Questura di Asti

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ARRESTATI DALLA POLIZIA DI STATO I RESPONSABILI DELL'OMICIDIO DI INDINO FRANCESCO

Arresto di 3 cittadini stranieri

OPERAZIONE DELLA SQUADRA MOBILE DI ASTI CHE ARRESTA CINQUE PERSONE RESPOSABILI DELL'EFFERATO OMICIDIO DI INDINO FRANCESCO AVVENUTO IN ASTI IL 25 GIUGNO 2015

È in corso dalle prime ore del mattino l’operazione di polizia denominata “COMETA 2015”, finalizzata all’esecuzione di provvedimenti cautelari in carcere disposti dalla locale Autorità Giudiziaria.

All’alba personale della Polizia di Stato della Questura di Asti unitamente ai nuclei del Reparto Prevenzione Crimine di Torino ed alla Squadra cinofila di Torino ha avviato una vasta operazione finalizzata alla cattura di cinque soggetti gravemente indiziati dell’omicidio di INDINO Francesco, detto “Franco”, avvenuto ad Asti in Piazza Campo del Palio il 25 giugno 2015.

L’orrendo delitto, efferato per modalità ed aggressività, vede coinvolti tre cittadini italiani, tra cui lo stesso datore di lavoro della vittima e due cittadini albanesi,  con precedenti giudiziari e di polizia.

Sono stati tratti in arresto e tradotti in carcere con la grave accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dai motivi abbietti e futili:

  1. BAGNASCO Stefano Pietro, di anni 56  di ASTI, con precedenti di polizia;
  2. BLANDINI Massimo, di anni 44 di Palagonia (CATANIA), pregiudicato;
  3. MILIOTO Calogero, di anni 57 di PALERMO, pregiudicato;
  4. HILA Alban, di anni 45 albanese, pregiudicato;
  5. JAHJA Afrim, di anni 40 albanese, pregiudicato;

La misura cautelare oggi eseguita è stata disposta dal Tribunale di Asti – Ufficio del G.I.P. dott. Giannone - su richiesta della Procura della Repubblica di Asti, sulla base delle risultanze investigative acquisite della Squadra Mobile di Asti,  che sin dalle prime ore immediatamente successive all’omicidio ha avviato un’intensa e risoluta  attività investigativa che ha permesso di fare luce su tale orrendo delitto.

L’analisi del teatro dell’evento omicidiario,  tenuto conto della cruenta scena presentatasi agli investigatori, con copioso sangue rinvenuto in terra e sul cassone del camion, ha consentito di escludere già nell’immediatezza l’ipotesi di aggressione a fini di rapina, poi degenerata.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile, integrate da intercettazioni telefoniche ed ambientali e  corroborate da riscontri testimoniali e da accertamenti scientifici e medico-legali, hanno permesso di ricostruire non solo la dinamica dell’omicidio ma anche un quadro fortemente indiziario quanto a movente e partecipazione ad esso.

Determinante anche l’attività di riscontro tramite sistemi di videosorveglianza nella parte sud e nelle aree adiacenti le zone del reato.

In particolare, l’INDINO Francesco in compagnia del proprio datore di lavoro BAGNASCO Stefano, concorrente nell’azione criminale, veniva colto di sorpresa dai propri aguzzini HILA, JAHAJA e MILIOTO, immobilizzato a terra e colpito ripetutamente al capo. Nella circostanza la vittima ha cercato inutilmente di difendersi riportando  fratture multiple anche agli arti superiori.

Gli investigatori hanno ricostruito  in modo puntuale le fasi dell’aggressione, evidenziando grazie all’analisi dei video acquisiti la presenza del BAGNASCO Stefano sul luogo ed al momento dell’omicidio, mentre dall’attività tecnica è emerso il contributo materiale di HILA, JAHAJA e MILIOTO, tutti pregiudicati alle dipendenze del BLANDINI Massimo, titolare della ditta “Ortofrutta Stella” di Asti.

Proprio il BLANDINI Massimo, pluripregiudicato catanese, è ritenuto il mandante dell’omicidio di INDINO Francesco, cioè colui che lo aveva messo in contatto col BAGNASCO Stefano, soggetto che poi si è dimostrato non affidabile con i pagamenti.

La difficile ed articolata attività investigativa ha disvelato il movente ed i responsabili dell’omicidio dell’INDINO Francesco,  maturato proprio nel contesto lavorativo della vittima: l’efferato omicidio scaturisce, come evidenziato dalle indagini, da inadempienze debitorie del BAGNASCO Stefano.

Nelle prime immediate investigazioni l’indagine condotta dalla Squadra Mobile di Asti ha visto l’ausilio di personale della Squadra Mobile di Torino.


03/02/2017

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