Emilia Romagna, nel periodo  dal 01.08.19 al 01.08.20 nr. 67 casi segnalati, di cui 10  riguardino la Provincia di Ferrara.

 

 

VIOLAZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI ALLONTANAMENTO DALLA CASA FAMILIARE E DEL DIVIETO DI AVVICINAMENTO Al LUOGHI FREQUENTATI DALLA PERSONA OFFESA

 

L'articolo 387 bis del codice penale, che ha introdotto il reato di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, risulta il più commesso tra quelli di nuova introduzione.

La nuova fattispecie prevede che, chi violi le misure cautelari dell'allontanamento dalla casa familiare (art. 282 bis, codice di procedura penale) o del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (art. 282 ter, codice di procedura penale) o la misura precautelare dell'allontanamento

 

 

 

d'urgenza dalla casa familiare (art. 384 bis, codice di procedura penale), venga punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. La fattispecie in esame risulta di particolare rilievo per il numero elevato di trasgressioni alla medesima, a volte sfociate in condotte violente nei confronti delle vittime. Le regioni in cui si sono registrate più violazioni sono la Sicilia, il Lazio e il Piemonte.

Quelle, invece, in cui si sono verificati meno infrazioni sono la Valle d'Aosta, l'Umbria e il Molise.

In Emilia Romagna, nello stesso periodo, su 142 casi, 11 si sono verificati nella Provincia di Ferrara.

Dall’analisi effettuata è emerso come per i provvedimenti giudiziari emessi nel periodo compreso tra il 1 agosto 2019 e il 1 agosto 2020, abbiano avuto una netta flessione a marzo e ad aprile (durante il lockdown) e un picco nel mese di giugno (con le riaperture).

Dalla lettura dei dati, emerge come la costrizione o induzione al matrimonio (art. 558 bis c.p.) sia un reato che, in Italia, ha interessato il 36% di vittime minorenni (4 minori su 11 casi totali). Questo reato ad oggi risulta ancora poco denunciato nel nostro Paese, per questo è importante portare alla luce il cd. "numero oscuro", quei delitti mai denunciati soprattutto per retaggi culturali e difficoltà di ordine economico-sociale, mettendo a sistema percorsi di formazione socio-culturale che coinvolgano tutti gli operatori che lavorano a contatto con i settori sociali maggiormente interessati.

Una riflessione merita anche il cd. revenge porn, il reato di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (art. 612 ter codice penale). I giovani hanno bisogno di recuperare la cultura di genere, e per questo necessitano di modelli di riferimento sani. Tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nella formazione e nell'educazione dei bambini e dei ragazzi devono essere opportunamente formati su questa specifica tematica, anche al fine di veicolare ai giovani un sistema valoriale che recuperi il senso del rispetto della diversità.

Per tale motivo le Forze di polizia devono essere chiamate, sia promuovendo mirate campagne di sensibilizzazione sia impegnandosi in specifici percorsi di educazione alla legalità nelle scuole di ogni ordine e grado, a diffondere la cultura della legalità.

Una riflessione a parte merita il reato di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, stante l'elevato numero di trasgressioni.

Troppo spesso si è verificato che lo stalker o il maltrattante, già colpito da provvedimenti interdittivi, anziché cessare dalla condotta lesiva, perseveri in comportamenti delittuosi, anche maggiormente pervasivi.

Tale evidenza impone una riflessione sulla possibilità di intervenire sul piano del recupero del soggetto maltrattante, anche con riguardo alle cause di ordine soggettivo, che possono trovare origine in aspetti psicologici, sociologici e culturali.

In tale direzione è intervenuta la Legge 15 ottobre 2013, n. 119  ove, all' art. 5 "Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere" lettera g), prevede di "promuovere lo sviluppo e l'attivazione, in tutto il territorio nazionale, di azioni, basate su metodologie consolidate e coerenti con linee guida appositamente predisposte, di recupero e di accompagnamento dei soggetti responsabili di atti di violenza nelle relazioni affettive, al fine di favorirne il recupero e di limitare i casi di recidiva"

Sarebbe auspicabile, al riguardo, l'ampliamento della previsione di percorsi di recupero, anche di tipo psicologico, con la specificazione dei requisiti che tali percorsi devono garantire, come, ad esempio, l'esame del profilo del reo e delle cause che determinano la sua aggressività, al fine di attuare un programma coerente con le esigenze del caso specifico.

Più specificatamente, la Legge 69/2019 ha inserito all'art. 165 del codice penale, c. 5, la sospensione condizionale della pena subordinandola alla "partecipazione a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di soggetti condannati per i medesimi reati"

 

 

Ricorda il Questore: Rompete l’isolamento e la vergogna. Uscite dal silenzio.  Denunciate sempre”.

 


15/12/2020

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