Questura di Messina

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La Polizia di Stato esegue ordinanza cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un giovane messinese: la Squadra Mobile della Questura di Messina coordinata dalla Procura della Repubblica ricostruisce una storia di violenza ed estorsioni

Squadra Mobile

Donna, madre, vittima: una storia di violenza fisica e psicologica che ieri, a seguito delle indagini svolte dalla Squadra Mobile della Questura di Messina, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, si è conclusa con l’esecuzione, da parte dei poliziotti, dell’ordinanza della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un giovane messinese.

Un figlio vendicativo, minaccioso, non estraneo a comportamenti aggressivi e ritorsivi conseguenti, il più delle  volte, al mancato accoglimento delle continue richieste di denaro.

Ogni “no” proferito dalla malcapitata era seguito da calci e pugni, da atti vandalici, da continue telefonate minatorie. Un clima di terrore che aveva portato la donna ad una sofferta accondiscendenza nel timore di ulteriori e più gravi conseguenze nonché ad incontrare il ragazzo in luoghi aperti piuttosto che tra le mura domestiche. E, poi, l’agguato preparato a seguito della denuncia sporta dopo l’ennesima minaccia. L’aveva attesa nascosto dietro l’ascensore, aveva cercato di strapparle le chiavi di mano, le aveva tappato la bocca per impedirle di gridare aiuto e stretto il braccio intorno al collo non prima di averle distrutto, gettandolo con forza a terra, il cellulare.

Gli accertamenti di polizia rilevavano a carico del predetto precedenti penali e tra questi una denuncia sporta dal padre per furto del proprio bancomat.

Un quadro indiziante, quello costruito dagli investigatori, che, oltre a convergere verso la responsabilità del giovane per le condotte sopra descritte, metteva in evidenza una personalità refrattaria alla resipiscenza ed il pericolo concreto di recidiva tanto da rendere necessaria, quale misura cautelare idonea, la sottoposizione agli arresti domiciliari in luogo diverso dall’abitazione della madre.

Misura cautelare che veniva richiesta dalla Procura della Repubblica ed emessa dal GIP del Tribunale di Messina.


16/05/2018

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