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Il Questore

Il Questore Dr.Oreste Capocasa

Dr.Oreste Capocasa

 

     Il Dr. Oreste CAPOCASA è nato a Cupra Marittima (AP) il 29.03.1954 ed ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Macerata nel 1978.

     Entrato nell’Amministrazione del Ministero dell’Interno nel 1980, è stato destinato alla Questura di Belluno, dove ha ricoperto diversi incarichi fra i quali quello di dirigente del Commissariato di Cortina.

     Nell’aprile del 1983 è stato trasferito all’allora Commissariato di Polizia di Rimini. In tale sede ha diretto inizialmente la Polizia Giudiziaria con funzioni anche di Vice Dirigente del Commissariato e, successivamente, la Squadra Mobile, allorchè il suddetto Ufficio è stato elevato a rango di Questura.

     Durante la permanenza in Rimini ha condotto a termine numerose e brillanti indagini in materia di armi, rapine, stupefacenti (con sequestro di consistenti quantitativi) e mafia russa operante in loco. Ne sono conseguiti attestati da parte dell’Amministrazione e del Governo di San Marino in occasione di arresti di rapinatori che operavano in quello Stato e per indagini sul riciclaggio.

     Significativo e di grande rilievo si configura il risultato raggiunto nel contrasto al fenomeno della prostituzione. Venne infatti sgominata una organizzazione criminosa dedita allo sfruttamento della prostituzione di giovani donne di origine nigeriana. Nella circostanza, per la prima volta in Italia, si è contestata ai diciotto appartenenti all’ organizzazione la fattispecie di reato della riduzione in schiavitù. Da tale operazione sono scaturiti interventi amministrativi mirati e sempre più incisivi (effettuati poi da molte altre Questure) con cui il fenomeno della prostituzione per strada, che aveva raggiunto in Rimini e dintorni livelli di alto allarme sociale, è stato pressoché debellato.

     Nel settembre del 1999, a seguito di promozione a Primo Dirigente della Polizia di Stato, è stato trasferito al Commissariato di P.S. di Cesena con l’incarico di Dirigente.

     La conduzione dell’Ufficio ha riscosso ampi consensi, espressi in più occasioni da Autorità politiche, sindacali e dalla Magistratura.

     Numerose sono state anche in detto periodo le operazioni di Polizia Giudiziaria che hanno portato il Commissariato alla ribalta persino delle cronache nazionali, come le due indagini su “Mamma Ebe” e su forme di violenza sessuale e concussione all’interno dell’Università di Cesena nonché la cattura di pericolose bande di extracomunitari responsabili di rapine in ville.

     Puntuali e di notevole equilibrio si sono rivelati i numerosi servizi di Ordine Pubblico, realizzati presso lo Stadio di Cesena, con una Squadra che ha militato in serie A e poi in B: il mancato verificarsi, in sei anni, di incidenti di un qualsiasi rilievo ha comportato il conferimento di attestati e riconoscimenti nell’ambito di diversi convegni che si sono tenuti sulla sicurezza nel mondo del calcio, promossi da testate giornalistiche e da organizzazioni sindacali della Polizia di Stato.

     Degno di menzione è inoltre l’impegno nella contemporanea direzione del Posto estivo di Cesenatico, dove i servizi di contrasto al fenomeno dell’ abusivismo commerciale sono stati contrassegnati da significativi successi. Per la prima volta, infatti, si è proceduto al sequestro e alla confisca del mezzo con cui venivano trasportati i capi contraffatti, infliggendo un forte colpo al mercato del falso, liberando il litorale dalla presenza dei venditori abusivi con i più ampi consensi e apprezzamenti dalle realtà politiche e istituzionali e delle categorie economiche.

     Alla luce anche dei suddetti risultati e dell’alta considerazione che la Polizia riscuoteva nella città, l’allora Capo della Polizia, Prefetto DE GENNARO, ha scelto Cesena per la manifestazione nazionale Associazione Nazionale Polizia di Stato (A.N.P.S.)

     Agli inizi del 2006 è stato trasferito al Compartimento della Polizia Ferroviaria per il Veneto, in qualità di reggente.

     Negli oltre tre anni di attività si sono raggiunti ragguardevoli risultati, dando un forte impulso al contrasto della criminalità comune:

  •      numerosi e significativi arresti per furti a bordo treno e nelle stazioni con il totale smantellamento di pericolose bande di croati, rumeni e slavi, dedite da tempo a questo tipo di reati;
  •      sequestri e restituzione di notevoli quantitativi di rame (circa 16 tonnellate) asportato alle Ferrovie dello Stato con conseguenti arresti e denunzie;
  •      costante impegno per contrastare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nelle stazioni, con molteplici arresti e sequestri di droga. In particolare, il personale della Sezione Polfer di Padova è stato più volte ricevuto ed elogiato dal Direttore Centrale delle Specialità, per l’encomiabile attività svolta nel contrasto al fenomeno dello spaccio di stupefacente in tale realtà cittadina.

     Nel concreto l’attività repressiva ha comportato, nei tre anni di reggenza, un incremento medio annuo del 68% delle persone arrestate e del 41% delle persone denunziate in stato di libertà.

     Notevole cura è stata infine profusa nell’attività di prevenzione nelle principali stazioni di Padova e Venezia, anche a tutela dei milioni di turisti che hanno visitato le predette città usufruendo del trasporto ferroviario, aumentando di circa il 59% il numero delle persone identificate e controllate e del 56% le scorte a bordo treno.

     Dall’ 11 maggio 2009 al 31 maggio 2009 è stato Reggente del Compartimento Polizia Ferroviaria dell’Emilia Romagna.

     Dal 1° giugno 2009, con la nomina a Questore della Provincia di Rimini, sono stati apportati sostanziali cambi di strategie al fine di contrastare diverse attività illecite, tra le quali l’abusivismo commerciale, i cosiddetti giochi di abilità (pallinari e tre carte) e nel controllo del territorio.

     In relazione al fenomeno dell’abusivismo commerciale, una mirata e puntuale attività investigativa ha condotto al sequestro di appartamenti ed alberghi dove la merce contraffatta era detenuta.

     Per quanto concerne le batterie di “pallinari”, si è proceduto all’arresto per associazione a delinquere finalizzata alla truffa nei confronti di soggetto croati, rumeni ed albanesi che in passato erano incorsi nella mera sanzione amministrativa prevista dal regolamento comunale per l’occupazione abusiva del uogo pubblico e divieto di organizzare giochi di abilità in luoghi pubblici.

     Per trovare una soluzione efficace agli episodi di rapine e di altri reati che avvenivano nelle ore notturne sul litorale durante la stagione estiva, sono stati intensificati i controlli in tali orari, utilizzando un’elicottero abilitato al volo notturno ed i Reparti Prevenzione Crimine, che operando in perfetta sinergia, hanno realizzato un ottimo servizio di prevenzione.

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