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avevano realizzato una truffa “rip deal”, riuscendo ad accaparrarsi preziosi del valore di 650,000 euro, arrestati dalla Polizia di Stato

26 aprile2

avevano realizzato una truffa “rip deal”, riuscendo ad accaparrarsi preziosi del valore di 650,000 euro, arrestati dalla Polizia di Stato

Nella mattinata di oggi, la Polizia di Stato di Como, ha tratto in arresto due persone, destinatarie di una misura cautelare della custodia in carcere, per aver commesso una truffa aggravata, meglio conosciuta come rip-deal (affare sporco), ai danni di due cittadini spagnoli. Si tratta di: L. G., classe 65, cittadino italiano, residente a Roma, di fatto dimorante a Rovato (BS), con precedenti per reati contro il patrimonio e la persona; S. R., classe 1985, cittadino croato, residente a Bergamo, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e la fede pubblica.

L’indagine ha avuto inizio nell’ottobre 2017, quando, presso gli uffici di questa Squadra Mobile, si presentavano, accompagnati da un loro collaboratore, due coniugi spagnoli residenti a Madrid, per denunciare di aver subito una truffa d’ingente valore.

Più nello specifico, i due riferivano che, avendo intenzione di vendere alcuni preziosi, si erano recati a Ginevra per farli valutare presso alcune gioiellerie ivi ubicate.

Due giorni dopo, mentre si trovavano ancora in Svizzera, venivano contattati da un loro collaboratore, commerciante di oggetti preziosi, che in precedenza era stato incaricato della vendita dei gioielli. Lo stesso affermava che era stato contattato da un sedicente gioielliere che, dopo aver visionato i gioielli in un annuncio su internet, era interessato all'acquisto e chiedeva di poterli visionare, rendendosi disponibile a incontrare subito i venditori e quindi a raggiungerli in Svizzera. A garanzia inviava copia del documento e biglietto da visita. Successivamente, l’acquirente spostava l’incontro a Como presso l'Hotel Metropole Suisse dove, una volta iniziata la trattativa, offriva 650.000 euro per l’acquisto dei gioielli.

A questo punto il denunciante veniva accompagnato presso l'Hotel Sheraton di Como/Tavernola, dove ad attenderlo, vi era un complice dell’acquirente che aveva il compito di fargli verificare e controllare, tramite una macchinetta conta soldi, il denaro contante destinato alla compravendita.

Effettuata la verifica, il denaro veniva riposto all’interno di una sacca di tela e racchiuso dentro una valigetta "24 ore".

Poco dopo tornavano all’Hotel Metrolope Suisse dove, consegnata la valigetta, avveniva lo scambio.

Concluso “l’affare”, gli acquirenti si allontanavano, mentre i denuncianti, assieme all’intermediario, dopo aver aperto la valigetta, si accorgevano che all’interno erano riposte solamente delle mazzette di denaro riportante la scritta FAC-SIMILE. Solo in quel momento, percepivano di essere stati vittime di un raggiro.

Gli investigatori, ricevuta la denuncia, acquisivano immediatamente la documentazione fotografica di tutti i gioielli oggetto della truffa, nonché una copia del biglietto da visita e del documento francese, poi rilevatosi falso, del sedicente gioielliere. Iniziavano così una serie di attività tecniche e di accertamenti incrociati che permettevano di scoprire che gli stessi risiedevano rispettivamente a Bergamo e Brescia e, successivamente, di identificarli.

Al fine di ottenere ulteriori conferme, il PM titolare del fascicolo, Dott. Addesso, richiedeva al collaterale organo giudiziario spagnolo, tramite un ordine d’indagine europeo, di sottoporre le vittime spagnole a un’individuazione fotografica.

Gli atti restituiti dalle autorità spagnole confermavano la paternità della truffa a carico dei due soggetti.

Il quadro probatorio raccolto è stato così ritenuto sufficiente dal GIP presso il Tribunale Ordinario di Como che, su richiesta della locale Procura, ha emesso un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere.

L’operazione è scattata stamattina, con la collaborazione delle Squadre Mobili di Brescia e Bergamo. I due sono stati rintracciati nelle loro abitazioni, dove è stata eseguita anche una perquisizione che ha permesso di rinvenire e sequestrare materiale ritenuto pertinente al reato per cui si procede, fra cui: numerose banconote riportanti la dicitura FAC-SIMILE, moneta corrente in euro e sterline per un ammontare di circa 15 mila euro, macchinette conta soldi, gioielli di dubbia provenienza, etc.

Terminati gli atti, i predetti sono stati condotti in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.


26/04/2019

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