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FERRARA: RINTRACCIATA ED ARRESTATA IN GERMANIA SFRUTTATRICE DELLA PROSTITUZIONE MINORILE

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FERRARA: RINTRACCIATA ED ARRESTATA IN GERMANIA SFRUTTATRICE DELLA PROSTITUZIONE MINORILE

Nella giornata di Martedì la Polizia tedesca ha arrestato in esecuzione di un mandato di arresto europeo, OSAZUWA Angela Favour, nigeriana ventiseienne, sfuggita alla cattura nel dicembre del 2019, quando a conclusione di una complessa e articolata indagine, partita nel 2017 l’Autorità Giudiziaria Bolognese emetteva due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’odierna arrestata nonché di OLOGBOSERE Edith.

L’indagine è partita nel mese di settembre 2017, quando una cittadina nigeriana minorenne, si è rivolta al CSI del Comune di Ferrara per avviare le pratiche per l’ottenimento del permesso di soggiorno. In quella circostanza, la giovane ha affermato di essere minorenne, vittima di tratta e costretta a prostituirsi nella città di Ferrara. La Squadra Mobile Estense, investita della situazione, ha avviato immediatamente le indagini.

La giovane, dopo le prime dichiarazioni, aveva manifestato un atteggiamento scarsamente collaborativo e, quindi le indicazioni raccolte sono state praticamente inutili, perché frammentarie, prive di fondamento e senza alcun riscontro. Con pazienza e con un atteggiamento accogliente, comunque, la parte lesa ha raggiunto la necessaria serenità, ed una piena consapevolezza dei fatti, tant’è che le audizioni eseguite nelle settimane successive hanno consentito di ricostruire la vicenda, ottenendo così un racconto connotato da chiarezza e ricco di importanti dettagli che hanno consentito, in maniera definitiva, di fare partire l’indagine eseguita con l’intercettazione di numerose linee telefoniche.

E’ venuto così alla luce un traffico di esseri umani organizzato e strutturato con il prevalente scopo di alimentare il mercato della prostituzione da strada, anche in pregiudizio di soggetti minorenni. Sono stati acquisiti dettagli che rendono la vicenda estremamente squallida e connotata da grave crudeltà. E’ stato infatti riscontrato che i genitori della minore hanno avuto un ruolo attivo nella tratta della loro figlia (tutti gli elementi fanno propendere per l’ipotesi che la giovane sia stata venduta ai trafficanti), così come è stato verificato il continuo e sistematico ricorso ad aborti clandestini, cui erano destinate le vittime di sfruttamento, praticati con l’incongrua assunzione di un mix di farmaci e alcool (Cytotec + bevande alcooliche).

Il contatto per arrivare in Italia glielo aveva procurato il padre, il quale, per questo scopo, si era rivolto in patria ad una donna che poi aveva organizzato il trasferimento della giovane fino all’Europa. La giovane vittima, soffermandosi sulla descrizione delle fasi preparatorie del viaggio per l’Italia, ha rivelato di avere fin da subito informato la donna con la quale era entrata in contatto della sua condizione di adolescente, fornendo i suoi dati anagrafici compresa l’età: 15 anni. la trafficante, preso atto della situazione, aveva provveduto a fare produrre un documento - nella circostanza un passaporto – contenente i dati di nascita alterati.

Il quadro che è emerso è risultato estremamente esteso e diffuso e nel contesto indagato sono state evidenziate anche una serie di fatti e circostanze, a loro volta costituenti reato, che rappresentano una situazione complementare all’attività di sfruttamento della prostituzione, in senso stretto. Il riciclaggio, ad esempio, così come l’esportazione illegale di valuta, sono risultate due delle principali attività di contorno che venivano svolte in maniera sistematica e continua in un circuito che serviva ad autoalimentarsi ed incrementare, via via, le proprie dimensioni.

Le indagini hanno interessato un contesto molto complesso perché hanno riguardato, in maniera quasi esclusiva, elementi appartenenti alla comunità nigeriana, si tratta infatti di gruppi che agiscono abitualmente in un ambiente molto particolare perché dotato di una dimensione transnazionale e perfettamente adattato per operare, in questo specifico settore, in maniera organizzata e sistematica. Tale consorteria, oltre ad agire a Ferrara, aveva importanti ramificazioni in diverse città come Padova, Reggio Emilia, Cremona e soprattutto Vicenza dove la OSAZUWA esercitava il suo controllo su di un altro gruppo di donne grazie alla collaborazione di ODIGIE Joannah.

La principale indagata, ossia OSAZUWA Angela Favour, giunta a sua volta in Italia con i flussi migratori del 2016, viveva a Ferrara senza ancora avere formulato nessuna richiesta di permesso di soggiorno o domanda di asilo politico e risiedeva in un appartamento al grattacielo, concesso in uso da una connazionale, ovviamente in maniera irregolare. Una serie di servizi preliminari ha consentito, prima di rintracciare la donna, e poi di identificarla con certezza procedendo, positivamente, alla sua individuazione da parte della vittima.


22/05/2020

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