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LA SEZIONE CATTURANDI, ARRESTA UN RICERCATO

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LA SEZIONE CATTURANDI, ARRESTA UN RICERCATO

La Squadra Mobile di Cuneo, sezione catturandi, con la collaborazione della Polizia Locale di Pianfei, ha rintracciato e tratto in arresto P.G., ITALIANO, CLASSE 1977, che deve scontare tre anni e mezzo di reclusione per reati commessi in ammmbito famigliare ai danni della convivente. In particolare l'uomo, nato in Svizzera, residente per anni in Calabria, Isola di Capo Rizzuto, ed il Piemonte, da ultimo in provincia di Cuneo, a Pianfei, è stato condannato per lesioni e maltrattamenti vari consumati ai danni dell'ex convivente. La donna, dopo anni di vessazioni, aveva trovato il coraggio di denunciarne le angherie alla Polizia. Dopo i primi accertamenti per P.G. era scattata la misura cautelare dell'allontanamento dalla casa famiglia e, oggi, la condanna a tre anni e mezzo di reclusione. L'operazione della Polizia è scattata nella mattinata odierna, al rientro dell'uomo da un breve vacanza dal sud Italia. L'operazione permette di sottolineare quanto il nostro codice penale, anche con la recente introduzione del reato di stalking, che sta facendo registrare i primi passaggi in giudicato, punisca in modo estremamente severo comportamenti vessatori e violenti commessi nell'ambito delle mure domestiche ovvero all'interno di turbolenti rapporti di coppia. La decisione della donna vittima delle angherie di P.G., ribadita in fase di indagine e, successivamente, in fase processuale, deve essere di esempio per tutte quelle donne vittime di analogo reato per le quali le Forze di Polizia e la Magistratura, da un lato, e le associazioni ed i servizi sociali, dall'altro, sono a disposizione per offrire un'alternativa ovvero una via di fuga da situazioni di vita e di relazioni intollerabili. La Questura, poi, evidenzia che la normativa è appositamente pensata per "pesare", in modo diverso, situazioni differenti: le pene, e le misure cautelari, infatti, hanno una gradualità che consente di dosarne chirurgicamente l'effetto in modo da non pregiudicare l'economia famigliare: il divieto di avvicinamento ovvero l'allontamento famigliare, per esempio, è stato istituito per consentire, da un lato, alla vittima riconquistare la propria libertà, e, dall'altro, per evitare che uomini non pregiudicati, regolarmente impiegati, andando in carcere, possano perdere il lavoro mettendo a repentaglio, definitamente, la possibilità di mantenere dignitosamente sé e la propria famiglia. Propria in questa ottica di gradualità è stato introdotto l'istituto dell'ammonimento del Questore cui si può ricorrere quando non si voglia, per il momento, sporgere querela o denuncia. Nell'anno in corso, per esempio, la Questura, divisione Anticrimine, guidata dal Comm. Capo MASTRANGELO Marco, ha emesso, nell'anno 2012, 4 provvedimento di ammonimento nei confronti di persone che avevano tenuto comportamenti non consoni nei confronti di ex fidanzate o mogli.
03/01/2013
(modificato il 11/01/2013)

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