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IL QUESTORE EMETTE UN PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE ART. 100 TULPS

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IL QUESTORE EMETTE UN PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE ART. 100 TULPS

Cinque (5) giorni di chiusura: è la sanzione irrogata dalla Questura di Ferrara a un locale dei lidi ferraresi.

 

Nell’ambito dei servizi di prevenzione e di ordine pubblico disposti dal Questore, Cesare Capocasa, su indicazione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Sig. Prefetto, per l’intera zona dei lidi di Comacchio, gli agenti della Squadra Amministrativa della Polizia di Stato  hanno contestato al gestore del bar denominato “CITTA’ DEL CAPO”, sito in Comacchio (FE), Lido di Spina Viale Raffaello, 146, la violazione di cui all’art. 100 del T.U.L.P.S..

 

Nel corso dei controlli attuati nei confronti dei locali maggiormente frequentati dalla movida è stata infatti verificata all’interno degli esercizi pubblici  dei lidi la sussistenza di situazioni di somministrazione di alcolici ai minori.

Altri esercizi di vicinato sono stati controllati: bar, pub e ristoranti dei lidi presso i quali è stato verificato il pieno rispetto delle prescrizioni  sulla somministrazione di alcolici.

 

Tale provvedimento è conseguenza della proposta avanzata al Questore, dal personale della Divisione Polizia Amministrativa e della Sicurezza  che a seguito di un’attività info-investigativa ha accertato la somministrazione di bevande alcoliche a minori.

Nella circostanza il personale della Squadra Amministrativa della Polizia di Stato  durante un apposito servizio per contrastare la somministrazione di bevande alcoliche a minori di anni 18, a seguito di numerose segnalazioni provenienti da più fonti, ha verificato che tre ragazze, risultate poi nelle fasi di accertamento essere minori di anni 18, nella serata tra il 29 e il 30 luglio u.s. prima di entrare nella discoteca  sita nelle vicinanze del predetto bar, venivano notate dal personale della sicurezza in quanto apparivano particolarmente scoordinate, con equilibrio precario e un eloquio particolarmente disarticolato e incomprensibile, lasciando dedurre lo stato di alterazione psicofisico da ingerimento di bevande alcoliche. 

Le tre ragazze sentite a sommarie informazioni dal personale della Polizia  riferivano tutte,  che nessuno degli addetti al bar e alla cassa avevano richiesto loro il documento di identità per verificarne l’età, e altresì  affermavano di  consumare solitamente le bevande alcoliche in quell’esercizio pubblico  e non in quelli attigui (ve ne sono altri tre tutti uno di seguito all’altro) in quanto i gestori non verificano di norma la maggiore età.

 

Al titolare dell’esercizio pubblico  sono state  altresì contestate tre sanzioni amministrative ex art. 14 ter L. 125/2001, per un importo di 333,33 € cadauna.

 

Le norme prevedono il divieto di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche ai minori di anni 18, e per il titolare di un esercizio commerciale è obbligatorio chiedere un documento d’identità ai ragazzi che vogliano acquistare o consumare alcolici, per accertare l’età del cliente. Non c’è giustificazione per il commerciante nel concetto che il cliente dimostra più dell’età che ha.  Infine, negli esercizi commerciali vi è l’obbligo di esporre il simbolo di divieto di somministrazione degli alcolici e anche la tabella alcolemica, che specifica le quantità di alcol che si possono ingerire per poter guidare.


06/08/2020

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