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Il ricordo del giovane Questore Palatucci che aiutò gli ebrei

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Il ricordo del giovane Questore Palatucci che aiutò gli ebrei

Ancona ricorda il giovane Questore Giovanni Palatucci, poliziotto e uomo "Giusto tra le Nazioni".

Questa mattina, in Largo Palatucci, si è tenuta la cerimonia di commemorazione e deposizione di una corona, alla presenza del Vicario del Questoredott.ssa Federica Ferrari, del Comandante del Compartimento PolstradaDirigente Superiore dott.ssa Maria Primiceri, ai Funzionari ed ai Dirigenti della Questura di Ancona, della Polizia Postale, Polizia Scientifica, della Zona Telecomunicazioni, della Polfer ed alla presenza anche del vice Presidente della Comunità Ebraica di Ancona Daniele Tagliacozzo. Alla cerimonia anche i poliziotti in quiescenza dell'A.N.P.S. (Associazione Nazionale Polizia di Stato) di Ancona e Don Alessio Orazi, della Parrocchia SS. Cosma e Damiano di Ancona. Quest'ultimo ha benedetto la corona e raccolto i presenti in un momento di ricordo in memoria del giovane poliziotto. 

Nella piazzetta infatti è stata deposta una corona dinnanzi alla stele intitolata al giovane Questore Palatucci, posizionata sotto un albero di melograno piantato nel 2021 in sua memoria. Il Commissario Giovanni Palatucci morì all'età di trentasei anni nel campo di sterminio di Dachau, a pochi giorni dalla liberazione, il 10 febbraio 1945. Il Commissario della Polizia di Stato Palatucci, nei pochi anni in cui fu reggente della Questura di Fiume, riuscì a salvare oltre cinquemila persone, mettendo a repentaglio la sua stessa vita, fino appunto all’estremo sacrificio, cui non volle sottrarsi con la fuga, per non esporre i suoi collaboratori ad una ritorsione delle SS.

Giovanni Palatucci è stato definito dallo Yad Vashem di Gerusalemme uomo "Giusto tra le Nazioni", ovvero quelle persone che prendono i destini del mondo sulle loro spalle, con umiltà e spirito di servizio, come appunto raccontava in una lettera ai genitori, nel 1941, lo stesso Palatucci: “Ho la possibilità di fare un po’ di bene e i beneficiati me ne sono assai riconoscenti. Nel complesso riscontro molte simpatie. Di mio non ho altro di speciale da comunicare”. Lo Yad Vashem riconosce “Giusti” i non ebrei che durante le persecuzioni salvarono la vita ad almeno un semita senza trarne alcun vantaggio personale. Persone normali che, difronte all’ingiustizia hanno reagito, sapendo opporsi anche a rischio della propria esistenza.

 


09/02/2024

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