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Fermati due trasfertisti del crimine, esperti nelle truffe

Doping: perquisizioni dalla Polizia di Stato  Operazione della Squadra Mobile della Questura di Ravenna

A conclusione di un’intensa attività operativa originata dalla segnalazione della presenza in città di persone dedite alla commissioni di truffe, personale della Polizia di Stato riusciva, a fermare due soggetti

A conclusione di un’intensa attività operativa originata dalla segnalazione della presenza in città di persone dedite alla commissioni di truffe, personale della Polizia di Stato riusciva, in data 13.07.2017, a     fermare due soggetti pluripregiudicati per reati della stessa specie, identificati per D.B.M. e D.P.S., residenti nella città di Napoli, sorpresi  nella flagranza del reato della c.d. truffa dei pacchi, con la quale avevano colpito un ragazzo nella zona del lungomare cittadino.

 

Partendo da una locale struttura ricettiva dove si presumeva che i ritenuti truffatori avevano preso alloggio, il personale dell’Antirapina della Squadra Mobile di Livorno, predisponeva un servizio di osservazione e pedinamento.

 

Nella mattinata del 13 u.s., i due lasciavano l’hotel, salendo sulla propria autovettura, iniziando a percorrere più volte, ed in maniera spesso ripetitiva, alcuni percorsi cittadini; in particolare, venivano effettuate soste in alcune zone della città di Livorno dove, uno dei due uomini, scendeva dall’auto indossando una casacca senza maniche di colore arancione con barre fluorescenti.

Veniva notato, inoltre, che, mentre uno dei due cercava di contattare alcune persone, l’altro rimaneva nell’auto che aveva parcheggiato in       posizione defilata, per poi avvicinarsi velocemente, spesso facendo anche repentine inversioni ad “U”, per raccogliere il compagno ed allontanarsi in modo spedito.

 

L’incessante pedinamento permetteva di rafforzare le intuizioni      investigative quando, intorno alle ore 15:30, giunti in prossimità della    Rotonda di Ardenza, nella zona denominata “Il Gabbiano”, con la stessa modalità precedentemente attuata, i due napoletani sopra specificati        avvicinavano due giovani, trattenendoli per circa 10/15 minuti.

Nell’occasione, era possibile distinguere che uno dei due truffatori mostrava alle persone avvicinate una scatola di colore nero che, per forma e dimensione, poteva verosimilmente apparire come la confezione di uno smartphone.

 

Quest’ultimo episodio evidenziava la finalità perseguita dai due  soggetti, facendo presupporre che stessero mettendo in atto la c.d. “truffa dei pacchi” e, nello specifico, dei telefoni cellulari.

 

Questa tipologia di reato, molto nota in ambito criminale, consiste nel mostrare alla vittima prescelta un oggetto di valore, in questo caso uno smartphone, proponendone l’acquisto ad un prezzo inferiore a quello di   mercato, per poi consegnare, al momento del pagamento, dopo una veloce sostituzione, solo una scatola vuota, contenente oggetti in grado di simulare il peso reale, ma senza la presenza all’interno dell’oggetto della vendita.

 

Alle ore 15:40 circa, i due napoletani si fermavano nei pressi del lungomare di Antignano dove, uno dei due, ancora indossando il gilet   arancione, si dirigeva verso la discesa a mare dove prendeva contatti con un giovane di colore che effettivamente veniva fatto oggetto della sopracitata truffa.

Improvvisamente veniva notato che il truffatore si allontanava  salendo a bordo dell’auto dove il complice lo attendeva alla guida con il motore acceso, partendo velocemente in direzione sud verso l’uscita dalla città.

 

Il personale in osservazione sul posto notava la vittima, che provava ad inseguire i due uomini senza riuscirci, quindi a questo punto interveniva qualificandosi.

 

Quest’ultimo, faceva capire agli operatori che aveva dato una somma di denaro, per l’acquisto di due smartphone, all’uomo con il gilet arancio che però, appena presi i soldi, era fuggito.

 

La predisposizione di uomini e mezzi della Squadra Mobile sulle possibili vie di fuga consentiva l’immediato rintraccio dei due truffatori che venivano sorpresi con il denaro, 195 euro, appena consegnato dalla vittima, ed i telefoni usati per la truffa, Samsung Galaxy 8, risultati essere nuovi e di notevole valore commerciale.

         All’esito di accurate perquisizioni, gli operatori di polizia sequestravano quanto sopra specificato, unitamente ad altri oggetti in possesso dei rei,  utilizzabili per commettere eventuali altre truffe, tra cui scatole vuote di smartphone ed altri contenitori tutti identici.

 

Ai due napoletani, trasfertisti del crimine, come previsto dalle    normative vigenti, stante la particolare pericolosità sociale e gli specifici precedenti penali, veniva notificato l’avviso di avvio del procedimento amministrativo per il rimpatrio con foglio di via obbligatorio e divieto di        ritorno nel Comune di Livorno per un periodo di anni 3.

 

 

 

 

 

 

 


15/07/2017

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