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Spacciatore recidivo rintracciato dalla Polizia di Stato e tradotto nel carcere di Arezzo, occupava la stessa panchina nel Parco Mancini da tre mesi

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Spacciatore recidivo rintracciato dalla Polizia di Stato e tradotto nel carcere di Arezzo,   occupava la stessa panchina nel Parco Mancini da tre mesi

Continua l’impegno degli uomini della Polizia di Stato di Arezzo per debellare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nel capoluogo aretino.

Nel primo pomeriggio di ieri, 14 novembre, personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Arezzo ha rintracciato uno straniero, T.S. di anni 24 originario del Mali, irregolare sul territorio nazionale e senza fissa dimora, già tratto in arresto tre volte negli ultimi tre mesi dalla Polizia di Stato, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare.

Il malvivente risulta avere a suo carico diversi precedenti, per spaccio di sostanze stupefacenti di diverso genere, e conduceva i suoi traffici illegali nella città di Bologna fino alla scorsa primavera, per poi “trasferirsi” ad Arezzo dalla scorsa estate. È del tutto verosimile che lo spacciatore sia stato attirato dagli spazi lasciati liberi dopo i numerosi arresti effettuati dalla Squadra Mobile della Questura durante la maxi operazione “Duomo Vecchio”. In quell’occasione, le zone del Parco Pionta e Campo di Marte furono “ripulite” dalla presenza dei pusher che vi si erano stabiliti, inducendo altri soggetti ad affacciarsi su quelle piazze di spaccio per accaparrarsele. Per non vanificare il grande lavoro svolto, la Questura ha messo in campo le forze disponibili, coordinando i servizi della Squadra Volanti dell’UPG-SP e Squadra Mobile, con ausilio di Polfer, Reparto Prevenzione Crimine e Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica, al fine di mantenere il livello di sicurezza raggiunto tramite un persistente e incessante contrasto al fenomeno dello spaccio al dettaglio, con interventi capillari miranti ad evitare l’avvicendamento tra pusher nelle suddette zone. Tale sforzo ha condotto a diversi ulteriori arresti, di cui tre a carico del T.S.

Il maliano è stato colto in flagranza ripetutamente in Campo di Marte, seduto su una panchina del Parco Mancini, mentre, anche in pieno giorno, continuava ad incamerare profitti mediante la cessione di droghe quali hashish e marijuana. Per sfuggire ai controlli, era solito occultare tra i cespugli le dosi di stupefacente e il denaro, facendo avanti ed indietro dalla panchina verso i suoi nascondigli. Panchina che era sempre la stessa, un “posto fisso” di cui il soggetto si era ormai appropriato stabilmente, e da cui gestiva i suoi traffici. È proprio lì che, in data 14 c.m., era stato tratto in arresto l’ultima volta e nello stesso punto è stato rintracciato ieri dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, che hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla sezione penale del Tribunale di Arezzo. Il soggetto era già destinatario di altra misura cautelare, quella del divieto di dimora nel  territorio aretino, palesemente e ripetutamente disattesa dal T.S. che, nonostante le prescrizioni, seguitava la sua attività di pusher.

Considerando la pericolosità del soggetto, è stato necessario l’intervento di più pattuglie della Squadra Volanti, per garantire la sicurezza dei poliziotti operanti. Al momento della cattura, lo stesso si trovava in possesso, per l’ennesima volta, di piccoli quantitativi di hashish già suddivisa in dosi preconfezionate e banconote di piccolo taglio. Lo stesso è stato  tradotto presso la casa circondariale, dove sarà custodito in via cautelare fino alla definizione dei procedimenti a suo carico.

 

Arezzo, 21 novembre 2019


21/11/2019

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