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Arrestato pedofilo dalla Polizia di Stato di Trento

volante

L’occhio attento della madre e la professionalità del poliziotto hanno consentito agli investigatori della Polizia delle Comunicazioni di arrestare, alle prime luci dell’alba di giovedì 23, in esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare in carcere, richiesta dal P.M. Davide Ognibene ed emessa dal G.I.P. di Trento La Ganga nei confronti di un pensionato responsabile di violenza sessuale aggravata, nei confronti di una giovanissima con “difficoltà di apprendimento”.

 I fatti risalgono al mese di settembre dello scorso anno, quando un uomo in gita nei pressi del lago di Levico Terme, a passeggio in un parco limitrofo, aveva avvicinato la giovane utilizzando, come esca, un tenero cagnolino di minuscola taglia, riuscendo così a carpirne la fiducia ed instaurando con la stessa, fin da subito, un legame confidenziale.

Questa terrificante vicenda è venuta a galla grazie al lavoro degli operatori dell’Ufficio Indagini Pedofilia del Compartimento Polizia Postale di Trento che da analisi di tabulati telefonici, accertamenti da terminali e sofisticati indagini telematiche sono riusciti a porre fine a questa dissennata violenza. 

È con non poche difficoltà che Elena (il nome è di fantasia), una ragazzina di 15 anni, ha narrato con molta innocenza e non poco imbarazzo agli investigatori, gli eventi dei quali è stata vittima. L’aguzzino ha perseguitato la ragazzina inondandola, in un breve periodo, di centinaia di telefonate ed innumerevoli messaggi SMS (circa 1.400) facendo redendola succube della volontà dell’arrestato

Il tenore dei messaggi intercorsi tra l’aguzzino e la sua vittima nel periodo in esame caratterizzati da frasi quali “amore mi manchi”, “fatti sentire” e “ti aspetto” e i frequenti doni ricevuti da Elena, quali biancheria intima, chincaglieria e ricariche telefoniche mettono in luce il rapporto deviato tra i due creando al contempo alla minore, una vera e propria sudditanza psicologica e la falsa convinzione di essere amata.

Grazie agli ulteriori riscontri, la Polpost di Trento ha potuto ricostruire un secondo incontro avvenuto tra il pensionato e la giovanissima nello stesso mese di settembre e sempre sulle rive del lago, laddove l’indagato si era appartato con la 15enne, in una zona riservata e fuori della vista dei passanti.


29/03/2017

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