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La costante attenzione all’attività di “Polizia di prossimità”, porta anche al controllo di fenomenologie di reati che trovano particolare terreno fertile nel web.

Nell’ambito della “sicurezza partecipata” la Questura di Ferrara è particolarmente attenta alle segnalazioni o richieste di aiuto che provengono dai cittadini attraverso la comunicazione sui social, avviando e sviluppando  rapidamente le necessarie attività d’indagine per una risposta immediata ed efficace.

Nella mattinata di  venerdì 21 Agosto, una persona ha segnalato alla Questura  di avere visto, pubblicato sul profilo Instagram di una ragazza molto giovane, una foto che la ritraeva nell’atto di puntarsi una pistola alla tempia.

Immediatamente si è dato avvio agli accertamenti del caso e nonostante la ragazza avesse utilizzato uno pseudonimo in breve tempo gli investigatori della Squadra Mobile sono riusciti  a risalire dal “nickname” di Instagram alla vera identità della giovane,  è risultata essere una minore (di appena 16 anni) abitante nel centese.

Gli agenti sono riusciti a contattare il padre e, cercando di non allarmarlo, gli hanno spiegato cosa stava succedendo. Dopo pochi minuti l’uomo, che aveva appena accompagnato la figlia in una piscina della zona, è tornato a casa ed invitato gli agenti ad entrare. Nella camera della ragazza il padre recuperava una pistola consegnandola agli agenti che, dopo averla attentamente esaminata, ne riscontravano l’inoffensività trattandosi di un’arma giocattolo, anche se era perfetta riproduzione di un modello effettivamente esistente.

Gli agenti  hanno comunque ascoltato il genitore ed osservato gli ambienti, allo scopo di  comprendere se il gesto della ragazza fosse solo il frutto della sua condizione di adolescente o se vi fossero eventuali segnali di disagio  che dovessero essere opportunamente rilevati e gestiti.  Fortunatamente tutto ha lasciato pensare ad una “bravata” da parte della minore che in seguito, con particolare discrezione è stata rintracciata, proprio mentre era intenta a trascorrere una tranquilla giornata in compagnia degli amici in piscina. Alla presenza del padre, gli agenti hanno parlato con la ragazza, che, visibilmente provata e conscia di avere provocato allarme, veniva sensibilizzata ad un uso più consapevole dei social ed ammonita circa il maneggio di un’arma sebbene inoffensiva.


27/08/2020
(modificato il 26/08/2020)

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