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VIOLENZA SULLE DONNE: LA POLIZIA DI STATO PARLA DELLO STALKING

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Volantino Questo Non è Amore

VIOLENZA SULLE DONNE: LA POLIZIA DI STATO PARLA DELLO STALKING

Un fidanzamento durato due anni e interrotto a causa dell’ossessiva gelosia dell’uomo, che, a questo punto, inizia ad importunare la sua ex con una serie infinita di chiamate e di messaggi telefonici, tanto da costringere la giovane donna a bloccargli il numero. Lui che sentendosi respinto comincia a controllarla, pedinarla e a presentarsi sul posto di lavoro, nonché presso la sua nuova abitazione.

 

Il racconto fatto alla polizia definisce con precisione cosa è lo stalking: una persecuzione che genera nelle vittime uno stato perdurante di ansia e paura, costringendole a cambiare abitudini di vita. A volte non c’è una vera e propria aggressione fisica ma la sommatoria di atti che risultano spaventosi per chi li subisce. Purtroppo, secondo le statistiche, risulta poi essere, in molti casi, la tragica anticamera del femminicidio.

 

Lo stalking è una grave forma di violenza talvolta costruita su piccoli episodi che nella loro somma creano in chi li subisce uno stato di ansia e tensione fortemente condizionanti la qualità della vita.

 

Le donne  sono  vittime dello stalking, nella stragrande maggioranza dei casi  e, quel che è ancora peggio, è che è l’ex partner ad essere indicato, usualmente, come il presunto colpevole.

 

L’Istat ha stimato che il 21,5 % delle donne tra i 16 ed i 70 anni abbia subito comportamenti persecutori almeno una volta nella vita e di queste il 15,3% per più di una volta.

Sempre secondo i dati statistici, dal 2014 al 2018 le segnalazioni per atti persecutori sono state in costante aumento, mentre, nel periodo di riferimento 1 agosto 2018-31 luglio 2019, rispetto all’1 agosto 2017 – 31 luglio 2018, c’è stato un calo di circa il 13%.

Nello stesso arco temporale sono aumentati di oltre il 30% gli “ammonimenti” del questore – sostanzialmente una sorta di avvertimento allo stalker perché smetta di molestare la vittima.

L’ammonimento del Questore è tecnicamente una misura di prevenzione che garantisce alla vittima una tutela rapida e anticipata rispetto ai tempi del procedimento penale.

 

La Polizia di Stato ha incardinato nelle Divisioni Anticrimine delle Questure l’Ufficio che si occupa di svolgere un’attenta e celere attività di indagine per capire se l’istanza sia fondata. Sono presenti figure, altamente qualificate, coordinate dal primo Dirigente  dr. Paolo Pellegatti,  preposte ad accogliere la vittima affinché la stessa possa essere ascoltata e resa edotta degli strumenti che il legislatore offre nel caso di specie rappresentato. 

La procedura che porta all’ammonimento viene spesso scelta dalle donne, in special modo se non sono stati commessi atti troppo invasivi e se non vi sono state aggressioni fisiche.

In tali casi la “misura di prevenzione dell’ammonimento” ha una buona valenza e costituisce un gravame che “pende” sul soggetto autore dello stalking. Tale provvedimento viene immediatamente inserito nelle banche dati in uso alle forze di polizia in modo tale che, in caso di successiva richiesta d’aiuto da parte della vittima, qualsiasi operatore, nel momento in cui è chiamato ad intervenire, è posto a  conoscenza della situazione pregressa che ha portato all’emissione dell’ammonimento e di conseguenza sarà in grado di gestire, con la massima tutela della vittima, l’intervento.

E’ inoltre la legge stessa a prevedere che, nel caso in cui il comportamento persecutorio sia ripetuto dopo l’emissione del provvedimento di ammonimento da parte dell’ autorità che lo emana, ovvero il Questore, la forza di polizia intervenuta nuovamente potrà procedere penalmente d’ufficio.

In questo difficile momento, in questa straordinaria situazione emergenziale che tutti stiamo vivendo il Capo della Polizia fa un accorato appello a tutto il personale impiegato nel settore della prevenzione dei reati di genere, richiamando l’attenzione  a non abbassare la guardia proprio in ragione delle “difficoltà delle vittime di potersi rivolgere agevolmente alle Forze di Polizia e ai Centri Antiviolenza al fine di denunciare”. Rassicura che le forze di polizia, nonostante la complessità del periodo emergenziale, “continuano ad assicurare quotidianamente tutti gli interventi necessari per tutelare le persone che subiscono violenza”.

 

Nell’anno 2019 sono stati emessi 12 ammonimenti per atti persecutori e dall’ inizio dell’anno 2020 un totale di 4, ricordando che, sempre su base Istat nel 2019 la recidiva è stata pari al 13%, in linea  la provincia di Ferrara.

L’invito è quello di spezzare la linea del silenzio perché risulta anche che il 79% delle vittime non chiede aiuto, il 15% si rivolge alle forze dell’ordine, il 4,5% ad un legale e l’1,5% ad un centro specializzato.

Tuttavia qualcosa sta cambiando e la speranza è che il cambiamento rappresenti una vera e propria inversione di tendenza.

 

Il Questore Capocasa: “siamo consapevoli che queste battaglie sono complesse, il percorso è lungo e problematico, ma se lo percorriamo insieme a tutti i soggetti istituzionali, ai centri antiviolenza, ai media, con la stessa intensità, con lo stesso impegno e passione, l’eliminazione della violenza contro le donne passerà da ambizioso progetto ad una realtà concreta.”


08/04/2020

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