Questura di Reggio Emilia

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Discorso del Sig. Questore di Reggio Emilia in occasione del 165° anniversario della Fondazione della Polizia di Stato

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                             Anniversario 165 ° Festa Polizia 2017

Autorità, Signore e Signori, a nome di tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato di Reggio Emilia mi è gradito anche quest’anno  rivolgerVi il più cordiale benvenuto ed un sincero ringraziamento per la Vostra presenza.

Un sentito saluto e ringraziamento al Sindaco di Reggio Emilia, Dr. Luca Vecchi, per la Sua disponibilità nell’averci consentito di celebrare in questa meravigliosa location il 165° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato.

Saluto calorosamente il Vescovo di Reggio Emilia, Sua Eccellenza Camisasca, le Autorità Civili presenti, il Sig. Prefetto Raffaele Ruberto, il Sig. Presidente della Provincia Gianmaria Manghi, il Sig. Procuratore Capo della Repubblica dott. Giorgio Grandinetti, e la Dottoressa Angela Baraldi giudice del Tribunale.

L’odierna manifestazione cade in un periodo assai difficile per la vita del nostro Paese, in un momento storico in cui alle difficoltà presenti, si associano i timori per le prospettive future. Anche per tali motivi, questa cerimonia non vuole assumere intenti autocelebrativi, bensì costituire una viva testimonianza di presenza e impegno costante ed essere contestualmente un’occasione per rinsaldare gli stretti rapporti tra la nostra Istituzione e questa Comunità, a difesa della quale essa è chiamata ad operare.

Dirigo la Questura di Reggio Emilia  da quasi tre anni e mi reputo molto fortunata di poter svolgere il mio servizio in questa Provincia ricca di storia, di arte, di tradizioni  e di cultura.

In questa occasione voglio, quindi, rinnovare a nome di tutti gli appartenenti della Polizia di Stato della Provincia di Reggio Emilia l’impegno a mantenere alta la qualità della vita in questo Territorio in termini di percezione della sicurezza, con il quotidiano lavoro, umile, attento e condiviso, di ogni singolo operatore, che indipendentemente dal compito cui è stato destinato,  su strada o in ufficio, porta a termine con dedizione e rispetto.

La nostra storia ha avuto inizio nel lontano 1852 allorquando venne costituito il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza a cui venne affidato l’elevato compito di “vegliare e provvedere preventivamente all’ordine e all’osservanza delle leggi nell’interesse sia pubblico che privato”.  Un compito quanto mai attuale per una Polizia di Stato sempre più vicina e al servizio dei cittadini, in difesa dei loro diritti, aspettative e libertà.

Anche quest’anno il tema scelto è: «Esserci sempre». Il Sig. Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Franco Gabrielli, all’atto del suo insediamento, aveva preannunciato che il 2016 non sarebbe stato un anno facile, in quanto si presentava pieno di incertezze,  soprattutto di tipo economico;  per questo ci siamo imposti di mettere in atto delle modalità di impiego tese a far percepire sempre più ai Cittadini la vicinanza della Polizia di Stato, al fine di essere per loro fondato motivo di rassicurazione.

 

Aggiungo che festeggiare la ricorrenza all’esterno delle nostre strutture, unitamente all’espressione “esserci sempre” stanno anche a suggellare la presenza e l’intensa opera svolta da tutta la Polizia di Stato nel controllo del territorio e nell’attività di prossimità fra la gente, tra il calore dei nostri concittadini, primari fruitori del nostro lavoro quotidiano,  al fine di  diffondere in maniera sempre più ampia la cultura della legalità,  raggiungendo così lo scopo di assicurare alla Comunità il bene prezioso della sicurezza e della tranquillità sociale.

 

L’anno trascorso ha rappresentato un periodo di grande impegno per la Polizia di Stato che, continuando il suo agire in piena collaborazione e sinergia con le altre Forze di Polizia, ha conseguito risultati lusinghieri nei vari settori dell’attività istituzionale. 

In primo luogo la Polizia di Stato è stata impegnata in molte manifestazioni di ordine pubblico e voglio ricordare solo alcuni eventi particolarmente significativi e salienti per il territorio reggiano:

la visita del Sig. Presidente della Repubblica, durante le celebrazioni svolte nella giornata del Tricolore;

la ripetuta presenza  del Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri e di alcuni Ministri della compagine governativa;

le manifestazioni sportive di carattere internazionale, tra le quali l’arrivo della squadra di calcio Stella Rossa-Belgrado,  i cui supporters sono da sempre fra i più temuti per la loro aggressività e violenza.

Tutte le manifestazioni, che hanno richiamato la presenza di numerosissimi partecipanti, si sono svolte in un clima di civile convivenza e di serena condivisione senza procurare disagi ai Cittadini reggiani.

Sono ben consapevole che oggigiorno l’indice di successo di un’Istituzione come la Polizia di Stato si basa non tanto sul dato reale della sicurezza raggiunta, quanto piuttosto su quello della sicurezza percepita dalle compagini di cui è costituita la società. E’ appunto su questo versante che mi sono spesa particolarmente in prima persona per cercare di convogliare le legittime aspettative della cittadinanza e la sensazione di insicurezza diffusa verso iniziative strutturate, fattive e condivise che spero abbiano dato il segno marcato di una matura, quanto indispensabile, partecipazione del cittadino anche nell’ambito della sicurezza. Questo impegno, per me e per gli altri addetti ai lavori, è ancora lungo e difficile e passa attraverso strumenti di comunicazione e di avvicinamento del cittadino, del tutto rivoluzionari rispetto al nostro tradizionale approccio culturale, ma si sta lavorando proprio in tale direzione, con il concreto e stimolante apporto da parte di gruppi di cittadini appartenenti ai comitati civici.

In tale direzione, assidua e costante è stata anche la proiezione esterna della Questura in funzione fortemente proattiva, cioè tesa a stimolare un corretto coinvolgimento dei cittadini, sia in forma singola che associata, indirizzandoli alla partecipazione per il mantenimento di condizioni di sicurezza urbana (infatti, ho personalmente preso parte a numerosi consessi e dibattiti sulla sicurezza abitativa, sulle problematiche legate a reati contro gli anziani, ecc. organizzati da vari comitati di cittadini cercando anche di sperimentare nuove forme di coordinamento sul tema, sia fra i cittadini stessi sia in partnership con la Questura, allo scopo di creare le condizioni per una efficace ed efficiente sinergia).

In questa occasione voglio ringraziare i rappresentanti dei vari quartieri cittadini presenti in questo sala a testimonianza della preziosa collaborazione da loro offerta.

Inoltre, la Polizia di Stato continua a promuovere, all’unisono con le Autorità scolastiche, progetti antibullismo e di sensibilizzazione dei ragazzi sulla sicurezza stradale, il rispetto della vita e dei valori della tolleranza e della solidarietà, pertanto mi pregio di salutare cordialmente alcune rappresentanze del panorama scolastico cittadino anch’esse qui presenti.

L’impegno delle Forze di Polizia, che in questa provincia interagiscono efficacemente sul territorio, grazie ad un elevato e condiviso livello di coordinamento, non può essere da solo sufficiente a soddisfare la pressante, sempre maggiore, domanda di sicurezza. E’ indispensabile che tutti, ad ogni livello di responsabilità, facciano la loro parte al fianco delle Istituzioni, contribuendo con comportamenti concreti alla diffusione della cultura e della pratica della legalità.

 

Tengo a evidenziare che in questa città si è, altresì, consolidata la cultura del coordinamento fra le Forze di Polizia sotto la guida saggia ed equilibrata del Sig. Prefetto, ed ogni iniziativa sulla sicurezza è stata sempre condivisa all’unanimità fra tutte le autorevoli componenti, ivi compresi i sindaci ed il presidente della provincia. In questa circostanza voglio rivolgere un ringraziamento di cuore al Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, il Colonnello Antonino Buda, per la sua fattiva collaborazione ed intesa istituzionale per le molte problematiche che ci accomunano.

Allo stesso tempo ringrazio i Sigg. Comandanti della Guardia di Finanza, Colonnello Roberto Piccinini, e della  Polizia Municipale, Dr. Poma con i quali interagiamo nel corso di specifici servizi. 

Naturalmente, ho cercato di ottimizzare le risorse di casa nostra, rafforzando i rapporti sinergici fra gli uffici della Questura e le Specialità della Polizia di Stato presenti in ambito provinciale. In tal senso è stata incrementata l’assoluta unità di intenti e l’osmosi operativa con la Polizia Stradale, impegnata sul fronte della sicurezza della viabilità sulle arterie stradali e autostradali di questa provincia. Rinnovata sinergia anche con la Polizia Ferroviaria nel presidio delle stazioni, storica e medio-padana, e nella repressione dei reati di specifica competenza.

Il Nucleo Prevenzione Crimine di Reggio Emilia ha mantenuto costante la sua presenza nel nostro territorio con 3-4 pattuglie in media ogni giorno per tutta la settimana, rafforzando ulteriormente il dispositivo di controllo del territorio in tutto l’ambito provinciale. 

In generale, comunque, volendo tracciare un bilancio dell’attività svolta posso senz’altro concludere che i servizi predisposti dalla Questura hanno consentito di mantenere nell’ambito della legalità le manifestazioni di dissenso palesate da gruppi antagonisti e di prevenire, di conseguenza, eventuali ripercussioni negative sulla gestione dell’ordine pubblico, grazie alla vigile e competente presenza delle Forze di Polizia nonché l’accorta opera di mediazione sviluppata sul campo.

Durante tutto l’anno Prefettura e Questura sono state impegnate anche nell’accoglienza dei profughi che, sbarcati sulle coste italiane, sono stati poi trasferiti in questa provincia. Ci sono stati numerosi arrivi per un totale di 1501 profughi. È stato un lavoro importante, svolto spesso senza alcun preavviso che ha perciò impegnato duramente tutta la struttura; un lavoro che abbiamo svolto con competenza e dedizione, senza clamore e, mi preme sottolineare, senza alcun turbamento per l’ordine pubblico.

 

In particolare, l’Ufficio Immigrazione ha svolto un eccellente lavoro nella trattazione delle procedure per il riconoscimento dello stato di rifugiato politico a tanti profughi che sono stati accolti in questa provincia.

 

L’Ufficio di Gabinetto del Questore, sempre in prima linea quale  cabina di regia della Questura per la predisposizione dei servizi di ordine pubblico e sicurezza.

 

Sul fronte della criminalità comune, vorrei dedicare un breve passaggio a quei reati che destano maggiore allarme sociale per l’accentuato senso di insicurezza che determinano nei cittadini. L’analisi dei furti scoperti evidenzia che gli autori sono principalmente cittadini stranieri, in buona percentuale dell’Est europeo, i quali si trovano sul territorio nazionale generalmente privi di mezzi di sostentamento se non quelli derivanti da illecite attività; molti di questi soggetti sono, peraltro, privi di fissa dimora.  A fronte di un incremento dei reati di furti devo dire con orgoglio che c’è stata da parte degli operatori di polizia una risposta adeguata, tanto che nell’ultimo periodo numerosi sono stati i casi in cui gli autori sono stati individuati in flagranza dalle volanti od a seguito di indagini  da parte della Squadra Mobile, con arresti di iniziativa o su provvedimenti restrittivi emessi dall’Autorità giudiziaria.

Voglio ricordare solo gli ultimi episodi che più hanno destato allarme sociale nella comunità reggiana:

i numerosi furti in private abitazioni commessi in maniera seriale dal cittadino rumeno Burunzus, arrestato da personale delle Volanti circa un mese fa, autore tra l’altro, di molte rapine e tuttora in carcere;

le bande dei georgiani e degli albanesi dediti professionalmente al saccheggio di abitazioni  non intimoriti né dalla presenza dei condomini e neppure dei poliziotti in perlustrazione nel quartiere. Voglio ricordare il brutto episodio di cui si sono resi protagonisti i tre georgiani che, con condotte feroci, non hanno esitato ad aggredire  brutalmente gli agenti della Polizia di Stato intervenuti per garantirsi l’impunità. 

Sento il desiderio di esternare il senso di soddisfazione professionale ed emotiva che vivono i poliziotti allorché,  oltre ad arrestare gli autori dei furti in abitazione, hanno la gioia di poter restituire ai legittimi proprietari le proprie cose che hanno anche un valore venale ma molto spesso aventi un forte valore affettivo perché rappresentativi delle loro radici.

La Squadra Mobile ha restituito a 23 persone derubate la refurtiva; altri proprietari sono stati individuati, ed anche a loro, a breve, verranno restituiti i loro beni d’intesa con le magistrature superando le difficoltà connesse  alla grande mobilità dei malviventi. In particolare, penso, per esempio, alle vittime dei furti in via Melato la cui refurtiva attualmente si trova in sequestro presso il Commissariato di Civitavecchia. In questo caso ci siamo impegnati ad andare noi a prelevare gli oggetti per evitare che siano le vittime stesse a sobbarcarsi questo viaggio impegnativo. Tra di noi, oggi, vi sono la Sig. ra Canese Elisabetta ed il Capitano di Vascello Giovannini Ruggiero ai quali la Squadra Mobile ha restituito almeno parte della refurtiva trafugatagli nel corso di un furto presso la loro abitazione a La Spezia e ricomparsa, frazionata, a Reggio Emilia. E’ presente inoltre il prof. Pulvirenti Andrea, vittima di un tentativo di effrazione sventato grazie all’intervento della Polizia di Stato che nella circostanza ha tratto in arresto tre persone ed infine il Sig. PRANDI Giovanni vittima anch’egli di furto ma che ha visto la restituzione di parte delle proprie cose.

Un ulteriore fenomeno che rappresenta una piaga sociale riguarda il piccolo spaccio di sostanze stupefacenti. Il dato desta preoccupazione perché è fortemente diffuso anche nelle fasce giovanili, tuttavia continua l’azione di contrasto da parte della  Polizia di Stato che in una strategia di lungo respiro, mi auguro di conseguire a breve il risultato di un duro lavoro spesso non immediatamente visibile. 

Particolare attenzione è stata rivolta ai delitti di maltrattamenti in famiglia ed ai connessi casi di stalking trattati dalla Divisione Anticrimine e dalla sezione specializzata della Squadra Mobile. Le attente indagini in questo delicatissimo ambito hanno consentito l’applicazione di misure cautelari, rivelatesi fondamentali strumento di prevenzione. Analogamente attenta e serrata è stata l’attività di indagine per contrastare i delitti di violenza sessuale in danno dei minori e giovani donne.

Un breve cenno va alle misure di prevenzione sia personali che patrimoniali adottate nei confronti sia a soggetti appartenenti alla criminalità comune sia a quella organizzata. Un ringraziamento va rivolto alla procura ordinaria e alla Direzione distrettuale Antimafia di Bologna

Un’intensa attività è stata svolta dalla Polizia Amministrativa.

In particolare,  sono stati effettuati numerosi controlli che hanno portato alla chiusura per motivi di ordine e sicurezza pubblica di diversi locali pubblici sia in città che in provincia. Sono state altresì revocate numerose autorizzazioni in materia di armi con conseguente loro ritiro a persone protagoniste di  conflitti familiari.

Costante l’azione di prevenzione generale svolta dalla DIGOS che è sempre riuscita a raccogliere elementi conoscitivi che hanno permesso di prevenire turbative all’ordine e alla sicurezza pubblica, evitando criticità e incidenti sia durante vertenze aziendali, particolarmente problematiche e complesse data la crisi economica,  sia nel corso di manifestazioni, espressioni delle libertà costituzionali, che hanno visto coinvolti diversi schieramenti anche di fede politica opposta.

Per quanto riguarda la minaccia del terrorismo internazionale che oggi assume forme e metodi impensabili sino a pochi anni addietro, la DIGOS ha intensificato il monitoraggio degli obiettivi sensibili di questa Provincia. L’attività info-investigativa ha consentito di adottare una delle prime misure di prevenzione a livello nazionale, quella della sorveglianza speciale, nei confronti di un cittadino italiano, quindi, non espellibile, convertito, che ha propagandato ideologie radicali.

L’apporto della DIGOS è stato determinante  per l’espulsione dal territorio  nazionale disposta dal Ministro dell’Interno per motivi di sicurezza nazionale di un Imam radicale che da poco si era trasferito in altra provincia e per il contributo informativo dato, tramite rogatoria internazionale, a uffici antiterrorismo di paesi esteri.

Il nostro lavoro quotidiano è supportato anche dall’attenzione che ci viene rivolta dalla stampa e dai mezzi di comunicazione in generale ai cui rappresentanti rivolgo un saluto caloroso ed un sentito ringraziamento per il lavoro svolto.

Rivolgo alle Organizzazioni Sindacali della Polizia di Stato e dell’Amministrazione Civile dell’Interno, il mio più vivo apprezzamento per lo spirito costruttivo dimostrato nel rappresentare le problematiche del personale.

In questa solenne cerimonia è doveroso rivolgere un pensiero commosso a tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato che, nel corso della Sua lunga storia, hanno sacrificato la vita nell’adempimento del dovere, e che rimangono sempre vivi nella nostra memoria.

Al personale in quiescenza ed agli appartenenti alla Sezione provinciale dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato, che tutti ci rappresenta, un affettuoso e fraterno abbraccio.

Infine un caloroso saluto alla associazioni combattentistiche e d’Arma, all’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, testimonianza di continuità identitaria e spirito di appartenenza ed attaccamento all’Istituzione.

Grazie.   

Viva la Polizia di Stato Viva l’Italia.

 


10/04/2017

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