Questura di Palermo

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Il Questore

Il Questore di Palermo

Dr. Renato Cortese

Nato a Catanzaro il 12 ottobre 1964 Dirigente Superiore della Polizia di Stato Conseguita la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, nel 1991 accede al ruolo direttivo della Polizia di Stato con la qualifica di Vice Commissario. Assegnato alla Questura di Palermo, dopo due esperienze trascorse presso l’Ufficio Prevenzione Generale e presso un Commissariato di P.S. sezionale, nel 1994 approda alla Sezione Catturandi della Squadra Mobile, prima come Vice Dirigente e dal 1998 come Dirigente. Nel 1996 concorre alla cattura di Giovanni Brusca, indicato come esecutore della strage di Capaci. Nel 1997 ottiene la promozione per merito straordinario al grado di Commissario Capo per aver catturato il noto latitante Pietro Aglieri, indicato come mandante della strage di via d’Amelio, in quanto componente della Commissione di “Cosa Nostra”. Nello stesso anno conduce le attività investigative che portano alla cattura di Salvatore GRIGOLI - killer di Padre Puglisi - nonché di Gaspare SPATUZZA, uno dei responsabili delle stragi c.d. continentali, avvenute a Roma e Firenze nel 1993. Nel 1998 è l’artefice della cattura di Vito Vitale, l’erede della c.d. ala stragista di “Cosa Nostra” iniziata con RIINA e BAGARELLA, e di Giuseppe GUASTELLA, capo mandamento di Resuttana – San Lorenzo – Tommaso Natale. Nel 2001 dirige le indagini culminate con la cattura di Benedetto Spera, capo mandamento di Belmonte Mezzagno. Conduce, inoltre, delicate attività investigative di contrasto alle cosche criminali operanti in tutta la Sicilia. Nel gennaio 2003 è assegnato al Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato. Per aver catturato nell’aprile del 2006, il capo indiscusso di “Cosa Nostra” Bernardo PROVENZANO, latitante da 43 anni, viene promosso al grado superiore per merito straordinario ed accede al ruolo dirigenziale. Dopo un breve periodo come Consigliere Ministeriale alla Direzione Centrale Anticrimine - Servizio Centrale Operativo di Roma, viene trasferito al Servizio Controllo del Territorio, ricoprendo, per circa sei mesi, il ruolo di Direttore di Divisione. Nel giugno 2007 assume la dirigenza della Squadra Mobile di Reggio Calabria permanendovi fino al mese di marzo 2012. Nella circostanza conduce positivamente diverse attività investigative che permettono di deferire all’Autorità Giudiziaria centinaia di soggetti appartenenti alle famiglie mafiose operanti nella città di Reggio Calabria e provincia. Tra queste merita menzione la cattura dei responsabili della strage di Duisburg, assicurando tra gli altri alla giustizia il latitante Giovanni STRANGIO, catturato ad Amsterdam, mandante ed esecutore della citata strage. Inoltre avvia e porta a conclusione le complesse indagini che consentono l’arresto del boss Giovanni TEGANO, latitante dal 1993. Coordina l’operazione denominata “Crimine”, conclusa con l’arresto di circa 300 esponenti del sodalizio criminale operante tra Reggio Calabria e Milano, importante attività investigativa che ha messo in luce la struttura verticistica della ‘Ndrangheta e scoperto le sue ramificazione nel nord Italia, in paesi europei ed oltre oceano. Da maggio 2012 al 29 marzo 2015 dirige la Squadra Mobile di Roma. Nella capitale conduce diverse attività investigative che consentono di deferire all’Autorità Giudiziaria centinaia di soggetti appartenenti alla criminalità romana, nonché indagini nei confronti di soggetti, appartenenti alla criminalità organizzata legata sia a Cosa Nostra, sia alla ‘ndrangheta sia alla camorra, che hanno investito ingenti capitali in attività commerciali in zona centro della città. Tra queste operazioni di polizia Giudiziaria meritano menzione l’arresto dei due pericolosi latitanti rifugiatasi nella città di Barcellona, Alessandro FASCIANI, appartenente all’omonima famiglia mafiosa operante nel litorale romano, ricercato in quanto responsabile del tentato omicidio avvenuto nell’anno 2009 ai danni di un giovane avventore di una discoteca e Leandro BENNATO ricercato in quanto responsabile di traffico di sostanze stupefacenti, nonché l’operazione di Polizia denominata “Nuova Alba”, conclusasi con l’arresto di circa 50 esponenti del sodalizio criminale riconducibile alle famiglie dei FASCIANI, TRIASSI, SPADA, D’AGATI, egemoni nel quartiere di Ostia e nelle zone limitrofe. Va evidenziata, altresì, l’operazione denominata “Fiore Calabro”, conclusasi con l’arresto e il conseguente sequestro preventivo di beni mobili ed immobili di soggetti appartenenti alle famiglie storiche di ‘ndrangheta SCRIVA, MORABITO, MOLLICA. Dirige le attività investigative scaturite a seguito dell’omicidio di Vincenzo FEMIA ritenuto il referente nella capitale della famiglia di 'ndrangheta dei NIRTA di San Luca, denominata “Codice San Luca”, che consentono di acclarare l’apertura di una locale di ‘ndrangheta nella Capitale d’Italia. Avvia le complesse indagini che consentono l’arresto di taluni appartenenti al clan CICCARELLI egemone nella zona di Parco Verde a Caivano (NA) federato al più noto clan MOCCIA di Afragola (NA), nonché quelle in ordine all’omicidio di FANELLA Silvio, già tratto in arresto e condannato a 9 anni di reclusione poiché considerato tra gli autori della truffa che ha visto coinvolti alcuni ex dirigenti delle società Telecom Italia, Sparkle e Fastweb, individuando ed arrestando gli esecutori materiali del delitto. Inoltre avvia e porta a conclusione le indagini sulla nota famiglia dei CASAMONICA, gruppo romano tradizionalmente dedito all’usura, all’estorsione, alla truffa, al riciclaggio, alla ricettazione di autoveicoli e al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, che detiene la supremazia nei quartieri Appio - Tuscolano - Anagnina - Tor Bella Monaca – Romanina. Sul fronte del contrasto al fenomeno del traffico di stupefacenti, coordina le indagini scaturire con l’arresto di soggetti ritenuti appartenenti ad un sodalizio criminale di matrice ‘ndranghetista di Guardavalle (CZ) federato alle note famiglie malavitose romane dei Romagnoli-Gallace, operanti nei quartieri “Casilino”, Torre Maura e “San Basilio”, con ramificazioni e basi logistiche nel litorale laziale di Anzio-Nettuno, nonché quelle contro un sodalizio criminale, dedito al traffico di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, operante nei quartieri di Tiburtino Terzo, San Basilio e Casilino- Tor Bella Monaca. Promosso Dirigente Superiore, il 30 marzo 2015 assume l’incarico di Direttore del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, coordinando l’attività investigativa di tutte le Squadre Mobili. Con decorrenza 1 marzo 2017 assume l’incarico di reggente della Questura di Palermo.


23/02/2015
(modificato il 01/03/2017)

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