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Arrestati dopo l'inseguimento di 600 Km. Recuperati 15.000 Euro e Gioielli

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Arrestati dopo l'inseguimento di 600 Km.

Dopo due furti in abitazione, sono stati arrestati in autostrada ad Alessandria, dopo un lungo ed estenuante inseguimento, dalla Squadra Mobile di Cuneo e Parma e dalla Sottosezione della Polizia Autostradale di Alessandria Ovest. I due arrestati, B.C., cuneese, classe 1963, pluripregiudicato, che aveva finito di scontare l'affidamento in prova ai servizi sociali per pregressi furti in abitazione, e B.A., classe 1991, padre e figlio, appartenenti al gruppo di nomadi Sinti - Piemontesi, con precedenti specifici, erano, da alcuni giorni, sotto stretta vigilanza da parte degli investigatori della Mobile Cuneese. I due, infatti, erano stati notati a bordo di un'autovettura, una MITO, nera, associata, seppur non con certezza, in precedenza, ad alcuni furti in abitazione. Gli uomini della terza sezione della Squadra Mobile di Cuneo, sezione antirapina, così, decidevano di monitorare, costantemente, i movimenti del due negli orari diurni - i furti in abitazione, notoriamente, vengono commessi in mattinata o nel tardo pomeriggio, quando è maggiormente probabile che i proprietari non siano in casa -. I prolungati appostamenti, effettuati sia in provincia di Cuneo, che a Carmagnola ed Asti, luoghi di dimora della coppia, consentivano di accertare che i due, venerdì pomeriggio, lasciavano l'abitazione per immettersi in autostrada. Ad altissima velocità, e con inserita una targa contraffatta, riconducibile ad un'altra MITO, i due si dirigevano nel Parmense uscendo a Fidenza. Dopo un breve pedinamento degli investigatori della Squadra Mobile di Parma, nel frattempo allertati e celermente sopraggiunti, si notava l'autovettura entrare nell'abitato di Salsomaggiore. L'autovettura, su cui era sempre applicata la targa contraffatta, veniva persa, nell'abitato, e, quindi, gli investigatori decidevano che avrebbero proceduto al suo fermo in autostrada. L'aver apposto una targa contraffatta, infatti, rendeva oltremodo probabile che la coppia si fosse recata nel parmense per consumare furti in abitazione. Veniva allertata, così, la sottosezione di polizia autostradale di Alessandria Ovest che, subito, si prodigava, per approntare un posto di blocco in sicurezza (gli appartenenti al gruppo di nomadi sinti sono tristemente famosi per essere pronti a tutto pur di evitare il fermo; in particolare, forti dell'apposizione di una targa fittizia, sono soliti darsi alla fuga in modo sconsiderato, pericoloso ed irresponsabile). Nel frattempo, un altro equipaggio della Squadra Mobile di Cuneo, poteva notare, al casello di Fidenza, la MITO che rientrava e, a forte velocità, prendeva la direzione del rientro. Tutti gli equipaggi, quindi, venivano fatti convergere in autostrada, in Alessandria, ove era stato allestito il posto di blocco. Quando sopraggiungeva la MITO, i suoi occupanti, per sfuggire al fermo che gli veniva intimato, non esitavano a gettarsi sulla corsia di emergenza, a folle velocità percorrendo alcuni chilometri. Il mezzo, però doveva arrestare la marcia poiché anche questa corsi era stata, precedentemente, ostruita; gli occupanti del mezzo, però, non si scoraggiavano e tentavano un ultimo disperato tentativo di fuga andando a collidere, dapprima con una camion, e successivamente, avendo inserito la retromarcia, con un mezzo della Squadra di Cuneo che, nel frattempo, stava sopraggiungendo. I due occupanti, visto che il mezzo era ormai inutilizzabile, tentavano la fuga a piedi ma venivano finalmente bloccati dagli uomini delle Squadre Mobili di Parma e Cuneo e della Polizia Stradale. L'immediata perquisizione personale e veicolare permetteva di recuperare 15.000 euro in contanti ed alcuni gioielli appena sottratti nel corso di due furti in abitazione consumati a Salsomaggiore. Nel corso dell'operazione, il vice responsabile della sezione antirapina della Squadra Mobile di Cuneo, a causa del violento urto causato dal mezzo in uso agli arrestati, che era andato, volontariamente, a collidere con l'autovettura di servizio della Polizia per poter sfuggire al fermo, riportava alcune ferite al capo . Il dipendente, cui va il ringraziamento del Questore Fusiello, fortunatamente, veniva dimesso con la prognosi di 15 giorni e 10 punti di sutura.
09/04/2013

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