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Collaborazione Internazionale contro lo sfruttamento sessuale di minori sul web

Polizia Postale

Collaborazione internazionale contro lo sfruttamento sessuale di minori sul web

Indagini della Polizia Postale di Trento: 1 arresto e 7 denunce

In uno scenario nel quale la continua evoluzione della tecnologia influenza il nostro vivere quotidiano uno degli “impegni” della Polizia Postale e delle Comunicazioni del Trentino Alto Adige, e quello della prevenzione e contrasto al turpe fenomeno della  pedopornografica online.

La diffusione di materiale digitale prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei bambini è oggi sempre più presente anche nel nostro paese ed in tale settore è stata condotta e portata a termine un’indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale di Trento, che si è concretizzata il 27 aprile scorso con l’esecuzione di perquisizioni informatiche in varie parti di Italia.

Gli specialisti della Polizia Postale durante le perquisizioni locali ed informatiche, che hanno coinvolto varie regioni di Italia, hanno rinvenuto materiale digitale utile alle indagini, che ha portato alla denuncia di 7 persone ed all’arresto, avvenuto a Piacenza, di una cittadino pakistano, trovato in possesso di un’ingente quantità di materiale illecito (circa 10 Gb di filmati e immagini).

Il positivo esito dell’attività investigativa è stata la conseguenza della partnership sviluppatasi tra organi istituzionali italiani e stranieri.

L’attività investigativa ha infatti preso il via grazie alla segnalazione giunta in Italia dall’organizzazione americana National Center for Missing Exploitation Children (NCMEC) istituita nell’84, molto conosciuta in tutto il mondo per l’impegno nel contrasto ad ogni forma di abuso nei confronti dei minori.

Le puntuali segnalazioni del NCMEC riguardavano i riferimenti telematici delle connessioni internet relative ad utenti italiani che, connessi attraverso piattaforme di social media quali Flickr, Yahoo, Facebook, Messenger e Twitter, avevano diffuso materiale pedopornografico.

Le indagini condotte dalla Polizia delle Comunicazioni hanno permesso di identificare i responsabili che si celavano dietro i nickname e di giungere al sequestro del materiale illegalmente detenuto.

Internet è ormai il mezzo di comunicazione più usato dai ragazzi, ma è anche quello con il maggior numero di rischi soprattutto per ciò che concerne la diffusione di materiale pedopornografico. In quest’ottica si muove l’impegno della Polizia Postale rivolto soprattutto ai giovani i quali, ignari delle insidie del web, socializzano con estrema facilità sui social e sulle numerosissime chat che offre la rete. 


18/05/2017

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