Il Questore - Via Raffaele De Caro 11 - 82100 Benevento
Dopo gli assegni, i rimborsi Irpef, è questo il nuovo versante delle truffe ‘inaugurato’ ieri in città con l’arresto di due napoletani, già noti alle forze dell’ordine. Li ha fermati la Polizia, che li ha sorpresi mentre cercavano di incassarne un paio al posto dei legittimi beneficiari.
Il primo a finire in trappola, ‘beccato dalla Squadra mobile, è stato un 55enne. Tutto è cominciato quando in un ufficio postale si è presentato un uomo che, esibendo dei documenti, ha provato ad intascare un rimborso, dandosela poi a gambe levate quando si è reso conto di aver ingenerato dei sospetti.
La segnalazione dell’accaduto ha dato il là ad una serie di appostamenti presso altre strutture Pt di Benevento. E’ il caso delle Poste centrali, dove, all’incirca dopo un’ora, è stato bloccato il 55enne. Aveva due comunicazioni delle Entrate relative ad altrettanti rimborsi di 800 euro destinati a cittadini beneventani. Stava cercando di incassarne uno con una carta d’identità, falsa, sulla quale aveva apposto la sua fotografia e le generalità del beneficiario della cifra. Il ‘giochetto’ non è però riuscito, e per lui si sono aperte le porte del carcere di contrada Capodimonte. Dove è stato successivamente raggiunto da un 49enne, anch’egli partenopeo. Per entrambi le accuse di sostituzione di persona, truffa aggravata ai danni dello Stato e detenzione di un documento falso valido per l’espatrio.
In particolare, il 49enne, al quale sono stati sequestrati 500 euro di cui era in possesso, è stato ‘stoppato’ dalla Volante nell’ufficio di via Torre della Catena. Usando lo stesso ‘sistema’, stava tentando di portare a casa poco più di 600 euro, l’importo di un rimborso anch’esso atteso da un contribuente di Benevento, del quale erano stati riportati nome, cognome ed indirizzo su una carta d’identità ‘preparata’ per l’occasione.
I due arresti di ieri seguono quello che la Squadra mobile del vicequestore Giuseppe Moschella aveva effettuato una dozzina di giorni fa, allorchè, come si ricorderà, il fermo era scattato per un giovane che aveva versato otto assegni clonati: assegni, cioè, che avevano come riferimento numeri di serie ancora presenti nei carnet dei reali utilizzatori. Un fenomeno, quest’ultimo, non isolato: numerosi, infatti, i casi rimbalzati all’onore della cronaca. Che da ieri registra una ‘variante sul tema’: quello dei rimborsi Irpef.
[Categoria: I fatti del giorno]
Pubblicato il: 18 January 2012