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RICEVUTI IN VATICANO ANCHE DUE OPERATORI DELLA POLIZIA STRADALE DI UDINE

RICEVUTI IN VATICANO ANCHE DUE OPERATORI DELLA POLIZIA STRADALE DI UDINE

Lunedi scorso, 20 novembre nella splendida sala Clementina del Vaticano, Papa Francesco ha incontrato in udienza i dirigenti ed il personale della Polizia stradale e della Polizia ferroviaria, in occasione rispettivamente del 70esimo e del 110mo anniversario di fondazione.

Un centinaio gli operatori in rappresentanza di tutti gli appartenenti delle specialità della Polizia di Stato, alla presenza anche del loro capo il Prefetto Gabrielli, con profonda partecipazione e commozione hanno ascoltato le parole del Santo Padre. Il Pontefice ha esordito con espressioni di apprezzamento per l’importante lavoro sociale svolto a favore della sicurezza delle persone che viaggiano su strada o in treno.

Commentando la condotta ed il comportamento di alcuni utenti della strada ha usato le seguenti espressioni: ”lo scarso senso di responsabilità da parte di molti conducenti, che sembrano spesso non avvedersi delle conseguenze anche gravi della loro disattenzione (per esempio l’uso del cellulare) e della loro sregolatezza, mette a rischio se stessi e gli altri, è causato da una fretta e da una competitività assunte a stili di vita, che fanno degli altri conducenti come degli ostacoli o degli avversari da superare, trasformando le strade in piste di formula uno e la linea del semaforo nella partenza di un gran premio”.

In seguito il Papa ha esposto che il poliziotto viene spesso visto con diffidenza, addirittura come nemico, invece che come custode del bene comune e nel contempo ha esortato i presenti a non abusare dei poteri di cui dispongono e ad operare con saggezza ed autocontrollo. Considera il delicato e fondamentale lavoro che le donne e gli uomini della Polizia sono chiamati a svolgere, quasi una missione da prestare con amore e profondo senso del dovere. Dopo aver richiamato San Michele Arcangelo quale Santo patrono della Polizia, ha riflettuto sulla fatto che nella lotta tra il bene ed il male non ci possiamo mai chiamare fuori. Ad “ognuno infatti è chiesto di farsi carico della sua parte di responsabilità, mettendo in campo tutte le energie di cui dispone per contrastare l’egoismo, l’ingiustizia e l’indifferenza”. Al termine dell’udienza papale è stata impartita a tutti gli operatori di polizia ed alle loro famiglie la benedizione.

Successivamente, tutti i poliziotti presenti hanno potuto stringere la mano e scambiare una parola con la più alta autorità religiosa e morale.

A questa toccante cerimonia hanno presenziato, in rappresentanza del Compartimento Polizia Stradale del Friuli Venezia-Giulia,  anche due appartenenti alla Sezione di Udine,  l’Ispettore Sup.  DEGANO Efrem e l’Assistente Capo CALEFFI Ines, i quali porteranno sempre con loro gli emozionanti ed intensi momenti vissuti nell’aula vaticana e ben si ricorderanno le parole espresse dal Santo Padre.


27/11/2017

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