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POLIZIA DI STATO OPERAZIONE “SIGNAL” ARRESTO DI OKODUWA GODPOWER “DOZEN”

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POLIZIA DI STATO OPERAZIONE “SIGNAL” ARRESTO DI OKODUWA GODPOWER “DOZEN”

Nel tardo pomeriggio di sabato 5 Dicembre è stato arrestato a Trento  OKODUWA Godpower -“Dozen” (31 anni) uno tra i più vicini collaboratori di Dj Bugi – Okenwa Emmanuel. L’uomo è stato sorpreso nei pressi della stazione ferroviaria da una pattuglia della GDF, mentre si trovava in compagnia di un connazionale. Insospettiti dall’atteggiamento dell’uomo, che alla vista dei militari cercava di allontanarsi in modo circospetto, è stato bloccato e sottoposto a controllo. Dall’interrogazione del sistema CED nazionale è subito emerso che “Dozen” era ricercato, nell’ambito dell’operazione “Signal” e doveva essere immediatamente arrestato in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carico alla Squadra Mobile di Ferrara. L’uomo, irreperibile da tempo, rappresentava un’importante pedina nell’ambito dell’organizzazione di stampo mafioso disarticolata con l’esecuzione di oltre sessanta ordinanze di custodia cautelare eseguite dalle Squadre Mobili di Ferrara e Torino.

 “Dozen”, così era soprannominato OKODUWA Godspower, durante l’attività d’indagine, è emerso certamente quale uomo di fiducia di “Dj Bugi”, il capo responsabile dell’organizzazione SVC – Arobaga per la zona di Ferrara e Veneto orientale, che gli aveva delegato l’attività di controllo sugli associati della zona di Padova-Venezia-Treviso.

Non è stato accertato in modo chiaro che grado gli fosse riconosciuto all’interno dell’organizzazione, tuttavia, vista l’ampia libertà di movimento ed iniziativa che indubbiamente aveva e con il costante appoggio del capo “Dj Bugi”, era certamente un associato di “peso”posto ad un livello medio-alto nella scala gerarchica.  Oltre ad occuparsi, con metodi decisamente violenti e spietati del mantenimento dell’ordine interno e della  risoluzione delle diatribe che spesso nascevano tra i diversi “norsemen” (il grado più basso dell’organizzazione), “Dozen” era particolarmente attivo nello spaccio di cocaina, nella zona di Padova e soprattutto di Venezia terraferma, attività che esercitava dirigendo con metodi dispotici i diversi norsemen alle sue dipendenze che si occupavano dello spaccio in strada. Nel corso delle indagini, l’uomo è stato sottoposto ad una perquisizione, nell’abitazione presso cui era ospite di altri connazionali, per non essere individuato, a Musile del Piave. In quella occasione, gli investigatori della Squadra Mobile di Ferrara unitamente a quelli di Venezia, fecero irruzione nell’appartamento e grazie al fiuto dei cani antidroga rinvennero una piccola partita di cocaina ancora da suddividere in dosi, nascosta in un doppiofondo scavato nel muro del bagno. Ma l’aspetto più interessante è che proprio nel corso di quella perquisizione sono stati trovati elementi molto utili agli investigatori che indagavano sulla organizzazione SVC- Arobaga. I diversi ospiti dell’appartamento erano in possesso dei caratteristici baschi di colore rosso, segno inequivocabile di appartenenza al cult e, all’interno di alcuni barattoli dall’apparenza innocua, sono state trovate  le somme mensilmente conferite dagli associati, raccolte dai diversi capizona e in seguito conferite al vertice dell’organizzazione, che era stata individuata a Torino. Un ulteriore elemento che ha contribuito ad una svolta nelle indagini è stato il ritrovamento di un foglio  che riportava frasi apparentemente senza senso, una sorta di “papello”, che tuttavia  in seguito si è rivelato essere la formula  che veniva fatta ripetere , fino allo sfinimento, ai nuovi associati già storditi da pesanti assunzioni forzate di alcolici, durante i riti di iniziazione che periodicamente si tenevano, perlopiù all’interno di immobili dismessi o in sale discoteca della provincia di Brescia.


07/12/2020

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