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“Alto Impatto – Freedom”, un arresto e tre denunce è il bilancio in provincia di Matera

Alto Impatto - Freedom

L’attività della Polizia di Stato contro il fenomeno del caporalato è stata svolta congiuntamente all’Ispettorato Territoriale del Lavoro

Con tre persone denunciate e una arrestata si è conclusa anche nella provincia di Matera una ulteriore fase dell’attività “Alto Impatto – Freedom”, contro il caporalato, che ha visto impegnate le Squadre Mobili di Agrigento, Forlì - Cesena, Latina, Lecce, Matera, Ragusa, Salerno, Siracusa, Taranto, Verona e Vibo Valentia, coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine.

L’attività su questo territorio, svolta nei giorni scorsi, è stata coordinata dalla Squadra Mobile con la collaborazione dell’Ufficio Immigrazione della Questura, dei Commissariati di P.S. di Policoro e di Pisticci, del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica, nonché dell’lspettorato Territoriale del Lavoro. Sono state controllate 45 persone e 6 aziende, una persona è stata arrestata e tre sono state denunciate all’Autorità giudiziaria.

Si è proceduto al controllo di lavoratori, italiani e stranieri, impegnati nella raccolta e coltivazione di prodotti ortofrutticoli e vitivinicoli di questo territorio, nonché dei lavoratori impiegati in agriturismi con annesso terreno per la coltivazione di prodotti “a chilometro zero” e al pascolo di bestiame.

In particolare, durante il controllo di tre furgoni in agro di Pisticci su cui viaggiavano diverse operaie, alcune delle quali di origini rumene, che avevano lavorato presso una locale azienda agricola e stavano rientrando chi a Scanzano, chi a Ginosa, sono emerse alcune irregolarità.

Sono seguiti approfondimenti investigativi che hanno evidenziato la figura di due soggetti, un uomo, italiano, e una donna, rumena, entrambi residenti a Ginosa (TA), che svolgevano l’attività illegale di caporalato, consistente nel reperire la manovalanza agricola e trasportarla presso l’azienda richiedente.

L’uomo in particolare provvedeva anche alla sistemazione di un elevato numero di operaie in un comprensorio di case di campagna di sua proprietà, dove le stesse pagano un fitto per posto letto.

Inoltre, dalle indagini è emerso che lo scorso mese di maggio l’uomo è arrivato a gestire e impiegare fino a 60 operai sul campo.

All’Autorità giudiziaria è stato denunciato anche l’imprenditore agricolo che si avvaleva dei due caporali per il reclutamento della manodopera sul suo fondo.

Inoltre , nel corso del controllo effettuato presso un agriturismo, è stato individuato un lavoratore di etnia indiana, Singh Gurinder, regolarmente assunto, il quale era ricercato per l’esecuzione di ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Cremona e pertanto è stato tratto in arresto.

L’attività della Polizia di Stato svolta congiuntamente all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, infine, ha permesso di rilevare inoltre quattro lavoratori assunti “a nero”, nonché altre irregolarità relative all’assunzione di altri due lavoratori. Per ciò saranno irrogate dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro le sanzioni amministrative che si aggirano intorno ai 14mila euro.


26/07/2017

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