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Avevano rapinato una donna con i due figli minori all’ingresso di un palazzo. Arrestata coppia dalla Polizia di Stato

Arrestata coppia dalla Polizia di Stato

Prosegue incessantemente l’attività di contrasto ai reati di maggior allarme sociale, particolarmente i cd. reati predatori, da parte di magistratura e Polizia di Stato.

Nella mattinata  di ieri, a conclusione di una serrata attività di indagine, personale della Squadra Mobile ha dato esecuzione all’Ordinanza di applicazione della Misura Cautelare, emessa in data 12.09.2017 dal G.I.P. presso il Tribunale di Cosenza, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di una coppia di soggetti, BELLADONNA Luigi, di anni 43, e FARSETTA Monica, di anni 28, entrambi residenti di Cosenza, per il reato p. e p. dagli artt. 110, 628 commi1-3 n.1 3bis c.p. (rapina aggravata) nonché, il solo BELLADONNA, per il reato p. e p. dagli artt. 75 co. 2 D.Lgs 159/11 (violazione degli obblighi derivanti dal regime di sorveglianza speciale di p.s.).

Questi i fatti.  Il pomeriggio del giorno 7 agosto u.s., in via Beato Angelo d’Acri a Cosenza una donna che si stava recando presso uno studio medico assieme ai suoi due figli minori, appena entrata all’interno dell’ascensore del palazzo veniva affrontata da un individuo che la bloccava e dopo averla minacciata con una pistola che asseriva di avere nascosta addosso la obbligava a consegnargli tutto il denaro che aveva nella borsetta (circa 300 euro) e la fede nuziale, fuggendo poi via.

Dalla descrizione fornita dai testimoni l’uomo aveva circa 45 anni, alto circa 1.80, corporatura molto robusta e con pancia pronunciata e viso tondo, capelli neri tagliati cortissimi, carnagione scura, portava occhiali da sole scuri con montatura quadrata, maglietta a maniche corte di colore rosso, pantaloni lunghi, scarpe di colore nero, chiuse con lacci, vecchie e sporche, si esprimeva in italiano ma con chiara e forte inflessione dialettale locale.

Veniva pertanto immediatamente avviata una serrata attività investigativa da parte della Squadra Mobile, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza, al fine di giungere all’identificazione dell’autore dell’evento delittuoso.

Detta attività di P.G. si sviluppava essenzialmente attraverso la visione dei filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti in zona e il monitoraggio dei pregiudicati per reati specifici della zona.

Si riusciva così a ricostruire, sia nelle fasi antecedenti alla rapina che in quelle immediatamente successive, l’arrivo presso quel luogo del malvivente a bordo di un’autovettura Fiat Punto ove nella circostanza si rilevava la presenza di una seconda persona, una donna.

Ambedue i due venivano individuati dal personale della Sezione Antirapina della Squadra Mobile e identificati negli odierni arrestati, vecchie conoscenze delle FF.PP., con specifici precedenti di polizia proprio per reati contro il patrimonio.

Questo, unitamente agli altri riscontri raccolti nel corso delle investigazioni, ha costituito a carico degli indagati un quadro indiziario grave ed univoco in ordine alla loro responsabilità per i reati perpetrati, per cui la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza ha richiesto ed ottenuto al Giudice per le Indagini Preliminari un provvedimento di applicazione di misura cautelare che è stato eseguito nella mattinata mediante sottoposizione dell’uomo alla custodia cautelare in carcere e la donna al regime degli arresti domiciliari.


14/09/2017

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