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Operazione Velomatic: arrestati dalla Polizia di Stato il Comandante della Polizia Locale di Tursi e altre 4 persone

Sono accusati, a vario titolo, di corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità e truffa.

La Polizia di Stato ha tratto in arresto cinque persone in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare disposta dal Gip del Tribunale di Matera Angela Rosa Nettis. I reati contestati sono, a vario titolo, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità e truffa. Arrestato anche il Comandante della Polizia Locale del Comune di Tursi (MT), di anni 64, dei cinque l’unico finito in carcere.

L’attività investigativa, svolta congiuntamente dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di P.S. di Policoro, è stata illustrata in una conferenza stampa tenuta in Questura dal Procuratore Capo della Repubblica di Matera Pietro Argentino.

L’attività è nata dagli sviluppi di un’altra indagine relativa all’incendio dell’autovettura di un funzionario del Comune di Scanzano Jonico.

Le intercettazioni telefoniche disposte dall’Autorità giudiziaria per la prima indagine rivelavano un sistema di corruttela che vedeva coinvolto un imprenditore calabrese e il Comandante della Polizia Locale di Tursi.

E’ emerso così che il titolare di un’impresa in provincia di Cosenza che fornisce apparecchiature di rilevazione della velocità e servizi di gestione delle contravvenzioni al Codice della Strada avrebbe versato un euro al Comandante della Polizia Locale di Tursi per ogni contravvenzione elevata con le sue apparecchiature.

Il Comandante aveva a sua volta contattato colleghi dei comuni vicini per convincerli ad accettare l’“offerta” dell’imprenditore calabrese. La proposta del Comandante di Tursi però non veniva raccolta dai suoi colleghi, anzi uno dei comandanti contattati, comprendendo che la proposta configurasse un reato, decideva di registrare il contenuto della conversazione.

Le indagini rivelavano inoltre un sistema di annullamento delle multe posto in essere dallo stesso Comandante della Polizia Locale di Tursi che, attraverso il sistema informatico di gestione delle contravvenzioni fornito dallo stesso imprenditore, faceva risultare come pagate multe di fatto non pagate. In compenso, il Comandante si faceva dare dai trasgressori una somma in danaro, una sorta di “sconto” considerevole dell’importo della multa o altre utilità.

Nell’inchiesta è emerso che la tangente riscossa dal Comandante della Polizia Locale di Tursi era accreditata sul conto corrente della sua compagna, anche lei sottoposta agli arresti domiciliari.

Parimenti sono stati sottoposti alla detenzione domiciliare due collaboratori dell’imprenditore che avevano il compito rispettivamente di versare le tangenti da un proprio conto corrente e di annullare i verbali già elevati.

La dettagliata informativa di reato conclusiva degli investigatori della Polizia di Stato è stata pienamente condivisa dall’Autorità giudiziaria. Il Gip ha ravvisato a carico dei suddetti cinque soggetti indagati una prognosi di pericolosità alla luce della gravità dei fatti commessi e della sfrontatezza manifestata nella disinvolta mercificazione e asservimento della funzione pubblica a interessi meramente utilitaristici e ha così disposto la misura cautelare a loro carico.


15/06/2018

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