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Polizia di Stato arresta le “nuove leve” del clan PICCOLO – LETIZIA. Estorsioni e danneggiamenti a colpi d’arma da fuoco per costringere gli imprenditori a pagare.

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Polizia di Stato arresta le “nuove leve” del clan PICCOLO – LETIZIA. Estorsioni e danneggiamenti a colpi d’arma da fuoco per costringere gli imprenditori a pagare.

Polizia di Stato arresta le “nuove leve” del clan PICCOLO – LETIZIA. Estorsioni e danneggiamenti a colpi d’arma da fuoco per costringere gli imprenditori a pagare.

La Polizia di Stato di Caserta, su delega della Procura della Repubblica distrettuale di Napoli, ha dato esecuzione nella mattinata odierna ad un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere e agli arresti domiciliari, emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di otto persone, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, plurimi episodi estorsivi – consumati e tentati –detenzione e porto di arma clandestina e danneggiamento, continuati e in concorso, delitti tutti aggravati dal metodo e dalla finalità mafiosa, in quanto realizzati allo scopo di agevolare l’associazione camorristica d’appartenenza, denominata “clan PICCOLO – LETIZIA”, e di affermare la supremazia dell’organizzazione sul territorio di relativa competenza, in particolare i comuni di Marcianise, Macerata Campania, Capodrise e paesi limitrofi. I fatti contestati risalgono prevalentemente all’anno 2019, con alcuni episodi commessi in continuazione fin dal 2013.

Il provvedimento compendia le risultanze investigative sviluppate dalla Squadra Mobile di Caserta, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli; in particolare, sono state ricostruite numerose fasi funzionali alla pianificazione e alla realizzazione degli approcci estorsivi, alcuni dei quali commessi mediante intimidazioni armate all’indirizzo degli imprenditori taglieggiati, operanti nei settori più disparati (rivendita di autovetture, edilizia, onoranze funebri, smaltimento di rifiuti, supermercati, abbigliamento, pet food e altro). Le pretese estorsive, che giungevano fino alla somma di 2/3000 euro, da corrispondersi in occasione delle festività natalizie e pasquali, sono culminate talvolta nel danneggiamento, a colpi d’arma da fuoco, delle sedi delle aziende taglieggiate per costringere i titolari a pagare.


05/04/2022

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